Intervista ad Alice Gambarelli: “Combatto il maschilismo sul campo, non sul divano”

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Alice Gambarelli
Alice con i colori dell'Atletico Castellazzo

L’esperienza di Alice, le cui figlie giocano per il Sassuolo calcio femminile. 

Buongiorno a tutte e tutti, oggi per Tifoblog intervistiamo Alice Gambarelli, che con il compagno Matteo Merli organizzano tornei di calcio a 5 con il circuito Reggio Tornei. Oggi la intervistiamo nella veste di mamma di Agata, ragazza di 13 anni che gioca a calcio, nelle Esordienti del Sassuolo. E quest’anno anche Sofia, 10 anni, ha iniziato a giocare anche lei con la maglia neroverde. Vogliamo sentire dalla sua esperienza diretta come il calcio femminile può aiutare lo sviluppo delle bambine e cosa potremmo fare a favore della crescita di questo sport evitando le discriminazioni.

Grazie Alice per avere accettato questa intervista.
D) Cosa si prova a essere mamma di una figlia calciatrice. Sei orgogliosa della tua esperienza? Quale è la maggiore difficoltà per una mamma le cui figlie vogliono giocare a calcio?

A) Sono orgogliosa a prescindere dallo sport, dopo anni di prove in vari sport (danza, nuoto, pallavolo, atletica), l’approdo al mondo del calcio è stato naturale, vivendolo in casa nostra praticamente giornalmente. La maggior difficoltà è (almeno per il territorio reggiano) trovare associazioni sportive che abbiano la volontà e la voglia di mettersi in gioco formando squadre femminili, dando così alle bambine la possibilità d’iniziare a giocare a calcio.

D) Il calcio in provincia. Tu sei anche Direttore Sportivo della squadra dell’Atletico Castellazzo, che avete fondato assieme a Matteo, il tuo compagno. Raccontaci cosa si dovrebbe migliorare ma anche un episodio bello che ti aiuta a credere in questo sport.

A) L’Atletico Castellazzo è una società giovane, nata nel 2014 e si occupava prevalentemente di calcio a 5. Dalla stagione 2016/17 abbiamo anche la nostra squadra di calcio che attualmente milita nella serie A Amatoriale del Csi. Da migliorare c’è sempre qualcosa, ma abbiamo un buon organico dirigenziale che ci permette di confrontarci e di discutere di ogni situazione, ogni componente ha un voto e insieme si decide. Episodi belli son stati tanti, forse il più emozionante è stato il calcio di rigore (calciato dal nostro più giovane giocatore all’ora 20enne) che ci ha permesso la promozione nella massima serie del nostro campionato.

D) Agata e Sofia unite dalla passione per il calcio. Il calcio influisce positivamente nello studio? Aumenta la competizione ma è importante anche per imparare a stare meglio in gruppo con le altre bambine?

Agata - Sassuolo Calcio Femminile
Agata con la maglia del Sassuolo

A) Il calcio è molto positivo per lo studio, basta la frase magica “se non vai bene a scuola non vai ad allenamento”! Scherzi a parte, credo che questo gioco di squadra affini le capacità di lavorare a gruppo, utili anche nello studio…

D) Un episodio negativo nel calcio che ti ha fatto dire: ”Basta, ora non vado più al campo”.

A) Più che un singolo episodio sono state alcune frasi e battutine maschiliste rivolte a me che mi hanno dato da fare, frasi che mi son state rivolte sia da giocatori e tecnici di altre squadre che, cosa ancor piu’ grave, da direttori di gara…ma su di me hanno l’effetto contrario, perché per combattere il maschilismo presente nel calcio devo esser in prima linea, e non a casa sul divano! Come mamma invece i commenti di certi genitori (entrambe giocano un campionato contro squadre maschili) sono delle pugnalate. Ti rendi conto di quanto sia arretrata e maschilista la concezione dell’italiano medio sul calcio femminile…

D) L’organizzazione dei tornei. Come riesci a coniugare lavoro, famiglia, organizzazione dei tornei e lo sport delle tue figlie? Potremmo definirti una super-Mamma?

A) Piu’ che Super-Mamma direi una Mamma Super-Incasinata! Aiuta sicuramente tanto aver un lavoro part-time organizzato su turni settimanali, cerco di organizzare tutto settimanalmente, e sempre con l’aiuto del mio compagno. Abbiamo una chiara divisione dei compiti per quanto riguarda l’organizzazione dei tornei e la gestione della squadra di calcio. Inoltre sono anche presidente dell’Ente Opes di Reggio Emilia e ho la gestione del tesserementi e affiliazioni dei tornei/campionati di calcio a 5…. Il mio asso nella manica rimane mia mamma, che con la sua panda gialla sfreccia per Reggio portando mia figlia ad allenamento quando io son impegnata!

D) Agata, Sofia, Matteo e la Sardegna. Raccontaci cosa ti è piaciuto di questa terra e quali sono le differenze con l’Emilia, il luogo in cui sei cresciuta e in cui vivete assieme.

A) La Sardegna è la mia seconda casa, sono innamorata della sua storia, dei suoi profumi, colori e sapori…Sicuramente son importanti le differenze tra queste terre, non per ultima quella lavorativa, che porta la sua popolazione ad emigrare…

D) Alice compagna di Matteo. Vivi calcio 365 giorni. Ma ti piace veramente? Con Matteo, organizzate anche un torneo a Salvaterra, il Paese del padre di Matteo, a cui lui ha dedicato anche il premio fai play Luigi Merli. Raccontaci come fai nella quotidianità a non stufarti di questo meraviglioso sport.

A) Il calcio fa parte della mia vita, fin da piccola le domeniche pomeriggio in casa mia erano dedicate al calcio, mio nonno passava tutti i pomeriggi ad ascoltare le partite alla radio…Alcuni pensano che sia “trascinata” dal mio compagno in questa avventura…invece basti pensare che se il Trofeo Salvaterra è “figlio” di Matteo, la Rt League (campionato provinciale Opes di Reggio Emilia) è “figlio” mio! Il Trofeo Salvaterra rimane il nostro fiore all’occhiello, quest’anno ha compiuto il suo decimo anno, è ormai un Torneo storico nella realtà reggiana, ed ogni anno il livello è sempre piu’ alto…

D) Agata e Sofia nel Sassuolo. Ti piace la società? Cosa cambieresti e quale è la persona che ti ha aiutato di più a integrare le ragazze e dare loro ancora più entusiasmo.

Sofia Merli
Sofia con la maglia del Sassuolo

A) Il Sassuolo calcio femminile, nasce dalle ceneri della Reggiana femminile, mantenendo il vecchio organico, ed è per me a tutti gli effetti la squadra femminile della mia città. Sicuramente far parte di una società così importante dà grandi possibilità e stimoli alle mie ragazze: la possibilità di giocare una partita in uno stadio di serie A, fare da raccattapalle ai propri idoli sportivi, l’ingresso gratuito per le giovani atlete allo stadio, la partecipazione di diversi tornei…di contro ci troviamo in un ambiente dove c’è una forte competitività, dove se non dai il massimo, o le tue caratteristiche rispondono a certi requisiti sei inevitabilmente,con il passare degli anni, destinata a cambiar società…Sicuramente una delle persone più competenti e umanamente disponibili che ho trovato all’interno della società è Andrea Reami, responsabile Tecnico del settore giovanile Femminile, a cui va il mio ringraziamento per la passione che dimostra nello svolgere il suo ruolo, e al numero 6 del Sassuolo Zoi Giatras, prima allenatrice di Agata, ragazza fantastica che ha trasmesso il suo amore per il calcio a tutta la squadra di pulcine da lei allenata.

D) Dai un consiglio alle mamme le cui figlie vogliono giocare a pallone. Vi trovate ogni tanto con le altre mamme?

A) Il consiglio che posso dare a tutti i genitori di figlie che vogliono giocare a calcio è di non arrendersi ai primi no, di esser pronti a macinare km per portar i figli ad allenarsi, perché le squadre femminili sono poche, ma “maggior domanda, maggiore offerta” vale anche per il calcio femminile! A parte due Amiche che ho trovato tra le mamme (e quando usciamo non parliamo certo di calcio!) non frequento le altre mamme, ma è una scelta mia data dal mio carattere e sinceramente dal poco tempo disponibile.

D) Il calcio è inclusione. Pensi che attraverso il calcio si può migliorare la formazione delle bambine e che può essere anche un’opportunità di sviluppo personale?

A) La correlazione tra calcio e sviluppo credo sia evidente, esposta da persone più competenti di me, e questa sia molto simile tra maschi e femmine. Sicuramente la condivisione e accettazione delle regole (sia strettamente calcistiche, che societarie, che dello spogliatoio) aiuta molto nella crescita personale, in una società dove spesso “tutto è permesso”, dove le famiglie non hanno tempo e voglia di fissare regole e limiti, il calcio (e lo sport in generale) possono aiutare i bambini,ma anche i ragazzi, a trovare una loro auto regolazione comportamentale. Inoltre la gestione e organizzazione della sacca da gioco credo sia fondamentale che venga gestita direttamente dal giocatore, non ha importanza l’età, anche questo è sviluppo, una crescita verso l’indipendenza!

Grazie mille per la tua intervista, continua così. Tanti auguri da tutta la Redazione di Tifoblog.

Il sito dell’Atletico Castellazzo

Reggio Tornei

Il sito del Sassuolo Calcio Femminile

La pagina Facebook del Trofeo Salvaterra

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