Inter: una rimonta in zona Perisic

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Due reti di Ivan Perisic allo scadere dei due tempi regalano all’Inter punti e fiducia per il nuovo anno

Rientrando dal viaggio natalizio che mi ha portato in giro a prender freddo nell’Europa Centro-Orientale, mi è capitato di passare per Udine, città che poco mi ha entusiasmato da turista e che spesso e volentieri mi ha abbattuto da tifoso. L’Inter con l’Udinese ha infatti una strana relazione di amore/odio, che non manca di regalare le sue piccole tragedie di tanto in tanto. La sfida di domenica in Friuli ha rischiato di essere una di queste, tanto per iniziare bene l’anno nuovo e mettersi le difficoltà del 2016 alle spalle. Fortunatamente ci ha pensato Ivan Perisic a trasformare un pranzo amaro in allegro brunch domenicale.

Il croato si sta specializzando in gol allo scadere e dopo quello decisivo nel derby, eccone arrivare due pesantissimi contro l’Udinese. Uno nel primo e l’altro nel secondo tempo, entrambi in “zona Cesarini“, o meglio, in “zona Perisic“. Due reti fondamentali non solo per i tre punti che alimentano il sogno di scalata in classifica, ma soprattutto perché arrivate in un momento di sofferenza estrema per la squadra in campo. L’Udinese, infatti, aveva iniziato la partita nettamente meglio, andando a mille rispetto ai nerazzurri e collezionando occasioni da rete, legittimando poi il vantaggio con l’imbucata di Jankto. L’Inter ha rischiato più volte di affondare sotto i colpi dei bianconeri, restando a galla grazie all’imprecisione avversaria e agli interventi dei singoli. Poi, nel momento in cui l’Udinese ha ripreso fiato in vista dell’intervallo, la squadra di Pioli è venuta fuori aumentando il pressing.

Una reazione forse tardiva, dato che i minuti di recupero andavano verso il termine e il tè caldo cominciava a bollire negli spogliatoi. Poi il lampo: Icardi fa il Perisic, doppio passo e assist in mezzo all’area, Perisic fa l’Icardi e con un tiro lento ma preciso batte Karnezis sul primo palo.  E’ questa la chiave di volta del match, che ridona fiducia ai nerazzurri e spegne l’entusiasmo dell’Udinese e del suo periodo di forma. Tutto un tempo a disposizione per sferrare il colpo decisivo, ma come uno studente che preferisce oziare giornate intere per poi ridursi a studiare mezzo programma d’esame l’ultimo giorno, l’Inter la chiude ancora una volta nel finale. Questa volta è Joao Mario, subentrato all’evanescente Banega, a pennellare una punizione perfetta sulla testa di Perisic, con il croato che azzecca alla perfezione il terzo tempo e regala la vittoria ai suoi. Non male come inizio d’anno per un giocatore che in questa prima parte di stagione era risultato spesso opaco. Ora si spera che gli alti e bassi siano terminati e che di Ivan Perisic resti solo quello dai gol ed assist decisivi.

Per il resto, la nota più importante di giornata è la conferma che con Pioli la squadra ha acquisito determinazione e voglia di lottare: solo un paio di mesi fa al gol avversario l’inter si sarebbe spenta definitivamente sotto le proprie paure. La capacità di soffrire ed attendere il momento migliore per sferrare il colpo è una caratteristica fondamentale di questo nuovo corso: una mentalità da grande che hanno messo in mostra quasi tutte le altre big in questo turno di campionato. Segnale forte quello di essere rimasti sul treno con loro.

Luci ed ombre per la difesa, che è passata dalle sofferenze atroci di inizio partita alla regolare amministrazione nella ripresa, e per Kondogbia, che pur continuando a crescere alterna ancora giocate sopraffini ad errori grossolani. Male invece Banega, il cui rapporto con Pioli non sembra proprio voler sbocciare. Il tecnico, dopo diverse panchine, gli sta dando fiducia in queste ultime gare, ma se con la Lazio si era sbloccato dal nulla mettendo in discesa la partita, ad Udine ha fatto andare su tutte le furie l’allenatore fino ad essere sostituito all’ennesimo errore. Con Joao Mario si è vista una manovra più fluida e il portoghese ha confezionato l’ennesimo assist vincente. Ora le scelte si fanno sempre più difficili e la concorrenza cresce, l’arrivo di Gagliardini toglierà ulteriore spazio a centrocampo, dove nessuno attualmente sembra certo del posto da titolare. Opaco anche Candreva, che questa volta  non è riuscito ad essere incisivo come di consueto.

Segnali incoraggianti ma anche dettagli da limare per continuare a crescere e rimontare. Non più in “zona Cesarini”, ma in “zona Perisic”.

Fonte immagine: Gazzetta.it

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