l’Inter attuale, il derby e quell’imprinting che ci lascia incerti

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Bandierone San Siro

Inter: lo stop prima del grande trittico: derby, Barcellona e Lazio

Lo stop al campionato per gli impegni delle nazionali lascia spazio a riflessioni sulla situazione generale del momento in casa nerazzurra.

Inter: un passato mai facile da dimenticare

La storia dell’Inter è fatta di numerosi successi italiani ed europei, ma anche di altrettante stagioni in cui si sono rimediate figure abbastanza ridicole o quantomeno evitabili. Figuracce in Europa e campionati scialbi senza mai essere in lotta per lo scudetto per gran parte della stagione.

Spesso le numerose Inter degli anni passati hanno disputato stagioni ben al di sotto delle iniziali attese, pur avendo cambiato uomini e metodi di lavoro. Una motivazione plausibile potrebbe essere cercata nei limiti societari delle gestioni precedenti, intenzionate a costruire una grande squadra in nome del blasone, ma incuranti dei fattori ambientali e culturali che hanno da sempre determinato l’imprinting di questa società.

Se a tutto ciò sommiamo la sistematica esaltazione della stampa che accompagna(va) regolarmente le campagne acquisti estive degli anni passati (e spesso anche del presente) finendo per creare un clima di aspettative sovradimensionato alle reali possibilità della squadra, il quadro della situazione è completo, e allo stesso tempo tossico.

Inter: l’attualità

Ora che la guida societaria è cambiata molto profondamente, ci si aspetterebbe di conseguenza un cambio di mentalità che possa in qualche modo sovvertire gli errori degli anni passati, eppure la discontinuità nei risultati continua a farla da padrone sulla falsariga di quanto accaduto in passato.

Rimonte clamorose allo scadere, vittorie in estremis al cardiopalma e altre situazioni al limite dell’inverosimile confermano che l’anima di questa società nel profondo non è ancora cambiata. Non è un caso, infatti, che l’appellativo di „Pazza“ riferito all’Inter sia attuale e applicabile da sempre.

Inter: le paure di inizio stagione

La stagione in corso è iniziata in modo deludente con la sconfitta a Reggio Emilia, seguita dal pareggio interno col Torino e addirittura con la sconfitta interna col Parma. fantasmi del passato che ritornano: troppe volte si è assistito a lunghi periodi di appannamento fisico e mentale con la conseguente mancanza di risultati e poi stagioni compromesse.

La svolta Spalletti

Certamente, oggi,  è da considerarsi positivo il modo in cui Spalletti è riuscito a raddrizzare una barca che aveva preso inizialmente una brutta inclinazione, risalendo la classifica in campionato e realizzando due vittorie consecutive in Champions. Ossigeno puro per i tifosi e convinzione all’ambiente. Anche se il rischio che si corre è quello di ricadere a specchiarsi nella propria immagine di squadra che vuole diventare grande, ma che ancora al momento non lo è.

Spalletti dovrà saper gestire le energie nervose

Infatti, a differenza di altre grandi squadre che giocano abitualmente la Champions da anni, l’Inter non la disputava da sette stagioni consecutive. Alcuni dei suoi giocatori non l’hanno mai affrontata in carriera. Questo aspetto potrebbe indubbiamente rappresentare un’incognita sulla tenuta fisica e nervosa della squadra. Spalletti dovrà essere bravo a trasmettere, oltre al resto, la fame necessaria che l’ambiente nerazzurro esaurisce troppo spesso alla svelta dopo una vittoria significativa.

Inter: tutti pronti per il trittico micidiale!

Ora arriva una serie di partite maledettamente complicate, con il derby domenica prossima, seguito dalla trasferta di Champions a Barcellona, e infine la Lazio all’Olimpico, assetata di vendetta dopo lo spareggio-Champions perso a Maggio scorso. Non è facile pronosticare quale sarà l’esito di questi scontri decisivi, anche perché fino ad ora i riscontri arrivati da questa squadra sono abbastanza contraddittori. Prestazioni convincenti alternate ad altre in cui si sono persi punti e si sono fatti apparentemente dei passi indietro, almeno sul piano della personalità.

La società in questo senso deve essere d’appoggio al tecnico in maniera trasversale. Ci vogliono cambio di mentalità e raggiungimento dei risultati attraverso quella sana rabbia sportiva, che durante l’anno oscilla sempre.

Se si riuscirà ad alimentare la cultura della vittoria indistintamente dall’avversario di turno, le soddisfazioni aumenteranno, c’è da crederci.

Avanti Inter

A cura di Diego Stroppa

 

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