Inter, non solo Handanovic: Molti gli errori di LucianONE!

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conte gioco inter

Da Reggio Emilia agli errori di Handanovic: un solo punto in due partite per l’Inter di Luciano Spalletti

Quando uscì il calendario di Serie A nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare uno scenario così prossimo all’Apocalisse dopo appena due giornate di campionato.

Nessuno avrebbe mai potuto credere che questa nuova Inter potesse riuscire nell’impresa di steccare la prima all’esordio in casa del Sassuolo e poi regalare un pareggio, quasi insperato, al Torino di fronte a sessantamila cuori nerazzurri.

Nessuno. Né noi tifosi, ne tantomeno i nostri detrattori.

Si pensava ad un inizio easy, perché le squadre affrontate (e da affrontare alle primissime giornate!) non erano proprio di primissima fascia. Eppure ci ritroviamo con un solo punto dopo cento ottanta minuti di gioco.

Un solo, misero punticino in classifica e tante contraddizioni su noi stessi.

Il processo al colpevole è già partito

Sarebbe stato strano se non fosse stato così. Tra noi tifosi serpeggia un malumore… manco fossimo a metà, o peggio ancora alla fine del campionato.

Oggi non voglio star qui a dire che va tutto bene e che tutto si sistemerà.

No, assolutamente. Voglio dire che c’è tutto il tempo affinché le cosa vadano meglio, anche perché peggio di così non si può fare.

Questa squadra ha mostrato 45 minuti di calcio propositivo e solo per un tempo la sua bella faccia.

Il primo tempo di Inter-Torino ci ha lasciati entusiasti. Sorridenti. Felici. Il seguito ci ha tramortiti. Come il peggiore dei nostri incubi, diventato improvvisamente realtà.

Noi sopra di due gol, senza subire mai l’avversario, raggiunti nel risultato e spaventati dalla reazione degli ospiti.

Ma cosa è successo?

In tanti in questi giorni post partita hanno emesso le loro sentenze.

Il colpevole numero uno è Samir Handanovic, segue a ruota Luciano Spalletti ed infine le solite pippe sui giocatori e bla bla blaaaaa…

Prima di proseguire oltre la premessa è dovuta.

Noi tifosi dell’Inter siamo, forse, i più umorali in assoluto. Oggi siamo in paradiso, un attimo dopo è la catastrofe. Oggi gioiamo insieme ai nostri campioni, un minuto dopo abbiamo una squadra di brocchi. Ora Spalletti è un grande, subito dopo è un merito c****.

Noi siamo fatti così ed è questa la bellezza che ci contraddistingue, che ci rende uniti e uguali nello “sconforto”. Noi veniamo derisi dagli “altri”, anche per questa nostra naturale propensione all’auto commiseramento e alla capacità di suicidio della nostra squadra di calcio.

Non voglio obbligarvi a credere che vada tutto bene e che non è colpa solo di Handanovic o Spalletti o chicchesia. No, per niente, voglio però star qui a dire che per una serie di motivi, colpe – o per meglio dire – responsabilità la colpa è divisibile tra X, Y e Z.

Non è solo colpa di Handanovic

Vedere quell’uscita scellerata ci ha fatto pensare: “E questo? Dove cacchiarola se ne va? Ma che cacchiarola ha fatto? @!&%!!£#”  (Seguito da un imprecisato numero di imprecazioni verso chiunque!)

Il gol di Belotti è il festival dell’errore.

 

Sequenza #1
D’Ambrosio non in linea tiene in gioco Belotti

Logico che a farne le spese è il “povero” Samir. L’errore del portiere è quello sempre più evidente e fatale. Poi quell’uscita non la si capisce proprio. Dove è andato? Cosa voleva fare? Perché è uscito in quel modo? Ma date un’occhiata alla posizione di D’Ambrosio al momento del lancio di Iago Falque. Intanto il numero 14 ospite ha libertà assoluta nella propria metà campo (sequenza #1), vede Belotti nel corridoio giusto e prova a lanciarlo. Sembra uno di quei schemi da Football Americano. Nella prima immagine è visibile l’errato posizionamento della difesa nerazzurra, con il gallo bravo ad inserirsi nello spazio lasciato da Vrsaljko e D’Ambrosio, mentre Skriniar e De Vrji sono in linea in basso. Nella seconda immagine si vede ancora meglio. Quindi l’errore è di Handanovic e di D’Ambrosio.

Sequenza #2
Linea difensiva Inter vista da dietro

Non so darmi e darvi una risposta. Non so nemmeno se ci sia una spiegazione, non so nemmeno se serve, però non dimentichiamo le qualità del nostro numero uno. Ha letto male l’azione. È stato uno svarione. Un infortunio. Magari avrà pensato che Belotti non sarebbe riuscito a stoppare così bene quel pallone. Avrà pensato che la palla non sarebbe rimasta così tanto vicino all’attaccante granata.

Non so e non sapremo mai cosa gli sia passato per la testa in quel frangente, ma qualsiasi cosa sia stata si è rivelata sbagliata.

In tanti gli danno colpe anche sul secondo gol.

Sequenza #3
Gol del pari del Torino

Anche qui ci sarebbe da dividere le responsabilità tra gli altri compagni.

In primis su colui che si fa saltare come un pollo. Un’azione del genere non la vedevo dai tempi di Holly e Benji e poi a tutti coloro che in area non hanno fatto nulla per frapporsi tra il giocatore del Toro e il proprio portiere.

Infine, non è una scusante, al momento della conclusione davanti al nostro portiere c’è una selva di gambe impressionante. Magari Handa non vede partire il pallone in tempo e la sua reazione è comunque troppo lenta.

sequenza #4
Deviazione di Vsraljko su tiro di Meitè

C’è però una deviazione, seppur impercettibile, che inganna Samir.

(proprio come si può notare dall’immagine qui a destra).

Come mi era già capitato di scrivere nel mio precedente commento, quello relativo alla sconfitta di Reggio Emilia è una questione di fisico e testa.

Lo scorso anno questa squadra aveva iniziato alla grande, dominando in casa la Fiorentina e vincendo in rimonta all’Olimpico contro la Roma, dopo aver sofferto per gran parte del match. Ecco, lo scorso anno quella squadra aveva un qualcosa che quella di quest’anno non ha: la cattiveria, la mentalità vincente.

Calo fisico, mancanza di mentalità e gli errori di Luciano

Il calo del secondo tempo di Inter-Torino è inspiegabile, così come la pessima prestazione al Mapei Stadium. La nostra Beneamata ha fatto una miriade di passi indietro rispetto alle amichevoli di questa estate.

Questa squadra si è presentata ai nastri di partenza della Serie A spompa, molle e senza benzina nelle gambe e nel cervello.

La condizione fisica precaria, la mancanza di fosforo e di giocatori in quelle che sono le zone chiave del campo sono tutte componenti che stanno emergendo partita dopo partita.

In questi cento ottanta minuti l’Inter si è vista in campo solo per quarantacinque, anche se, dopo il pari del Torino, i nostri ragazzi hanno avuto diverse occasioni per chiudere il match una volta per tutte, ma il gol non si è concretizzato.

Soli quarantacinque minuti di Inter. Troppo poco.

Se la luce nerazzurra dipende da un giocatore che ha saltato la preparazione, che è arrivato in ritardo per via dei Mondiali, beh, c’è poco da star tranquilli. Il gioco dei nerazzurri passa inevitabilmente dai piedi di Brozovic, ancora molto indietro di condizione, come lui anche il neo arrivato Vrsaljko ha dimostrato qualche difficoltà. L’unico croato che sembra già pronto è Perisic.

Nainggolan, come sappiamo, ai box da tempo e la sua presenza sembrerebbe fondamentale per questa squadra.

Per me le responsabilità non sono tutte di Handanovic, ma di Spalletti.

Il nostro mister sta collezionando errori su errori: la scelta dei titolari, la preparazione e la gestione delle partite, la lettura tattica in corso di gara, la gestione dei cambi e la mancanza di grinta trasmessa ai ragazzi.

Al momento, per il sottoscritto, il maggior indiziato resta lui.

Con queste affermazioni non voglio dire che non sia più il tecnico adatto a questa squadra o che anche io pretendo lo scalpo del tecnico toscano, ma che a questa Inter, allo stato attuale, manca la verve del proprio condottiero.

Forte, carismatico fuori dal campo, davanti le telecamere o in sala stampa, troppo timido e confuso dentro l’area tecnica.

La scelta di aspettare il novantesimo prima del terzo ed ultimo cambio non l’ho capita. Tre minuti di gioco per Lautaro Martinez, proprio come fatto alla prima di campionato con Karamoh.

Questa squadra non ha ancora trovato la propria identità. Sono tanti i volti nuovi. Non tutti saranno titolari, ma le scelte del mister mi lasciano basito. Se hai delle difficoltà affidati agli uomini che possano darti maggiori garanzie… Intanto dei nuovi arrivati c’è da segnalare il primo gol in nerazzurro per l’olandese ex Lazio De Vrji e la bella scoperta di Politano. Finalmente un bel giocatore, molto tecnico e con un bel sinistro. Il resto è ancora tutto un lento work in progress

Inter - Torino 2-2-

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