Election days Inter: Pioli e Marcelino come Clinton e Trump

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Panchina Day #2: gli ex Lazio e Villareal al ballottaggio, ma in casa Inter continuano i casting

Ieri Pioli e Marcelino, oggi Guidolin e Vitor Pereira, domani Hiddink e tutti gli altri. Di cosa parliamo? Delle interrogazioni programmate di una classe del liceo? Del calendario degli orali di maturità? Dei provini di X-Factor? Delle selezioni per Masterchef? Niente di tutto questo. C’è chi li chiama casting, chi interrogazioni, ma trattasi di fatto della selezione del nuovo allenatore dell’Inter. In una situazione già paradossale, si aggiunge questa strana modalità, mai vista prima in casa Inter.

Sembra di vivere in periodo di elezioni, con tanto di exit poll che cambiano di ora in ora decretando il favorito di turno. Se le previsioni sono precise quanto in politica, non vincerà nessuno dei nomi dati per “forti” fino ad ora. Pioli sembrava praticamente già fatto, poi Hiddink ha ottenuto consensi in tutti i seggi, ora il grande outsider Marcelino sta scalando rapidamente le percentuali. Ma può ancora accadere di tutto.

A condurre la selezione si è riunita la dirigenza al gran completo, che già mi immagino tutta seduta dietro una fila di banchi come la commissione d’esame della maturità, mentre uno alla volta interroga il candidato di turno. A presiedere la commissione il gruppo Suning, rappresentato da Zhang padre (filosofia) e figlio (storia). Poi matematica Ausilio, educazione fisica Zanetti, italiano Gardini. Geografia quest’anno è esterna, con il super-consulente Kia Joorabchian (che guarda caso propone suoi assistiti, giocando un po’ il ruolo della lobby nelle elezioni statunitensi). Pare che la domanda più temuta dagli esaminati sia: “Hai intenzione di far giocare Nagatomo?”.

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In tutto questo io mi pongo due quesiti: 1) con tutto il bisogno che c’è, non lo si trova proprio un ruolo al povero Gregucci, che è stato la vera vittima di questa situazione, venendo silurato senza nemmeno avere il tempo di farsi personalizzare la tuta? 2) Ma soprattutto, chi diamine è Vitor Pereira? No, perché secondo gli exit poll è l’ultimo tra i candidati, quindi probabile che da lunedì risponderemo alla domanda semplicemente con “è l’allenatore dell’Inter”. Ho provato a documentarmi, ma il fatto che su Wikipedia la sua biografia sia riassunta in sole 15 righe qualche dubbio sulla sua adeguatezza al ruolo lo lascia.

Comunque l’unica indiscrezione trapelata fino ad ora è che chiunque verrà scelto come allenatore sarà proclamato attraverso una corposa fumata bianca dai tetti degli uffici societari, per poi rivelarsi a sorpresa affacciandosi al balcone di Corso Vittorio per pregare Sant’Handanovic insieme alla folla sottostante.

Di qualunque religione siate, che voi recitiate 10 Joao Mario al giorno o che vi affidiate a Sant’Ambrogio (occhio, non Santon e D’Ambrosio che non conviene), pregate perché questa assurda situazione finisca presto. Per tornare magari a parlare solo di calcio giocato e non più di casting alla Masterchef. Proprio Joe Bastianich avrebbe le parole giuste per descrivere il quadro Inter attuale. Ed ha pienamente ragione.

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