Juve: contro l’Inter una squadra addormentata in campo

248

La Juve addormentata in campo viene surclassata dall’Inter. Episodio o campanello d’allarme?

Basta Lodi! Le lodi della mezz’ora contro il Sassuolo sono andate a farsi benedire in una settimana. Certo che la Juve ci ha messo molto del suo per suscitare il malcontento dei tanti, che fino a qualche giorno fa parlavano di scudetto in carrozza e terza Champion’s League in tasca.

Una sconfitta che va al di là del risultato. In fondo un 2-1 parla di una partita combattuta, magari vinta per un episodio. Domenica l’episodio è stato il vantaggio della Juve. E anche questo è un campanello d’allarme. Se perdi nonostante gli episodi favorevoli vuol dire che c’è poco da fare.

È mancato tutto. Dopo la scialba prova contro il Siviglia, dove almeno avevamo tenuto gli spagnoli sulla difensiva, ieri è mancato tutto. Surclassati sul lato del ritmo e del gioco con i nerazzurri, dati per fuori forma, che arrivavano sempre primi sulla palla e gli juventini, che anche quando riconquistavano palla finivano per regalarla agli avversari. Non ricordo tanti errori di tocco dai tempi dei due settimi posti consecutivi.

Il colpevole 

Il gioco preferito degli italiani par che sia trovare  “il colpevole”.

Allora ce la possiamo prendere con Pjanic assente ingiustificato di un centrocampo che dovrebbe illuminare dalla sua poltrona in cabina di regia. Il regista però non si è alzato una volta che sia una! dalla sua poltrona. Giusto la punizione che si guadagna nel finale e che mette poco sopra la traversa. Un po’ poco per chi è invocato per essere il nuovo Pirlo.

Possiamo buttare la croce addosso a Buffon che ormai esce poco, non lo fa sul primo gol, ma nemmeno in altre occasioni. Anche la granitica difesa degli anni scorsi mostra qualche crepa preoccupante. L’anno scorso finivamo diverse partite senza che il portiere potesse sporcarsi i guanti. Quest’anno la Juve subisce gol in quasi tutte le partite.

La dirigenza che non ha saputo sopperire alla partenza di Pogba, acquistando solo il capocannoniere della scorsa stagione, l’uomo più forte della Roma, un vecchio blaugrana e qualcos’altro.

Altro messo in croce è sicuramente il mister, colpevole di non aver usato Higuain dall’inizio. E in generale di non mettere la squadra in condizione di comandare il gioco. Di non abbandonare la difesa a 3 nemmeno quando il Siviglia usa come uomo più avanzato Franco Vasquez.

È tutto vero e tutto falso allo stesso tempo.

La Juve non è più debole dell’anno scorso, Buffon non è diventato l’ultimo dei portieri, la difesa non è un colabrodo e il mister della cavalcata gloriosa dell’anno scorso non può essere diventato il nuovo Oronzo Canà.

Due schiaffoni.

La verità è che i due schiaffoni, che ci hanno rifilato al Meazza non possono fare altro che bene, ad una squadra che scende in campo, pensando più a rimirarsi allo specchio che non a sbranare gli avversari.

L’elemento più importante degli ultimi cinque anni è stata la “fame” di vittorie. Quella che ci permetteva di entrare in campo e far vedere fin dal riscaldamento che saremmo stati disposti a morire per la vittoria.

Nelle poche partite di questo inizio di stagione l’aggettivo più comune è stato “leziosa”.

Una peccato mortale per chi ha costruito le vittorie delle ultime stagioni sulla voglia di vincere, una voglia che dopo cinque scudetti consecutivi e una scorpacciata di vittorie può cominciare a venir meno.

Qui deve essere bravo il mister. La cosa più difficile non è mandare a memoria gli schemi e i cambi di gioco per aprire le difese. Ciò che deve essere costantemente allenata è la testa. Quella che ti permette di arrivare prima sulla palla, scattare un attimo prima, attaccare lo spazio. Poi si può parlare di schemi.

Fa male perdere 2-1 e avere la sensazione che sia andata bene. Non tanto per le occasioni create, che non sono poi state molte, quanto per essere stati in balia delle folate dei nerazzurri dall’inizio alla fine della partita.

Fa male perdere contro l’Inter, anche se non capitava da tempo immemore.

Dice il saggio che se non trai insegnamento da ogni sconfitta, quella è la sconfitta. E allora speriamo che la lezione impartitaci dai professori meno accreditati che ci potessimo aspettare, sortisca il giusto effetto.

È ora che la bella addormentata si svegli e pazienza se non sarà il bacio del principe azzurro, ma due sonori schiaffoni a dare la scossa. L’importante è svegliarsi. E in fretta.

 

 

 

fonte foto www.spazioj.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.