Inter: finalmente si viaggia in quinta!

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Grande prestazione per l’Inter sabato sera contro il Chievo: intensità, bel gioco e quinta vittoria consecutiva. Pioli ha rigenerato la squadra

Sabato sera: freddo, influenza, mal di gola, vento gelido che scoraggerebbe dall’uscire anche un orso. Sto invecchiando, me ne rendo conto. Fortuna che a scaldare la serata arriva una sorprendente prestazione ricca di concentrazione e furore agonistico da parte dell’Inter. Il primo tempo è senza dubbio il migliore visto negli ultimi anni, seppur lo standard da superare non fosse altissimo. La squadra è compatta, corre e lotta su ogni pallone, gioca un bel calcio, si esalta nei singoli e produce diverse clamorose occasioni da gol. Il Chievo, dal canto suo, difende ordinatamente negli ultimi 30 metri e laddove non riescono a chiudere i difensori, arrivano i miracoli di un Sorrentino sempre versione super quando vede nerazzurro. Ma il calcio è strano e sa essere spietato; così, alla prima disattenzione, i clivensi vanno in vantaggio sull’unico tiro in porta, un colpo di testa di Pellissier su azione di calcio d’angolo. E’ la doccia che gela nuovamente il sangue di tutti noi, riportandoci alla realtà.

La reazione

Certo, la prestazione è più che positiva, ma all’Inter servono assolutamente punti in chiave classifica e non può permettersi passi falsi. La sensazione iniziale che continuando a giocare così si possa ribaltare il risultato inizia vacillare alla mezz’ora della ripresa, quando sembra che tutti gli sforzi siano inutili. Il Chievo comincia a crederci e approfitta della stanchezza e del cuore dell’Inter per lanciarsi in pericolosi contropiedi, fortunatamente troppo timidi per far male. Poi ecco il lampo: Candreva accende la luce con un cross calibrato al millimetro, su cui Icardi si inserisce con tempismo perfetto e batte Sorrentino in anticipo sui difensori. Talmente coordinato da sembrare uno schema. E’ il segnale che la partita si mette ora in discesa. Il muro del Chievo è crollato e l’Inter sulle ali dell’entusiasmo può lanciare il forcing finale, forte dei cambi offensivi di Pioli, che ha inserito Palacio, Eder e Banega. L’azione che porta al vantaggio è un altro segno: a recuperare il pallone sulla trequarti è Mauro Icardi, in uno slancio di generosità a cui difficilmente ci ha abituato. Il resto lo fa Perisic, mettendosi in proprio e scaricando tutta la stanchezza di una partita giocata a mille alle spalle di un Sorrentino ormai senza super poteri. Mancano 5 minuti al termine della gara, ormai il croato è specialista di gol decisivi nei minuti finali. A questo punto il Chievo alza bandiera bianca, così c’è spazio per il terzo gol, a firma di Eder con un preciso piatto destro su ottimo assist di Palacio, che approfitta dell’errore della difesa gialloblù.

Centrocampo sopra le righe

L’attesa maggiore era per Gagliardini, neo acquisto dell’Inter. Il centrocampista non ha deluso, anzi, è stato la vera sorpresa di questo match. Una partita giocata da veterano per lui che ha solo 22 anni e che è all’Inter da 4 giorni al momento di metter piede in campo. Corre più di tutti, ben 12 km, recupera un’infinità di palloni con semplicità disarmante e non sbaglia un passaggio. Va anche vicino al gol in più occasioni, ma Sorrentino gli nega la gioia. Chi ben comincia…
A dargli manforte in mezzo al campo c’è un rigenerato Kondogbia, che sta crescendo sempre più e sbagliando sempre meno, anche se qualche sbavatura importante resta. Di questo passo, però, finalmente apprezzeremo il giocatore per cui l’Inter si è svenata. Il francese sembra finalmente capire il nostro calcio; la classe sta man mano emergendo, questione psicologica.

Difesa attenta

Eccezion fatta per il gol preso su palla inattiva, la difesa dimostra i progressi visti nelle ultime uscite con una prestazione attenta e ordinata. Miranda svetta come al solito e avanza il baricentro per impostare quando la squadra si riversa nella metà campo avversaria. Murillo gioca da ultimo baluardo e non si lascia mai superare, leggendo bene le situazioni di gioco. D’Ambrosio e Ansaldi hanno vita facile in difesa e possono spingersi in avanti, dove l’argentino sfodera una partita ispirata e con Perisic mette a ferro e fuoco la corsia sinistra.

Attacco straripante

Vedere gli attaccanti dell’Inter, di solito non tra i più continui, giocare a questi livelli tutti contemporaneamente e lavorare così duramente per la squadra è un piacere per gli occhi. Perisic sembra un treno, Icardi quando gioca a disposizione dei compagni è tutto un altro giocatore. Candreva non brilla, ma solo perché tutt’intorno vanno tutti al massimo. Da migliorare solo negli ultimi metri, dove manca precisione (e fortuna) per capitalizzare la mole di gioco prodotta. Da segnalare, poi, una quantità infinita di palloni messi in area su cui spesso nessuno è in grado di arrivare. Buono anche l’impatto sul match di Eder, Palacio e Banega, entrati subito nel vivo del gioco. Da rivedere Joao Mario in versione trequartista. Il portoghese è sempre abile a far fluire il gioco, ma a ridosso dell’area spesso gli manca l’ultimo passaggio o la conclusione a rete. Meglio qualche metro più indietro.

Fattore in più

Arrivato come traghettatore e normalizzatore, Pioli ha dato una marcia in più a questa Inter. Dal punto di vista tattico è evidente che abbia riordinato la squadra, dandole equilibrio e dimostrando la sua preparazione. D’altronde è il motivo per cui si è virato su un allenatore italiano. Quello che stupisce è la mentalità trasmessa alla squadra. I giocatori sembrano rigenerati, fiduciosi in se stessi, recuperati dal punto di vista psicologico. Questo permette loro di osare e dare di più, traducendosi anche nel miglioramento visto nel gioco.

La testa in fondo è tutto, e allora adesso si può sognare una scalata. Un gradino per volta, come fatto fino ad ora.

Fonte immagine: Anygator.com

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