Inter: ben venga la sicurezza, ma non abusarne

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In Coppa Italia l’Inter gioca un buon primo tempo, ma sul 2-0 si rilassa fino a farsi riprendere. Candreva toglie le castagne dal fuoco, ma la sicurezza non deve trasformarsi in sufficienza

Sono settimane che elogiamo la nuova Inter di Pioli, che ha ritrovato certezze e gioca con un’altra testa. Il tecnico ha ridato sicurezza ad un gruppo finalmente compatto ed i risultati ne sono testimoni. Il rischio, in questi casi è solo uno: che la sicurezza nei propri mezzi divenga eccessiva, sino a trasformarsi in sufficienza. Cullarsi sugli allori è una tendenza naturale e pericolosa quando le cose iniziano finalmente a girare bene e tutti ti elogiano.

E’ esattamente quello che è accaduto martedì sera contro il Bologna in Coppa Italia. La competizione già di per sé viene di solito trascurata dalle squadre nostrane, che ne approfittano per fare ampio turnover. Per l’Inter però la competizione rappresenta un traguardo importante visto il periodo storico e, anche per dare continuità ai risultati ottenuti nell’ultimo periodo, non sono ammessi passi falsi. La squadra è scesa in campo senza troppe riserve e con la giusta concentrazione, piazzando l’uno-due micidiale con la splendida rovesciata di Murillo e la perla di Palacio, entrambi su assist perfetti di Joao Mario. La partita sembra chiusa, pronta a fare da passerella alle individualità, su tutte quella di Gabigol, alla prima da titolare e voglioso di mettersi in mostra con qualche finezza di troppo. Ma l’eccessivo rilassamento porta al gol fortunoso con cui il Bologna rientra in partita all’intervallo.

Nel secondo tempo i nerazzurri sembrano giù di tono, non corrono eccessivi rischi ma non si rendono nemmeno troppo pericolosi. Così, a furia di prendere campo, il Bologna trova il pareggio e tutte le certezze dell’Inter sembrano vacillare. Un’eliminazione così clamorosa rimetterebbe in dubbio tutti i progressi fatti fino a quel momento e rappresenterebbe un pericoloso passo indietro. Pioli inserisce Icardi, Brozovic e Candreva, che cambiano spirito e passo della squadra nei tempi supplementari. E’ proprio l’ex Lazio a firmare il gol decisivo, ma grazie alle giocate del croato e dell’argentino l’Inter potrebbe riportare lo score ad un vantaggio superiore. Troppi errori sotto porta, però, per cui tocca soffrire fino alla fine.

Una mezz’ora di gioco extra che poteva essere evitata con un minimo di concentrazione in più, e che si spera non vada a pesare sull’affaticamento della squadra, la quale sta già spendendo molte energie in questo periodo. Un campanello d’allarme sul fatto che la sicurezza ritrovata non debba diventare eccessiva e dare per scontate le partite, quanto piuttosto tenere alta la tensione. Per il resto, nell’ora di gioco affrontata con il giusto spirito, si continuano a registrare i progressi di Murillo (prodezza a parte, ma anche quello è un segnale), Kondogbia e D’Ambrosio. Joao Mario è salito in cattedra come rifinitore, mentre Medel ha tenuto bene al rientro dall’infortunio. Gagliardini sembra giocare in questa squadra da sempre e mostra la sicurezza di un veterano; due partite sono bastate a lasciare sempre più impressionato il popolo interista. Segnali incoraggianti da Gabriel Barbosa, parso però ancora in difficoltà dal punto di vista fisico. Qualche egoismo di troppo per il brasiliano, dettato dalla voglia di sfruttare ogni secondo per mettersi in mostra. Quando hai appena vent’anni non è facile comprendere che giocare con semplicità e senza strafare è il modo migliore per ben figurare e non tradire le attese altissime che vengono riposte in te. Magari ci penserà proprio Gagliardini, con cui Gabigol sembra aver già legato sui social, a dargli una mano in questo senso.

Male solo Ansaldi, a cui un turno di riposo non avrebbe fatto male. Pioli conferma il buon lavoro svolto fino a questo punto, soprattutto nella gestione del gruppo e nella lettura del match, con i cambi che hanno dato il passo decisivo per (ri)portare a casa la qualificazione. Adesso avanti, con concentrazione.

Fonte immagine: Gazzetta.it

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Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

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