Inter – Pioli ha imboccato la strada della vittoria, ma a quando il gioco?

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Un gol di Candreva permette all’Inter di ritrovare la vittoria esterna che mancava da Settembre. L’ex laziale è nettamente il migliore tra i suoi, sempre presente, sforna tutto il repertorio, scatti, corsa, assist, cross, tiri da fuori e il gol vittoria. Altra vittoria per Pioli, la seconda senza subire gol, e qualche piccola speranza per il futuro. Mercoledì si torna in campo con la Lazio.

Ciò che resta della sfida contro il Sassuolo? La vittoria. I tre punti aggiunti in classifica. L’ennesima prova di una squadra in piena difficoltà.

Contro i neroverdi, o per meglio dire le sue riserve, l’Inter di Pioli ha concretizzato al minimo la mole di azioni e palle gol create. Un dato preoccupante che la formazione nerazzurra si trascina, come un fardello, da inizio stagione.

L’Inter crea tanto, in alcune circostanze anche tantissimo, ma alla fine realizza pochissimo, troppo poco per una squadra che – secondo un noto sito di statistiche – si piazza di diritto al terzo posto in Europa per il numero di occasioni create, prima dei nerazzurri solo Liverpool e Real Madrid.

Basta dare, comunque, un’occhiata su Squawka.com, per vedere il dato aggiornato dopo il Sassuolo.

L’Inter prima della trasferta emiliana si trovava sul gradino più basso del podio con 219 occasioni da gol create, dopo la sfida di ieri a pranzo i nerazzurri contano ben 16 occasioni create in più, di cui UNDICI fatte registrare solo nella prima parte di gioco. Un record per la Serie A.

Proprio come tante altre volte il creare occasioni non è direttamente proporzionale al numero dei gol messi a segno, anzi, l’Inter ha rischiato la beffa anche con il Sassuolo e prima di ieri basta pensare alla sfida col Palermo, col Bologna, col Cagliari, l’Atalanta… un dato che deve certamente far riflettere.

Questa squadra, come si è già visto in tante circostanze, non può permettersi di “subire” l’avversario, perché qualsiasi tipo di “contraccolpo” le è fatale.

La scarsa lucidità sotto porta va di pari passo con la “fragilità” nervosa dei giocatori, soprattutto quelli che compongono la linea difensiva, che troppo facilmente vanno in tilt, lasciando troppo spazio all’avversario. Anche con il Sassuolo l’Inter stava rischiando di compromettere la vittoria, ma alla fine è riuscita a difendere l’unico gol di scarto e portare a casa i tre punti.

Guardiamo comunque al bicchiere mezzo pieno. Cosa c’è di positivo? Ciò che di buono resta, come detto all’inizio di questo pezzo, sono i tre punti, che ci permettono di fare un buon passo in avanti in classifica, avvicinandoci a chi ci sta davanti.

Resta di buono anche l’avere vinto, dopo mesi, lontano da San Siro. Il riavere conquistato punti in trasferta.

Resta di buono il secondo clean sheet consecutivo: prima in casa con il Genoa, pur subendo tanto, poi fuori con il Sassuolo.

Resta di buono, cosa maggiormente importante, la voglia di “lottare” che si sta, pian pianino, vedendo in questa squadra, mentre latitano ancora lucidità e gioco.

Resta di buono la “coesione” di un gruppo che fatica ad essere tale, di un Felipe Melo che si sta scoprendo leader in campo(e questo la dice lunga sulla condizione della nostra squadra), di un Pioli che sta cercando di portare in acque sicure una squadra che sembrava alla deriva. Tanto lavoro, tanta dedizione e finalmente qualche risultato positivo. La squadra cambia volto e identità. Riesce a mettere in atto ciò che viene fatto in settimana. L’Inter è in crescita, non tanto sul punto di vista della qualità, ma su quello della quantità. La squadra ci prova, si applica… vince. Va tutto bene così.

L’unica nota stonata proviene, ancora una volta, dall’interno. Dalle dichiarazioni dell’agente di Jovetic. Della presunta “rottura” tra il tecnico e l’attaccante montenegrino. Bisogna sempre trovare un caso. Non si è ancora finito di (s)parlare di Gabigol, ed ecco l’ennesima bomba in casa Inter.

Jovetic già sul piede di guerra. Non convocato per scelta tecnica, ed ecco il putiferio. Peccato che non fosse titolare dai tempi di Mancini. Segue, inoltre, il Caso Banega. L’argentino, altro escluso, del tecnico parmigiano sembrerebbe distante anni luce da Milano… il mercato si avvicina ed ecco impazzare il toto mercato.

Improvvisamente la quiete che era tornata su Appiano con l’avvento di Pioli sembra terminata. Nuvole grigie sono ben visibili all’orizzonte.

Lo stesso tecnico ha parlato di sfoltire la rosa, ma lo aveva fatto prima di lui De Boer… molti sono già con la valigia in mano, si parla tanto di Tizio o Caio, mentre il calendario ci pone di fronte un’avversariaa di tutto rispetto. Mercoledì ci aspetta la Lazio, proprio come lo scorso anno, prima della sosta. Da quella sfida iniziò questo nostro calvario. Corsi e ricorsi storici.

Che possa essere quella contro i biancocelesti la sfida che rilancerà le nostre ambizioni?

Solo noi possiamo cambiare il nostro futuro e chissà che Pioli e Candreva, i due ex, non abbiano qualcosa in serbo per la loro ex squadra. Sperèm ben!

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