L’Inter domina, Icardi segna: il derby è nostro!

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milan inter
Foto di Marcello Rovere

Icardi sempre più leader

92 minuti. Tanto è servito perché Mauro Icardi buttasse dentro il pallone della vittoria e l’Inter mettesse in saccoccia i tre punti che valgono la vittoria nel derby, il terzo posto in solitaria a sei punti dalla Juventus e a due dal Napoli.

92 minuti di supremazia quasi totale, con i nerazzurri perennemente in avanti alla ricerca del gol, e un Milan arroccato in difesa, a volte con tutti gli effettivi dietro la linea della palla, attento solo a ripartire sfruttando i nostri errori.

92 minuti di urla strozzate in gola: citando a memoria mi viene in  mente nel primo tempo il gol annullato. dopo pochi minuti di gioco, a Icardi per fuorigioco sul tocco di ciuffo di Vecino, la traversa di DeVrij, il colpo di testa di Perisic deviato in angolo da Donnarumma. E ancora il tiro alle stelle di un Vecino tutto solo nel cuore dell’area rossonera.Nel secondo tempo invece è di nuovo Vecino, su imbeccata di Icardi, a vedersi murare da Romagnoli il tiro a botta sicura, poi è la volta di Politano che non riesce a coordinarsi per sfruttare al meglio il cross morbido di Perisic. Anche Borja Valero ci prova in un paio di occasioni, mandando una volta alto e facendosi anticipare dall’uscita alta di Donnarumma, su assist di Icardi (anche se difficile chiedere di più allo spagnolo in questa occasione considerata la differenza di struttura fisica tra lui e il portiere).

Quando ormai il Milan sembrava aspettare solo il triplice fischio dell’arbitro Guida, l’Inter ha trovato le forze per l’ennesimo assalto.

Inter Milan 1-0
Tutto pronto per il fischio di inizio del derby. Derby deciso da Icardi

Un’azione che si è sviluppata tutta sulla fascia destra, con Candreva che riesce a prolungare in bello stile per Vecino, che stavolta non la prende, ma si limita a crossarla al bacio per Icardi. Il capitano, con un movimento perfetto, in un colpo solo manda a vuoto Musacchio e Donnarumma e appoggia di testa in rete per il tripudio nerazzurro davanti al nuovo entrato Abate (certo che il karma a volte sa essere veramente bastardo!). «Me la sono ritrovata sulla testa», dirà a fine partita Icardi, con il sorriso di un bambino il giorno di Natale.

Al fischio finale si è scatenata la festa nerazzurra sugli spalti e in campo. Giocatori chiamati sotto la curva, Spalletti che se li abbraccia uno per uno, Icardi che nell’euforia del momento trova anche il tempo per il romanticismo di un bacio a una Wanda Nara commossa e orgogliosa, mentre le note di Pazza Inter risuonano nel Meazza.

Gioia e festeggiamenti più che giustificati, perché era il derby, perché possiamo gonfiare il petto e dire che Milano siamo noi. Perché con questi tre punti manteniamo il terzo posto in classifica e perché dopo la sosta per le nazionali le partite sono sempre un po’ un’incognita e saper ripartire con il piede giusto non è sempre scontato. Perché stiamo dando una continuità di risultati fondamentale per cementificare l’autostima e la consapevolezza di una squadra che sta diventando grande.

E poi perché, ammettiamolo, battere questo Milan così tecnico e dal gioco sfavillante non era assolutamente qualcosa di facilmente prevedibile per noi, squadra fisica, tutta muscoli e poca qualità. Del resto è questo che ci hanno ripetuto come un mantra negli ultimi quindici giorni, nella marcia di avvicinamento al derby, e a forza di sentirmelo dire ci avevo quasi creduto.

Immaginate dunque la mia incredulità nel vedere la partita e notare come questo Milan tutto gioco, tecnica e palleggio fosse sceso in campo con l’unico dettame tattico del “prima non prenderle e poi chissà, magari ci pensano Suso o Higuin”. Ogni minuti che passava ero lì che mi dicevo che non poteva durare questo nostro possesso palla insistito, questo chiudere i rossoneri nella loro metà campo, e che presto o tardi la qualità sublime dei cugini sarebbe emersa e ci avrebbe travolto con la bellezza del loro gioco.

Invece a questo punto, temo che gli unici che abbiano sentito l’effetto che fa la tecnica superiore del Milan, siano stati Nainggolan, Brozovic e Perisic. Il primo costretto a uscite alla mezzora del primo tempo dopo un intervento scriteriato di Biglia che a fine partita ha avuto anche l’ardire di sostenere di averlo subito il fallo, trovando anche qualcuno disposto a sentirlo. Mentre i due croati sono usciti malconci dopo un paio di colpi presi nel corso del primo tempo. Ma chissà, forse i cugini, essendo sportivi, avranno pensato che se il Barça aveva perso Messi per la sfida Champions di martedì, fosse giusto cercare di riequilibrare le cose quanto più possibile.

Higuain non pervenuto

E Higuain? Dite la verità, anche voi come me non ci avete dormito la notte al pensiero di trovarvelo lì, davanti alla nostra difesa? Dopo che tutti, ma proprio tutti, si sono affannati a sottolineare come il Pipita fosse meglio di Icardi, che infatti non ha neanche un soprannome. “Sì, certo – dicevano – Icardi è un buon attaccante, ma non si può paragonare a Higuain, giocatore di maggiore esperienza e peso nella squadra. E poi i derby non sono il pane per Icardi, sì ha fatto tripletta lo scorso anno, ma in fondo in tutti quelli che ha giocato ha segnato in soli due derby… non c’è da farci affidamento, in queste partite tende a sparire”. Che “sorpresa” quindi vedere Higuin (lui con il resto dell’attacco rossonero) annullato da De Vrij e Skriniar – mamma mia, che coppia di difensori centrali abbiamo! – seguirlo mentre vaga per il campo senza avere a disposizione neanche mezza palla decente. Immaginate i commenti, l’avesse fatta Icardi la partita di Higuain. Mauro invece si è limitato a provare a fare un paio di assist, e a segnare due gol, uno annullato per fuorigioco, e uno decisivo, ma va bene così, noi ci accontentiamo.

Non era il Milan il fautore del bel giuoco?

Rappresentanza cinese a SanSiro

E la cosa bella è che tutti i cantori della SerieA sono stati messi spalle al muro nel post partita da Spalletti prima – parte in causa nel difendere i nostri colori, la nostra prestazione, il nostro gioco e i valori – e da Gattuso poi, che non si è lasciato blandire, ma ha ammesso che avevamo vinto meritatamente. Chapeau Rino, sentire un allenatore che riconosce i valori dell’avversario non è mai scontato, soprattutto se gioca contro di noi.

E veniamo anche a un paio di note negative: dobbiamo smetterla di commettere errori evitabili che determinano la quasi totalità delle azioni pericolose avversarie. Anche ieri le leggerezze di passaggi o disimpegni sbagliati – vero Asamoah? – hanno permesso al Milan di impostare alcune ripartenze che avrebbero potuto essere più pericolose non fosse stata una giornata di grazia dei nostri centrali o gli avversari avessero saputo sfruttarle meglio.

Creiamo tanto davanti, sarebbe il caso di concretizzare di più e prima, perchè vincere all’ultimo respiro è bello, ma anche una serata senza ansia non sarebbe male, oltre che tanto spreco, alla lunga, può costare caro.

Fisicamente siamo usciti a pezzi: per Nainggolan, ieri sera, si parlava di una distorsione alla caviglia che lo potrebbe tenere fuori per un po’. Perisic e Brozovic hanno rimediato due botte non da poco. Insomma, ci aspetta una trasferta da ridere a Barcellona con forse tre titolari out. Poi dicono che siamo noi i fortunati perchè Messi è infortunato…

Sono però sicura che andremo al Camp Nou con la consapevolezza di stare costruendo qualcosa di importante e con la voglia di confrontarci con palcoscenici che devono tornare a essere casa nostra.

 

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