Inter la svolta è vicina e non passa solo dai piedi di Nainggolan!

1235
conte gioco inter

Cosa ci sarebbe da dire sull’Inter vista a Bologna? Il ritorno alla vittoria è solo merito dell’innesto dal primo minuto di Radja Nainggolan?

Di certo il Ninja avrà dato qualcosa in più a questa squadra, ma non è l’unico aspetto da tenere in considerazione.

Proviamo a fare una piccola analisi, dividendola però in tre diversi punti.

Punto primo: la prima volta senza un centravanti!

Aspetto importante da tenere in considerazione. Lo scorso anno i nostri ragazzi dovettero fare a meno del capitano per alcune giornate. Il suo posto fu preso da Eder. Ricordate? Era proprio il periodo buio. Quello in cui non si vinceva nemmeno per sbaglio. Era già successo, quindi, di fare a meno del nostro bomber principe.

Proprio come allora alla terza giornata di questo “strano” campionato il nostro capitano è costretto a dare forfait. Non sembra vero.

Dopo un avvio stentato, nel momento in cui questa squadra doveva rilanciarsi si ferma la sua bocca di fuoco principale, il capocannoniere della passata stagione.

Icardi out, chi al suo posto?

Si può pensare ad un impiego dal primo minuto per Lautaro Martinez. Invece no. Anche El Toro non sarà del match. Problemi fisici anche per lui. Mentre Icardi va direttamente in tribuna, l’altro argentino si accomoda in panchina. Niente di preoccupante, ma meglio non rischiare. Quindi? Che Inter mandare in campo contro i felsinei?

Spalletti è costretto a rivedere i suoi piani.

Asamoah stringe i denti e parte titolare. Politano che sembrava destinato alla panchina viene confermato nell’undici iniziale insieme a Perisic e Nainggolan, con Keita Balde prima punta.

Formazione rivoluzionata negli uomini. Non c’è tempo per pensare, bisogna scendere in campo.

Le attese sono tutte per l’ex Roma, Nainggolan. Il pupillo di Spalletti è quello che ha gli occhi di tutti addosso. Chiunque si aspetta da lui un qualcosa. Finalmente è in campo.

L’Inter fatica, ma prova a creare qualche grattacapo alla squadra di casa, che si difende con ordine e con tanti, ma tanti uomini.

La prova di Keita è da leggere seguendo due differenti metri di giudizio.

Da giudicare oltre la sufficienza per l’impegno profuso, per l’aver accettato di giocare in un ruolo non propriamente congeniale, per aver fatto a sportellate con i difensori per tutto il tempo che è stato in campo. Da giudicare sotto la sufficienza, invece, per gli errori – gravissimi – sotto porta. Al senegalese è mancata la cattiveria, la lucidità per colpire e mettere lo zampino sul match. In altre occasioni certi errori possono costare caro… il nostro limite continua ad essere ancora questo: sbagliare i gol stupidi.

Possiamo anche avere cento attaccanti in area, ma non riusciamo a buttarla dentro con facilità.

Si è sentita l’assenza di Icardi? Sì e no.

Sì perché la presenza di un bomber col pedigree dell’argentino è difficile da rimpiazzare. Icardi riesce a trasformare in oro – quando è in forma – quasi ogni palla che tocca. La sua percentuale realizzativa è mostruosa e dallo scorso anno ha anche imparato a giocare con e per i compagni.

Contro il Toro si è trasformato in uomo assist servendo a Perisic la palla del momentaneo 1-0 nerazzurro.

Spalletti continua a pretendere molto da lui. Gli chiede di venire più spesso incontro al pallone, di giocare con i compagni e non stazionare solamente all’interno dell’area di rigore.

Fosse stato presente a Bologna sarebbe cambiato qualcosa nella manovra dei nerazzurri? Secondo me sì. Icardi non è Keita ed è più abituato del senegalese a giocare in certi spazi. A mio avviso sarebbe riuscito anche a sbloccarsi.

Ma come ci ha dimostrato in passato, Spalletti è bravo a giocarsela anche senza un vero attaccante di ruolo. Lo abbiamo visto con la Roma e con i tre attaccanti leggeri, ma abbiamo altresì visto la crescita esponenziale di Dzeko, alla sua miglior stagione col tecnico di Certaldo e quella del nostro capitano lo scorso campionato.

È logico che alla terza giornata sarebbe stato troppo pretenzioso chiedere qualcosa in più ad una squadra in “emergenza”. Perché di emergenza si è trattata, non potendo contare, a poche ore dall’inizio del match, dei due attaccanti in rosa.

Punto secondo: Radja il trascinatore

Come ho scritto su gli occhi di tutti erano su di lui.

Chi gli vuole bene (una parte di noi tifosi) sperava che con il ritorno del Ninja questa squadra potesse fare quel salto che era mancato nelle gare precedenti. Chi gli vuole male (l’altra parte di tifosi e i detrattori in genere) speravano invece che fosse un flop.

Erano tutti pronti ad attaccare lui e il nostro tecnico, ovviamente per aver costretto la società a prendere un “bidone”. Ebbene sì, ho letto dei tifosi dell’Inter che etichettavano il centrocampista belga così: un “bidone”.

Adesso vorrei aprire una breve parentesi. Quando lo abbiamo acquistato sapevamo che non fosse uno stinco di santo. Già a Roma aveva fatto parlare tantissimo per le sue “abitudini” fuori dal campo. Ma la vita privata è una cosa, il rendimento sul terreno di gioco un’altra. Per quanto mi riguarda ognuno dei calciatori dell’Inter può fare ciò che vuole, sempre e comunque dentro certi limiti.

Il video in discoteca, le critiche piovutegli addosso perché i compagni erano in campo e lui fuori e bla blaaaaa sinceramente fanno parte del gioco, ma non lo rendono di certo spettacolare.

Alla fine è solamente il campo a parlare e se Nainggolan continua ad andare in gol ogni partita e risulta fondamentale per la vittoria, faccia quello che vuole, però senza video, senza pubblicità e sena che nessuno possa metterci bocca. Perché si sa. Da altre parti di Italia sono tutti santi e prossimi al paradiso, da noi… meglio lasciar perdere.

Il suo impatto è stato proprio come lo immaginavo. Lo avevo scritto dopo la sconfitta di Reggio Emilia. A questa squadra serviva come il pane uno come lui.

Un giocatore che ha carattere, grinta da vendere. Cattiveria. Con Spalletti alla Roma ha dato il meglio di sé, speriamo possa migliorarsi in nerazzurro. Le aspettative ci sono.

Al suo esordio si è preso la scena sbloccando un match che rischiava di complicarsi, perché col passare dei minuti sarebbe aumentato il nervosismo e sarebbe stato sempre più difficile fare gol.

Il suo gol è bello e complicato. È ciò che ci manca. Ciò che ci serve. L’inserimento dei centrocampisti che sempre abbiamo desiderato.

Abbiamo goduto della freschezza e dell’estro di Rafinha. Da notare il verbo al passato. Abbiamo avuto come lui tanti altri campioni, ma oggi non più. Oggi abbiamo lui, il Ninja. Un personaggio sopra le righe, ma che quando ha da essere decisivo lo è. Controllo in area, tiro e palla lì, alle spalle del portiere del Bologna.

Che altro dire. Speriamo sia l’inizio di una grande storia d’amore.

Punto terzo: l’uomo che non ti aspetti!

Non vorrei portargli sfiga, ma una menzione particolare va fatta a Matteo Politano.

In queste tre gare l’esterno ex Sassuolo si è dimostrato un giocatore di grande qualità e di assoluta affidabilità. Un gran mancino (ah finalmente ne abbiamo trovato uno), grande tecnica individuale, bravo e veloce nell’uno contro uno e soprattutto umile. Molto umile.

Il suo arrivo a Milano mi ricorda tantissimo quello dello scorso anno di Skriniar.

Sullo slovacco arrivarono una marea di critiche ed insulti alla dirigenza, per aver speso così tanti soldi per un giocatore sconosciuto e non all’altezza dell’Inter.

Poi abbiamo visto tutti come è andata con il centrale ex Doria. È diventato fin da subito uno degli idoli dei tifosi. È stato uno dei migliori dello scorso campionato, sempre sopra la sufficienza e vista l’età può solo migliorare.

Era così SCARSO che a dicembre provarono a scipparcelo, le grandi di Europa, quelle che hanno i soldi e che giocano le Coppe. I tifosi tremarono all’idea di perdere questo muro invalicabile.

Eppure ricordiamoci come fu accolto…

Per Politano mi sembra di rivivere la stessa scena. Ma qui è ancora peggio, perché c’è stato chi, addirittura, si è permesso di fare paragoni tra il nostro (suo) acquisto e quello dei gobbi di CR7. Come a dire: “noi possiamo permetterci Politano, loro prendono Ronaldo”.

Beh, a me Politano non sta dispiacendo, anzi. Dati alla mano l’ex Sassuolo è per continuità uno dei migliori fin qui andati in campo e può contare due assist in tre giornate di campionato.

Non male per uno che doveva essere la seconda o terza scelta di qualcun altro qui all’Inter.

Il suo apporto è utile. Non ancora fondamentale.

Ma il lavoro di una squadra passa anche dai piedi di tanti Politano, perché non si può avere una squadra di soli fuoriclasse.

In altri lidi hanno l’ossessione della vittoria, noi siamo ben lieti di essere totalmente differenti… ricordatevi cosa dice il detto: “non è tutto oro ciò che luccica”… al momento Politano è meglio di Cristiano Ronaldo… se è per questo anche Candreva, desaparecido fino a poco tempo fa, ha segnato più del portoghese.

E solo noi tifosi dell’Inter (e soprattutto chi ha puntato fortemente fino all’ultimo su di lui al fantacalcio!) sappiamo quanto abbiamo aspettato il gol di Tonino nazionale… che sia l’inizio di una grande stagione? Speriamo, tutto passa dai piedi dei nostri beniamini. Da ognuno di loro e non solo Radja Nainggolan!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.