Inter: manco a farlo apposta

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Inter imbarazzante nell’ultima mezz’ora contro il Beer Sheva: da 2-0 a 2-3; nerazzurri già fuori meritatamente dall’Europa.

Stasera ci sono due cose certe: l’eliminazione dell’Inter dall’Europa League ed il fatto che questa competizione sia stata presa sottogamba fin dal primo momento. Se in due partite contro i modesti sconosciuti dell’Hapoel Beer Sheva totalizzi la bellezza di 0 punti, non hai scusanti: meriti di uscire. Se in una di queste due gare riesci addirittura a farti rimontare da un comodo 2-0 nell’ultima mezz’ora, vuol dire che hai scollegato il cervello e hai smesso di impegnarti. E questo l’Inter non può permetterselo in un momento simile. In una partita che era l’ultima spiaggia (e forse qualcosa di più). Non ci sono alibi, nemmeno il rigore con conseguente espulsione di Handanovic; il Beer Sheva era già rientrato in partita, l’Inter aveva già smesso di giocare.

Ma il problema è a monte. L’alternarsi di De Boer, Vecchi e Pioli ha dimostrato che (almeno in Europa) non era questione di tecnico. La società, ben consapevole dei paletti imposti dal Fair Play Finanziario, ha optato comunque per un mercato che avrebbe di fatto escluso determinati giocatori dalla lista per la fase a gironi. Non che con la rosa rimanente non fosse possibile affrontare la competizione (vedi molte altre partecipanti), ma deciderlo senza sapere i nomi delle avversarie presuppone un pizzico di superficialità. Possibile che la società avesse sopravvalutato la rosa, ma l’Europa League era uno degli obiettivi stagionali. Era quello in cui mettercela tutta per tornare ad essere protagonisti in Europa. Tanta improvvisazione non è concessa e l’umiliante quarto posto ne è la diretta conseguenza.

Il fatto che la dirigenza non abbia mai preso provvedimenti, anche solo verbali, nei confronti della squadra, dimostra che questa competizione è stata letteralmente snobbata. Alla vigilia di un match così delicato, in cui anche vincere sarebbe potuto non bastare, c’è stato silenzio di tomba. Un distacco sempre più preoccupante da parte della società. Non basta farsi sentire solo quando c’è da mettere soldi e cambiare allenatori.

Almeno adesso senza la scomoda seccatura dell’Europa ci si potrà concentrare sul campionato. Mi aspetto che i risultati almeno lì migliorino, altrimenti vorrà dire che questo sarà stato un sacrificio inutile. O forse solo che l’Inter non è una squadra. A Pioli l’arduo compito di dimostrarci che non è così, senza aspettarsi aiuto dai piani alti. Il tempo passa e inizia ad essere già tardi; alcuni treni sono già passati.

Fuori meritatamente. Adesso, però, fuori gli attributi.

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Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

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