Inter: un giro sulle montagne russe

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Inter Milan's players celebrate at the end of the Serie A soccer match between Inter Milan and Juventus at the Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 18 September 2016. Ansa/Daniel Dal Zennaro

Nerazzurri euforici dopo la vittoria sulla Juventus che ha riscattato il flop in Europa League; quale delle due Inter vedremo ad Empoli?

Tifare Inter non è come tifare qualsiasi altra squadra. Ad un certo punto ti ci abitui, e ti sembra normale, hai l’impressione che gli eventi seguano un corso regolare, semplicemente perché le cose sono sempre andate così. Quel susseguirsi di emozioni dai picchi vertiginosi, che fanno passare l’ambiente dall’euforia alla depressione generale, quelle vittorie sofferte, fin quasi insperate che si alternano troppo spesso a sconfitte assurde e talvolta paradossali, quei periodi di trofei frequenti seguiti da anni di bocconi amari. La linearità non è di casa, e di stagioni piatte o regolari non v’è quasi traccia. Persino l’anno del triplete fu caratterizzato da ribaltoni e crepacuore.

E’ ciò che ci contraddistingue, che ci fa sentire vivi, che rende più gustosi i successi, dopo tanta sofferenza. Non potrebbe essere diversamente per una squadra soprannominata Pazza Inter. Ma per quanto tu possa farci l’abitudine, arrivano momenti in cui gli alti e bassi sono fin troppo forti da non rendertene conto. Ne è esempio lampante l’ultima settimana, che ha visto i nerazzurri prima perdere la faccia in casa contro i modesti israeliani dell’Hapoel e poi riscattarsi contro la Juventus nel derby d’Italia. Dalla vergogna all’orgoglio.

Troppo brutta per essere vera l’Inter vista in Europa; troppo perfetta per tempistiche così precoci quella che ha sconfitto i bianconeri. Come al solito la verità sta nel mezzo, soprattutto quando si parla di un progetto appena partito. Ed allora chissà che quella che vedremo contro l’Empoli non sia la vera Inter, o almeno la vera Inter attuale.

Inter – Juventus ha sicuramente lasciato delle indicazioni fondamentali da cui ripartire, su tutte la spina dorsale che ha finalmente retto e spinto la squadra e su cui si poggerà il progetto di De Boer. Se in difesa Miranda (soprattutto) e Murillo hanno contrastato i pericoli con una solidità che pareva ormai persa, a centrocampo la quadratura del cerchio sembra essere stata trovata grazie al duo Banega-Joao Mario, che hanno dato fosforo e geometrie al gioco interista, ma soprattutto equilibrio e movimenti coordinati. I due sembrano giocare insieme da tempo e ciò che ha colpito di più è stato il modo in cui si scambiavano posizione durante la gara in base alle situazioni. A giovarne è stato persino Medel, che ha potuto darsi alla sua attività principale, vale a dire la rottura. Slegato da obblighi di regia, il cileno ha giocato più sereno, prendendosi la libertà di qualche verticalizzazione (riuscita) ogni tanto e di alcuni inserimenti interessanti sulla trequarti.

Contro i toscani l’argentino sarà assente, ed allora toccherà a Kondogbia riscattarsi e dimostrare di poter risalire le gerarchie. Il francese deve tornare ad essere un perno, vista la sua assenza dalle liste Uefa e la situazione non proprio idilliaca di Brozovic e Melo. Sarà questo il cambio principale rispetto alla sfida contro i bianconeri, in attesa dell’esordio di Gabigol.

E proprio in attacco, terreno di caccia del brasiliano, il vertice massimo della spina dorsale nerazzurra ha dimostrato di poter essere decisivo per tutti i 90 minuti, se lo vuole. Parliamo naturalmente di Icardi, per una volta finalmente capitano anche nei fatti, partecipe all’azione, uomo assist oltre che consueto goleador e propenso al sacrificio. L’ho criticato quando lo ha meritato, lo elogio dopo una prestazione esemplare. Candreva e Perisic (due certezze) ringraziano.

Una menzione particolare va anche a due protagonisti “minori”, meno considerati dai media, ma che la partita del Meazza consegna come alternative di sicura affidabilità per il futuro da Empoli in poi: Eder e Miangue. Il primo non è certo una novità, ed era stato anche l’unico a fornire una prestazione accettabile contro l’Hapoel, ma dopo il difficile inizio ha dimostrato una volta tanto di poter essere prezioso anche in match importanti. Duttilità, vivacità, sacrificio e mai una parola fuori posto. Un professionista esemplare. Come si spera che possa diventare il giovane terzino, che ha ha mostrato una personalità da giocatore maturo in una situazione tanto delicata. Ora non carichiamolo di pressioni, per non ripetere l’errore commesso con Santon (comunque in ripresa), ma con De Boer potrebbe aver trovato un mentore ideale, visto il lavoro svolto dall’olandese con i giovani dell’Ajax.

E proprio a De Boer vanno gli elogi per come ha preparato e gestito il derby d’italia. Poche parole, tanto lavoro, dopo la graticola su cui era finito dopo la figuraccia europea. Contro la Juventus anche lui è parso nettamente più carico, finalmente motivatore dei propri giocatori, ripresi, accompagnati e “spinti” mentre portavano avanti le azioni di gioco. Adesso anche Frank dovrà confermarsi, proprio a partire dalla partita di domani sera, perché il calderone dei pro-esonero è sempre pronto a riaccendersi. Per ora Prandelli, Capello & Co. possono tenere il telefono spento, se mai lo avessero acceso.

Sicuramente una vittoria, per quanto prestigiosa, non basta per risolvere tutto, ma è una bella iniezione di fiducia da sfruttare. In Toscana l’Inter dovrà continuare con questa mentalità e intensità, per fare un ulteriore passo avanti e non precipitare di nuovo indietro. Anche perché la sfida contro i bianconeri ha messo in mostra due squadre dalle motivazioni differenti, come era facilmente pronosticabile data la necessità di riscatto immediato. La stessa differenza che era stata decisiva contro il Beer Sheva, e che deve servire da lezione importante per non lasciare punti per strada come al solito contro le piccole. Perché le motivazioni sono in grado di trasformare giocatori da indegni a dominatori in soli tre giorni.

Ed allora Empoli diventa subito un banco di prova importante, per acquisire quella regolarità che ancora non è di casa. Continuando ad essere Pazza e a farci emozionare, ma finalmente in positivo.

Fonte immagine: ansa.it

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