Inter: tre regali sotto l’albero

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Finalmente una prestazione convincente per chiudere al meglio il 2016: l’Inter c’è

Come auspicato, Inter – Lazio è stata un punto di svolta all’opposto rispetto all’anno scorso. L’aria natalizia questa volta ha fatto bene ai nerazzurri, che chiudono un dicembre assolutamente positivo con una vittoria rotonda e meritata.

Il normalizzatore

Il lavoro di Pioli sta funzionando e inizia a dare i suoi primi frutti. La squadra sembra ora in grado di soffrire senza per forza affondare alla prima difficoltà, per poi venire fuori. L’Inter sembra aver trovato degli equilibri, seppur ancora molto delicati. Merito di una squadra più compatta, in cui i reparti sembrano finalmente comunicare e non essere sconnessi nella propria indipendenza. Contro la Lazio il primo tempo è stato più difensivo, aspettando l’avversario ed affidandosi alle ripartenze. Merito anche di Handanovic e D’Ambrosio, provvidenziali in un paio di circostanze a testa, ma la squadra tutta ha dato l’impressione di poter reggere l’assalto laziale. Il lavoro del tecnico si vede anche sul piano fisico, dove la condizione sta migliorando ed i clamorosi cali tra i due tempi sono ora meno evidenti. In questo senso la sosta aiuterà sicuramente a migliorare ulteriormente la preparazione. Conseguenza finale di questo lavoro è anche il fatto che i gol ora arrivino non più solo da Icardi ma vi siano più soluzioni in fase di finalizzazione.

Nel segno del 3

Tre gol segnati, alla terza vittoria consecutiva, che è anche la terza di fila senza subire reti. Per chi crede nella cabala, chissà che non siano buoni auspici per raggiungere il grande 3 che rappresenta l’obiettivo stagionale: il terzo posto. La sosta in questo caso arriva nel momento peggiore, perché va ad interrompere la corsa in un periodo ottimo. Meglio battere il ferro finché è caldo in fondo. L’altra incognita potrebbe essere il mercato, che potrebbe sì rinforzare la squadra, ma anche andare a rimescolare quegli equilibri che l’Inter sta faticosamente raggiungendo.

Finalmente protagonisti

Una grande prestazione da parte di tutti, non c’è dubbio, ma chi doveva dare un segnale forte erano sicuramente Banega e Kondogbia. I due non hanno steccato, prendendosi i riflettori e dimostrando il perché la società li ha voluti tanto fortemente. L’argentino con il suo missile ha scacciato paure e preoccupazioni personali e di squadra, sbloccandosi dal peso delle ultime prestazioni incolori e mettendosi alle spalle le tante panchine collezionate con Pioli. Dal gol in poi si è visto il giocatore che tutti conosciamo e che ci auguriamo di continuare a vedere in futuro. Il francese era già oggetto di critica da parte dei tifosi al momento della comunicazione delle formazioni ufficiali. Kondogbia ha zittito tutti con una partita di altissimo livello: grinta, concentrazione e giocate rapide senza intestardirsi, pur non disdegnando qualche numero di classe. Prestazione che ha lasciato Brozovic libero di impostare il gioco. Che si sia finalmente sbloccato anche lui? Lo si spera, perché l’Inter ha bisogno anche del miglior Kondogbia per continuare la sua rincorsa alla Champions.

A mettersi in luce sono stati anche Icardi, tornato al gol con una doppietta, ma soprattutto pericoloso per tutto l’arco della ripresa, Murillo, che sembra ritrovare fiducia e sicurezza partita dopo partita, Miranda, da qualche partita tornato perno della difesa e D’Ambrosio, provvidenziale in difesa e costante in attacco. Non desta più sorprese Samir Handanovic, ancora una volta decisivo, alla faccia di chi non lo considera un top nel suo ruolo.

Menzione a parte per Gabigol, entrato nel tripudio di San Siro e protagonista di giocate ad effetto nei pochi minuti a disposizione. Pioli chiede più concretezza al ragazzo, ma in così poco tempo a disposizione quello era l’unico modo per mettersi in mostra. Ciò che mi ha colpito è stata la voglia dimostrata, il modo in cui ha corso per andarsi a prendere ogni pallone possibile, la voglia di spaccare tutto. Con questo atteggiamento (assolutamente non scontato a pochi minuti dal termine di una gara già segnata) potrà sicuramente ritagliarsi il suo spazio. Il fatto che i compagni lo abbiano cercato così tanto è sintomo che c’è fiducia intorno a lui e disponibilità ad aiutarlo a crescere.

Finire in crescendo

Per qualche giorno possiamo quindi goderci la nostra Inter senza patemi, il miglior regalo che la squadra potesse farci. Per chiudere al meglio un anno difficile e pensare con ottimismo a quello venturo. Ma soprattutto per dare serenità all’ambiente e permettere al gruppo di lavorare al meglio. Buone meritate feste!

Fonte immagine: Eurosport

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