Inter, settima(na) decisiva per la lode

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Nona vittoria consecutiva tra campionato (7) e coppe per l’Inter: ora due gare fondamentali contro la Lazio in Tim Cup ed allo Juventus Stadium

E’ difficile concentrarsi su Inter – Pescara mentre certe notizie ti sconvolgono non lasciandoti dormire la notte. Come si può pensare ad un banale Inter – Pescara quando nel mondo accadono fatti simili? Ebbene, bisogna essere forti. Lo “spettacolo deve continuare”, anche in contesti del genere; anche se Yuto Nagatomo pubblica un libro. Sì, proprio così. Anzi, non uno, addirittura il sesto in sei anni tra Giappone ed Italia. E non avete ancora sentito il colpo finale: in quest’ultimo libro il giapponese insegna lo Yogatomo, la sua guida allo yoga. Probabilmente non sono incluse nel manuale, ma ora ho la risposta a diverse domande. Se prima mi chiedevo perché fosse quasi totalmente privo di visione di gioco, adesso lo so: semplicemente ha sbagliato sport. Per qualche strano motivo, evidentemente in Giappone yoga e calcio professionistico sono molto vicini, quasi interscambiabili. L’altra risposta molto semplice che adesso ho chiara è che se il terzino ha giocato titolare contro il Pescara invece di partire nel mercato invernale, lo dobbiamo al fatto che l’Inter incassa un buon gruzzolo dalle sue pubblicazioni (il sentore lo avevamo già tutti, in fondo). Misteri risolti, ora possiamo parlare della partita in sé.

L’Inter non stecca e mette sul tavolo la settima meraviglia. Sette vittorie consecutive in campionato, una rimonta che pareva impossibile e che invece ha portato i nerazzurri a ridosso della zona Champions, con un quarto posto in solitaria da leccarsi i baffi. Con le due vittorie in Europa League e Tim Cup, fanno 9 consecutive in tutto. E qui viene il bello: la settimana in corso sarà decisiva per ottenere il 10 prima (Lazio in partita secca nei quarti di Coppa Italia) e la lode poi (Juventus allo Stadium). Insomma, tutto straordinario fino ad ora, ma le partite decisive sono quelle che devono ancora arrivare; solo vincendo ci si può lanciare definitivamente. In caso di stop proprio ora, invece, si tratterebbe di passi indietro pericolosi e di vanificare tutto ciò che di buono è stato fatto in questi tre mesi. Certamente la stagione non sarebbe compromessa adesso, ma i due obiettivi sono finalmente tornati a portata di mano e sarebbe un peccato vederli scivolare sul più bello.

Il merito, quasi inutile ribadirlo, è di Stefano Pioli. Lui ha riaggiustato l’Inter, dandole la possibilità di salvare una stagione dichiarata insalvabile troppo presto. Si è tolto di dosso l’etichetta di traghettatore ed ha accettato quella di normalizzatore, fino a diventare a tutti gli effetti un fattore decisivo in questa squadra. Equilibrio, gruppo e condizione mentale rappresentano la sua ricetta (finora) vincente. Contro non c’era un avversario impossibile, il modesto Pescara, ma proprio nel non sottovalutare il match e nel vincere convincendo risiede la forza della “nuova” Inter di cui sopra.

Un esempio su tutti: Miranda, diffidato e a rischio per il derby d’Italia; schierato titolare, nonostante la tentazione di turnover in vista dei quarti di finale di martedì. Questione di mentalità. D’Ambrosio, autore del vantaggio, sembra rinato, e con lui tanti altri, a partire da Brozovic, sempre più regista imprescindibile. Di fianco a lui Gagliardini non stupisce più, ma la curiosità di vederlo all’opera nei prossimi big match è tanta. Joao Mario si prende la palma di migliore in campo per come ha interpretato alla perfezione il ruolo di trequartista. Il gol (che inizia a diventare abitudine) è la ciliegina sulla torta. Icardi finalmente gioca per la squadra e non sembra un corpo estraneo, mentre Perisic e Candreva anche quando non brillano si rendono comunque dei brutti clienti. La difesa regge, Pioli si concede lo sfizio di dare minuti a Gabigol e l’altro subentrato, Eder, sigla un gol in ripartenza nata da un proprio recupero. E dire che in panchina è rimasta a sedere gente come Banega, Kondogbia e Murillo. Come dire, gira tutto.

E anche finalmente, verrebbe da dire a noi. L’unico un po’ appannato è sembrato Nagatomo, ma tanto lui dà lezioni di yoga e ci guadagnano tutti, quindi va bene così. Il bello però deve ancora venire, e noi, una volta tanto, non vediamo l’ora.

Fonte immagine: contattonews.it

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