Inter: il punto sul mercato tra verità e fantasia

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Calciomercato Inter: il punto della situazione tra verità (poche) e fantasia (tanta) secondo il tifoso nerazzurro.

“Venghino signori, venghino! Si è aperta la grande svendita dell’FC Internazionale! Saldi Inter su tutto: attaccanti, centrocampisti, difensori, portieri, allenatori, staff, dirigenti, quote societarie, strutture!! Da noi trovate qualsiasi cosa vi serva!!”.
L’annuncio promozionale non è ancora stato pubblicato sul sito della società, ma l’impressione, almeno seguendo la carta stampata, è che potrebbe accadere presto. Le notizie vanno chiaramente sempre prese con le pinze, tenendo conto del fatto che, con lo sviluppo tecnologico che ha reso possibile alimentare la fame di aggiornamenti sul calciomercato 24 ore su 24, si rende necessario trovare materiale a sufficienza per chi ha il compito di scrivere.  Ne consegue che il giornalista debba lavorare talvolta d’immaginazione, giustificato dal fatto che il mercato prosegua per suggestioni ed indiscrezioni e che di certo, per definizione, non vi sia mai nulla fino alle firme ufficiali.

Io ho comunque provato a fare un giochino molto semplice. Ho considerato tutti i nomi dati almeno una volta in uscita e li ho eliminati dalla possibile rosa dell’Inter 2016-17. La squadra che ne consegue risulterebbe la seguente: Tommaso Berni. E dire che anche il terzo portiere non è così certo della permanenza, dovendo ancora rinnovare il proprio contratto. Ad ogni modo, questo basta a far capire che spesso si esagera un po’ troppo con la fantasia.
Negli ultimi giorni sta però tenendo banco la questione societaria, con l’ingresso del gruppo Suning fresco di annuncio. Le indiscrezioni si susseguono quindi maggiormente su cifre, percentuali, protagonisti e modalità della cessione di quote. Una sorta di mix fra le news del Sole24Ore e quelle sulle estrazioni del Lotto. L’ingresso sulla scena da parte del gruppo cinese comunque non porterà grossi colpi di mercato come a qualcuno piace pensare, ma aiuterà a portare capitali utili a rispettare i vincoli del FPF, su cui pesa il mancato ingresso in Champions League. Insomma, Messi e C. Ronaldo continueranno a bazzicare lontano da quel di San Siro, ma non ci troviamo nemmeno di fronte ad una società sull’orlo del fallimento come dipinto da qualcuno probabilmente troppo fatalista.

Dei sacrifici saranno sicuramente indispensabili per poter finanziare nuovi acquisti, ma non è previsto un esodo dalla Pinetina. I cinque con mercato tale da poter garantire entrate adeguate sono i soliti noti: Handanovic, Miranda, Murillo, Brozovic e Icardi. Non tutti però sono sacrificabili allo stesso modo, come ammesso anche dai vertici interisti.
Partendo dalla porta, lo sloveno si ritrova ogni estate nel calderone dei possibili partenti, tuttavia mantenendo sempre il proprio armadietto ad Appiano Gentile. Mai come quest’anno, però, il numero 1 sembra vicino a lasciare l’Inter. La voglia di giocare la Champions, le sirene che arrivano da mezza Europa e le difficoltà dell’Inter a tornare grande sembrano pesare più del rinnovo siglato appena qualche mese fa. L’Inter può davvero fare a meno di un portiere come Handanovic? Se guardiamo il livello assoluto dello sloveno e le sue prestazioni, no. Pochi portieri in Europa sono in grado di garantire una sicurezza tale. Ancora meno sono quelli che economicamente la società potrebbe permettersi. Ci sono, però, diversi portieri validi, magari non al top come Handanovic, ma comunque in grado di dare un contributo importante e mettere la porta al sicuro, soprattutto con un’organizzazione di squadra tale da non subire troppo. Il primo nome sulla lista è sicuramente quello di Sirigu, che per esperienza, doti tecniche, costo, nazionalità e possibilità di rientrare proprio nella trattativa per lo sloveno, rappresenta un’opzione di assoluto rispetto. Anche perché è sempre meglio non trattenere i giocatori controvoglia, tanto meno se giocano in un ruolo delicato come quello dell’estremo difensore. Se il PSG mettesse sul piatto Sirigu più soldi, si chiuderebbe abbastanza in fretta, con buona soddisfazione di tutti. L’alternativa al vice-Buffon sembrerebbe essere Perin, che però, a mio parere, non è (ancora) ai livelli dei protagonisti sopracitati, oltre ad essere impegnato nel delicato recupero dall’infortunio. Ritengo che vi siano portieri in Italia che, seppur meno sponsorizzati del genoano, rappresenterebbero soluzioni migliori, come ad esempio Consigli o Mirante.
Sempre parlando di portieri, anche il secondo Carrizo non è certo della permanenza e gode di offerte. Ma si tratta sicuramente di questioni minori che verranno risolte più avanti. In ogni caso l’Inter è coperta nel ruolo, avendo dei portieri di proprietà che in caso di emergenza possono rientrare alla base. Su tutti Bardi e Di Gennaro.

In difesa tutto ruota intorno alla coppia MirandaMurillo. Le offerte per i due non mancano di certo, ma i nerazzurri possono davvero farne a meno? Nel caso di Miranda la risposta è un categorico no. Il brasiliano rappresenta il leader difensivo che mancava dall’addio di Samuel, ed il palmares parla per lui. Anche perché ha senso cedere un giocatore se con i soldi ricavati si è in grado di acquistare un degno sostituto ed avanzare risorse per altre necessità. A ben vedere i difensori disponibili in Europa, è già difficile trovarne dello stesso livello di Miranda; se poi si considerano cartellini, stipendi e disponibilità a trasferirsi in una squadra che per il quarto anno di seguito non giocherà la Champions, le alternative sono vicine allo zero. Non è un caso se Thohir lo ha definito incedibile. Per quanto riguarda Murillo il discorso è differente: il colombiano è giovane, ha ampi margini di miglioramento ed ha già mostrato ottime cose, ma non è ancora un top nel ruolo e potrebbe portare una plusvalenza importante, con cui prendere un altro prospetto da affiancare a Miranda. A mio avviso sarebbe poco sensato dividere una coppia che ha dimostrato di poter funzionare bene, se non a fronte di cifre irrinunciabili. Anche perché chi critica Murillo per il brutto finale di stagione (che poi sono le stesse persone che lo esaltavano a inizio anno) forse dimentica che parliamo di un ragazzo di 24 anni, alla prima esperienza in Italia, in una squadra completamente rifatta da zero e che comunque ha mostrato qualità importanti sia nei primi mesi nerazzurri, sia nell’ultima Copa America che in Spagna. Tanto per intenderci: a Ranocchia e Juan sono state date molte più occasioni. In ogni caso, se dovesse partire il colombiano, in cima alla lista vi è Bruma del PSV, osservato speciale da diverso tempo.
L’Inter dovrà comunque prendere un difensore centrale, visto il buco lasciato a gennaio da Ranocchia. Poche le possibilità che venga arretrato Medel, la società sembra indirizzata verso un profilo giovane e italiano, per rientrare nei parametri imposti da UEFA e FIGC. I nomi che circolano sono quelli di Barba e Izzo. Da non dimenticare poi che Andreolli, italiano e prodotto del vivaio, non verrà riscattato dal Siviglia. Come riserva potrebbe assolutamente dire la sua. Chi non è assolutamente incedibile è Juan Jesus. Se dovessero arrivare offerte soddisfacenti, il brasiliano saluterebbe, altrimenti continuerà a vestire il nerazzurro come terzo/quarto centrale.
Più chiara la situazione per quanto riguarda gli esterni. D’Ambrosio confermato, Nagatomo fresco di rinnovo ed Erkin appena annunciato ufficialmente come arrivo a parametro zero al posto dell’ormai partente Telles. Una scelta che personalmente non condivido in pieno, visto quanto fatto vedere da Telles, margini di miglioramento inclusi. Soprattutto poi se hai svolto un lavoro importante per inserire un giocatore nei meccanismi della squadra e farlo adattare al campionato e poi vanifichi tutto mandandolo via e prendendo un sostituto dalle stesse caratteristiche e dallo stesso campionato. La decisione qui è stata prettamente economica ed evidentemente sono stati ritenuti troppi gli 8 milioni chiesti dal Galatasaray per il riscatto del brasiliano. Speriamo che anche tecnicamente si riveli una mossa azzeccata. Rimane poi Santon, molto vicino all’addio, in seguito ad una gestione davvero poco chiara che lo ha portato spesso e repentinamente dalla titolarità ai margini della squadra senza una logica di fondo. Dispiacerebbe vederlo partire ancora, visti l’impegno e la professionalità sempre dimostrati in campo. Ritengo che a partire dovesse essere Nagatomo, ormai arrivato a conclusione del suo ciclo in nerazzurro, che si sarebbe dovuto chiudere con la scadenza del contratto. Tanto impegno da parte del giapponese sicuramente, ma a certi livelli non basta, e se si vuole fare il salto di qualità, certi giocatori non vanno più bene. Troppi errori costati cari e mai quell’incisività tanto attesa. Se è rimasto solo per marketing, come tanti dicono, che almeno si prenda qualcuno da far giocare al suo posto (magari un giovane come Masina), lasciandogli solo qualche spezzone. Se partirà Santon si cercherà un sostituto a buon prezzo: Zabaleta resta il sogno, ma deve risolvere il contratto in essere col City; Van der Wiel si libera a zero ma non ha ancora dimostrato di valere la candela; Sagna, Clichy e Kolarov vengono accostati a Mancini ad ogni sessione; Lichsteiner potrebbe lasciare Torino ma difficilmente volterebbe le spalle ai bianconeri accasandosi all’Inter.

A centrocampo diamo per scontata la permanenza di Medel e Kondogbia, oltre all’arrivo di Banega e alla partenza in prestito di Gnoukourri. Il nome caldo è quello di Brozovic, attualmente il più indicato come sacrificabile insieme ad Handanovic per reperire le risorse con cui finanziare gli acquisti. Prezioso ma troppo discontinuo il croato, che da parte sua non ha nemmeno chiuso ad una partenza. Sicuramente più facile trovare sostituti nel suo ruolo piuttosto che in altri. L’Inter è alla ricerca di un regista e le preferenze ricadono su Biglia e sul pallino Yaya Toure. Un’operazione difficile quella per l’ivoriano e forse troppo in ritardo, dopo i rifiuti delle scorse stagioni. Il giocatore tecnicamente non si discute, ma fisicamente non pare in grande condizione e l’esborso economico resta non indifferente. Insomma, si rischia un Vidic bis. Va poi detto che colui che era stato acquistato come alternativa a Toure è Kondogbia, che finalmente negli ultimi mesi aveva iniziato a mostrare le sue doti. Avrebbe senso metterlo da parte e sperperare l’ingente investimento di un anno fa per un 33enne? No, quindi Toure sì, ma solo al fianco di Kondogbia e non al suo posto. In calo le quotazioni di Soriano, ma Inter e Samp devono parlare delle questioni Eder, Ranocchia e Dodò, quindi si riaggiorneranno sicuramente. Resta poi da decifrare il futuro di Melo, ancora da decidersi, ma che potrebbe rimanere come quinto (o sesto, in base al modulo che adotterà Mancini) centrocampista. Occhio anche al nome di Vilhena del Feyenoord, da tempo in orbita nerazzurra.

Questione attacco. Qui di assolutamente certo non c’è nessuno. Il nome principale è sempre quello di Icardi, ma l’argentino non sembra destinato a partire. E’ vero, Mancini preferirebbe un attaccante più partecipativo alla manovra e l’attuale capitano nerazzurro non si distingue per questo, motivo per il quale non gode nemmeno di fiducia illimitata da parte della tifoseria. Ma resta il capocannoniere dell’Inter, uno che segna e tanto. Cedendolo sarebbe difficile trovare un sostituto all’altezza, più che altro uno che sia in linea con le disponibilità attuali. A meno di offerte folli, quindi, Icardi resterà a Milano, opzione che tra l’altro non gli dispiace affatto.
A rigor di logica Perisic dovrebbe rimanere senza dubbio, visto l’investimento della scorsa estate ed il tempo atteso per il suo adattamento. Le prestazioni del croato hanno ripagato, ma hanno anche attirato le attenzioni di mezza Europa. Certo, avrebbe fatto piacere sentire il giocatore esprimere riconoscenza ai nerazzurri e volontà di restare, ma questo è il calcio moderno. Con offerte indecenti può partire anche lui.
Eder è arrivato a gennaio e non si comprenderebbe una sua cessione sei mesi dopo, ma il caso Shaqiri insegna. C’è però sicuramente chi rischia di più. Biabiany è uno di questi, nonostante sia l’unico esterno con caratteristiche diverse dagli altri in rosa, abbia sempre fatto bene quando chiamato in causa e sia prodotto del vivaio. Io non me ne priverei, se non a cifre importanti. Jovetic e Ljajic sono invece sul piede di partenza (così come Manaj, che andrà in prestito a farsi le ossa). Certo il non riscatto del serbo, obbligatorio quello del montenegrino, che però potrebbe comunque salutare con una mossa di mercato alla Ausilio, come visto con Shaqiri. Il 10 nerazzurro gode sempre di mercato importante e l’operazione non sembra proibitiva. Per sostituirli si cerca innanzitutto un esterno destro, come ad esempio Candreva, obiettivo numero uno. Sfumato ormai Berardi, l’alternativa di lusso resta Gabbiadini, ma difficilmente il Napoli rafforzerà una rivale. Il secondo posto andrà assegnato ad un giocatore in grado di rendere sia come seconda punta che come trequartista/esterno, e qui i nomi sono tanti. Fosse per me, mi orienterei su un profilo come quello di Sansone del Sassuolo, Muniain del Bilbao o Feghouli del Valencia. Ma io non ho potere decisionale e mi affido a Mancini e Ausilio. Anche perché io il contratto di Palacio (a cui sono immensamente grato, sia chiaro, ma il tempo passa anche per i migliori) non lo avrei mica rinnovato.

Quale Inter ci aspetterà? La parola al mercato; preparatevi a mesi caldi.

Fonte immagine: Gazzetta dello Sport

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