Inter, il focus sul mercato appena concluso

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E’ stato un mercato ricco, ricchissimo, un mercato che non si vedeva da tempo, un mercato che fa sognare

il popolo nerazzurro

Il cambio di proprietà siglato il 6 giugno, che ha portato al passaggio di consegne tra l’ex proprietario Eric Thohir e il gruppo Suning, capeggiato da Zhang Jindong, ha segnato un punto di svolta nella storia interista. Che Suning volesse mostrare la propria forza al mondo del calcio era cosa nota sin dal principio ma, nemmeno il tifoso interista più sfegatato avrebbe mai potuto immaginare che il portafoglio dei nuovi proprietari potesse spingersi fino a tanto (nonostante le restrizioni del FPF).

DIFESA

Secondo il mio modesto parere, per quanto riguarda i centrali difensivi, la permanenza in nerazzurro di Murillo è già di per se da considerare un grande affare in quanto nello scorso campionato ha dimostrato, in coppia con Joao Miranda, di poter formare un duo di grande affidabilità. Il problema risiede nei rincalzi, i rientri di Ranocchia dalla Samp e di Andreolli dal Siviglia non danno grosse garanzie e proprio per questo si potrebbe ipotizzare, in caso di necessità, l’arretramento del buon Gary Medel.

Per quanto concerne le corsie esterne l’arrivo del solo Ansaldi potrebbe sembrare poca cosa ma siamo comunque davanti ad un terzino polivalente, che può far bene su entrambe le fasce e se inoltre contiamo il possibile inserimento tra uno dei due svincolati (o magari entrambi) Caceres e Maicon il pacchetto arretrato potrebbe avvalersi di due titolari di qualità. Anche qui però il risvolto della medaglia vede protagonisti i sostituti, Santon, D’Ambrosio e Nagatomo che non garantiscono la continuità di rendimento necessaria in una grande squadra.

CENTROCAMPO

Il settore nevralgico del campo è quello che ha subito il maggior rinnovamento, l’arrivo di Joao Mario è solo la ciliegina sulla torta. Il colpo migliore calcolando il rapporto tra qualità e prezzo è sicuramente Ever Banega, svincolatosi dal Siviglia, ha firmato per l’Inter nonostante fosse ricercato da mezza Europa, a lui il compito di dettare i tempi di regia della compagine nerazzura a dispetto della posizione in campo, trequartista nel 4-2-3-1 o regista nel 4-3-3. Antonio Candreva merita un discorso a parte, lasciare la Lazio nel pieno della sua maturità calcistica dopo esser diventato uno dei beniamini dei tifosi è stata dura. Il calciatore, ovviamente, non si discute, esterni di ruolo fantasiosi e concreti in questo periodo sono una rarità, con lui e Perisic l’Inter si ha assicurato una spinta continua nonché un supporto in più in zona goal.

Il botto finale del mercato nerazzurro è stato però Joao Mario, strappato allo Sporting Lisbona a suon di milioni: i dubbi su questo giocatore si sono accavallati nel corso degli scorsi giorni in quanto, a detta di molti, stia vivendo di rendita grazie al buon Europeo disputato. La realtà però è molto diversa, Joao Mario è un giocatore dotato di grande potenza e tecnica, che può essere adoperato in praticamente tutti i ruoli dal centrocampo in su.

Se inoltre teniamo conto della permanenza di Brozovic, della possibilità che Kondogbia si sia finalmente adattato ai ritmi del calcio italiano e della presenza di Medel sicuramente la beneamata, almeno sulla carta, possiede uno dei centrocampi migliori in circolazione.

Unica pecca la permanenza di Felipe Melo, giocatore ormai estraneo al progetto di Frank De Boer e che potrebbe togliere spazio al giovane Gnoukouri.

ATTACCO

Un solo grande squillo davanti ma di qualità e prospettiva… Parliamo di Gabriel Barbosa Almeida, al secolo Gabigol, arrivato dal Santos per una cifra intorno ai 25 milioni. Che Suning si volesse presentare con l’acquisto di un giovane prospetto si sapeva, inizialmente si pensava a Gabriel Jesus, ma col senno di poi probabilmente Gabigol è il colpo che più serviva nel reparto avanzato dell’Inter. Probabilmente quest’anno non guadagnerà i gradi da titolare inamovibile, dovrà farsi le ossa e prendere familiarità col nostro campionato, ma potrà essere una valida alternativa ad Icardi o affiancarlo in alcune partite grazie ad un cambio di modulo.

Con lui, Icardi, Palacio ed Eder finalmente, almeno nei numeri, c’è grande abbondanza nel reparto offensivo. Il mercato dell’Inter quindi, anche se con qualche piccola pecca, si può definire più che soddisfacente ma è doveroso ricordare che gli scudetti non si vincono sotto l’ombrellone ed ora la palla passa a De Boer che avrà l’arduo compito di amalgamare questa compagine di giocatori e farla diventare una vera squadra.

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