Impresa di Weening al Giro di Svizzera

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Gli ingredienti per confezionare un’impresa nella 6^ tappa Weese – Amden al Giro di Svizzera c’erano tutti: il percorso molto impegnativo con un difficile arrivo in salita, la pioggia battente che non da tregua, una fuga che parte da lontanissimo. Ed è proprio quello che riesce a realizzare Peter Weening (Roompot), uno che ha già vinto al Giro e al Tour: dopo appena 15 chilometri di corsa è già in avanscoperta con 14 compagni d’avventura, poi a metà percorso scala il Klausenpass sotto l’acqua che paradossalmente rende più complicata la discesa della salita, infine sulla salita conclusiva che porta ad Amden saluti tutti e se ne va. Tutti gli altri lo rivedranno solo dopo il traguardo, visto che in 10 chilometri tutti all’insù scava un solco di oltre due minuti e mezzo sul secondo e mantiene brillantemente quattro minuti e mezzo sul gruppo dei migliori che aveva iniziato l’ascesa con medesimo ritardo. Insomma, una bella vittoria (la 9^ in carriera) per un corridore che a 35 anni si è ritagliato il suo spazio in una professional dopo una vita spesa tra Rabobank ed Orica Green Edge. Alle sue spalle esplode la corsa per la vittoria finale di questo Giro di Svizzera, ma più che selezione sotto gli attacchi dei rivali, assistiamo ad “selezione da dietro” nella quale la fatica e le gambe pesanti per il freddo e la pioggia mettono in difficoltà i molti che pian piano perdono le ruote. A pagare più di tutti è Tejay Van Garderen che naufraga a quasi due minuti, poco meglio Rui Costa che perde un minuto, 51″ li becca anche l’ex maglia gialla Pierre Latour, ma la sorpresa negativa è Geraint Thomas che arriva assieme al giovane francese e probabilmente dice addio alle sue chance di vittoria. Resta invece in corsa alla grande Wilco Kelderman, il nuovo leader della generale, che diventa il favorito principale ma che deve gestire un vantaggio esiguo sui principali avversari Warren Barguil (a 16″) ed Andrew Talansky (a 19″).

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Le fatiche proseguono domani con la 7^ tappa Arbon – Solden (km 224.3) la frazione regina del Giro di Svizzera 2016 che, curiosamente, si conclude in Austria ai piedi del Ghiacciaio di Solden, celebre per le gare di sci alpino. Tappa estremamente lunga con partenza dal Cantone di San Gallo e prima parte in falsopiano fino al primo gran premio della montagna, l’Hochtannbergpass (hors catégorie, 7 km al 8,5% e punte del 11,5%) salita dura ma troppo lontana dal traguardo alla quale segue subito l’Aarlbergpass, un ulteriore strappo non segnalato come gpm che precede la lunghissima discesa verso il fondovalle. La seconda parte di tappa, fino all’abitato di Solden è un lungo falsopiano a scendere prima e a risalire poi, ma gli ultimi 7 chilometri di corsa sono un vero spauracchio: dopo un primo chilometro al 7% la strada si impenna ed i successivi 6.000 metri salgono al 11% di pendenza media con punte che arrivano al 16%. Un arrivo terribile che di nuovo sconvolgerà la classifica generale e deciderà in maniera definitiva chi potrà vincere questo Giro di Svizzera.

Molta stanchezza in gruppo dovuta ai percorsi duri di questi ultimi giorni ed al clima che ha complicato terribilmente le cose; inoltre non c’è più una squadra leader come poteva essere la Sky se Thomas fosse stato in condizione. Ragioni per cui è piuttosto probabile che una fuga possa aver buon gioco e lanciare qualcuno verso il successo di tappa, con la corsa divisa in due: davanti per la vittoria di giornata, dietro per la classifica. Tra i big, quelli che hanno dimostrato di stare meglio sono Wilco Kelderman, Warren Barguil ed Andrew Talansky, ai quali aggiungo Simon Spilak visto in ripresa e Miguel Angel Lopez che oggi sembrava avere il colpo in canna ed è arrivato coi migliori. E poi attenzione al Puma John Darwin Atapuma che magari ci ha preso gusto e potrebbe riprovarci.


Immagine tratta dal sito www.tourdesuisse.ch

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