Inter: il brutto anatroccolo sta diventando cigno?

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Chiamati alla difficile conferma dopo la vittoria nel derby d’Italia, i nerazzurri non sbagliano contro l’Empoli. Inter bella e convincente anche senza Banega. La strada sembra quella giusta e si iniziano a cogliere i primi frutti, ma guai ad abbassare la guardia.

I più giovani probabilmente non lo conoscono, ma a cavallo tra i due millenni andava in onda un programma televisivo chiamato “Il brutto anatroccolo”. Il format era molto semplice: personaggi dal dubbio gusto estetico venivano letteralmente rimessi a nuovo da un team di truccatori, parrucchieri e sarti, i quali gli fornivano un’immagine completamente diversa. Li trasformavano, appunto, da brutti anatroccoli in splendidi cigni, esattamente come accade nella celebre fiaba. Questa meraviglia della televisione moderna non durò poi troppo (ma comunque più del dovuto), principalmente per due motivi: innanzitutto i dubbi sui partecipanti; come erano scelti? Venivano selezionati ed abbordati in giro quali persone orrende o erano talmente disperati da autocandidarsi? Ma il vero problema era che poi, una volta tornati alla vita di sempre, in assenza di una squadra di stilisti in grado di curarli ogni giorno, i partecipanti tornavano ad essere brutti anatroccoli. C’è chi ci ha provato non andando mai a dormire per non svegliarsi sfatto il giorno dopo, idea che pare si sia rivelata controproducente.

Ecco, questo è esattamente ciò che ha rischiato l’Inter di Frank De Boer. Il bruttissimo anatroccolo visto in Europa contro l’Hapoel si era trasformato in cigno stupendo contro la Juventus tre giorni dopo, ma ad Empoli doveva dimostrare che la trasformazione era ancora in atto e che il risveglio del giorno dopo non avrebbe restituito un pulcino spennacchiato e indifeso alla mercé degli avversari.

Bene, missione compiuta potremmo dire. I nerazzurri hanno sfoderato sul complicato campo di Empoli una prestazione convincente, sia nel gioco che nel risultato, mostrando ulteriori passi avanti anche senza il “faro” Banega e non subendo gol per la prima volta in stagione. Un primo tempo dominato e chiuso già al diciassettesimo, per poi gestire un secondo tempo senza patemi.

L’uomo copertina è sicuramente Mauro Icardi, chiamato a confermarsi dopo la stupenda prestazione di domenica. Esame decisamente superato, visti i due gol in 17 minuti ed il lavoro svolto per la squadra. L’argentino sembra finalmente un vero capitano e se dovesse continuare così zittirebbe tutte le polemiche che si era tirato dietro fino ad ora. La strada tracciata è quella giusta, non resta che continuare a percorrerla.

Icardi ha beneficiato dell’ottimo lavoro del gruppo, soprattutto di Candreva nella prima parte di gara, che ha monopolizzato la fascia destra e ben cooperato con D’Ambrosio e Joao Mario. Proprio il portoghese è stato il regista assoluto della squadra, sfoderando una prestazione quasi perfetta. Sempre nel posto giusto al momento giusto, preciso nelle idee e nei passaggi, martello in fase difensiva, lavoratore instancabile. L’azione del 2-0 è un suo capolavoro: recupero palla nella metà campo avversaria in mezzo a tre, verticalizzazione immediata sui piedi di Icardi che a tu per tu col portiere non può sbagliare. L’ex Sporting Lisbona sembra già imprescindibile in questa Inter e con Banega forma un duo che da troppo tempo non si vedeva a Milano. Pensare che ha solo 23 anni…

A mettersi in mostra è stata finalmente anche la difesa, dove Miranda ha giganteggiato ancora una volta ergendosi a muro e guidando un Murillo ancora distratto ma in crescita. Crescita che sembra interessare anche Santon, che sta via via recuperando una condizione accettabile. E’ vero, l’Empoli non è la Juventus, ma una squadra che aveva preso due gol dal Beer Sheva ed era sempre andata in svantaggio in questo avvio di stagione aveva bisogno di trovare solidità e compattezza. Quella offerta da Medel a centrocampo, che da quando non è costretto a impostare può impegnarsi a pieno a recuperare palloni in giro per il campo. Poi dove non è arrivata la difesa ci ha pensato Handanovic, che ha chiuso la saracinesca in un paio di occasioni, soprattutto sul canterano interista Dimarco. Lo sloveno è tornato a vestire la tuta da Batman e a togliere le castagne dal fuoco, ma soprattutto a tuffarsi.

Gli unici parsi sottotono sono stati Perisic e Kondogbia. A dire il vero nel primo tempo i due sono stati ampiamente sufficienti, soprattutto in fase di copertura, anche perché la squadra ha prediletto attaccare dal lato opposto rispetto alla loro zona di competenza. Nella ripresa i due sono un po’ scomparsi, ma se il croato quando ha avuto qualche spazio si è reso comunque pericoloso, il francese ha abbassato troppo i ritmi. Sembra sempre che giochi con l’enorme peso del prezzo del suo cartellino sulle spalle, ma quando se ne dimentica e libera il suo talento si assiste a sprazzi di tecnica non indifferente. Bisognerà lavorare sulla testa dell’ex Monaco, o anche solo su quella di chi lo giudica in base a quanto è stato pagato, dandogli voti in meno solo perché “da uno pagato più di 30 milioni ci si aspetta di più”. Vero, ma se un passaggio è giusto, è giusto in ogni caso. Che poi da un giocatore pagato tanto ci si aspetti più del 6 da compitino tutti d’accordo, ma crocifiggerlo pare esagerato ed ingiusto. Ricordiamoci che stiamo parlando di calciatori e non di un nuovo smartphone.

Crescerà sicuramente anche lui, trasformandosi magari da brutto anatroccolo in bellissimo cigno. Proprio come accaduto negli ultimi giorni all’Inter di De Boer, sperando di non svegliarci tutti spettinati e stropicciati questa domenica.

Fonte immagine: inter.it

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