Juve, di nuovo in vetta per una notte

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Con la vittoria sul campo del Chievo Verona, la Juve si riprende la vetta della classifica di Serie A dopo 16 gionate. Partita molto complicata e giocata male, messa sul giusto binario dalle due espulsioni comminate dall’arbitro Maresca ai clivensi. Dopo 706 minuti torna al gol il Pipita.

Sfumature Bianconere: la Juve porta a casa una partita molto complicata. Maran mette in campo un Chievo rinunciatario in fase offensiva, ma che non concede niente alle giocate avversarie. Il 4-3-3 di Allegri è piatto e privo di fantasia. Sin dai primi minuti di gioco è la Juventus a fare la partita, con il Chievo che si limita a chiudere tutti gli spazi ed a tentare, con scarso successo, qualche timido contropiede. Nonostante il predominio territoriale gli uomini della Vecchia Signora non riescono a fare breccia. Le gambe sembrano ancora appesantite e in campo non si vedono grandi giocate. Poco movimento, pochi dribbling, poche nessuna giocata entusiasmante. La Juve fa girare palla e tenta qualche cross dalla trequarti, facile preda dei difensori clivensi.

L’unico a tentare di ravvivare il gioco di Madama è Douglas Costa. Per tutta la partita l’esterno brasiliano (prima a destra, poi a sinistra) è l’unico giocatore della Juve che prova a mettere un campo un po’ di fantasia. Per il resto Pjanic non trova sbocchi alla manovra, Mandzukic (partito largo a sinistra) non è efficace e Higuain sembra lento e ipacciato. Il Pipita è uno dei peggiori in campo: senza spazi e senza la capacità di crearsene, affoga nella stretta dei difensori del Chievo, che gli sbarrano sempre la strada.

A centrocampo, insieme a Pjanic, Khedira mostra di trovarsi molto più a proprio agio nel centrocampo a tre. Non entusiasma le folle, come sempre, ma fa sentire la sua presenza galleggiando fra il centrocampo e la trequarti. Prova a costruire spazi e gioco, ad inserirsi e a cercare il tiro da fuori, ma senza impensierire la difesa avversaria. Nel ruolo di mezzala Allegri da spazio e Sturaro. Il centrocampista sanremese non sfrutta al meglio l’occasione. Impalpabile la sua prova, con molti errori e nessuno spunto significativo.

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La follia di Bastien

Al 36′ minuto si svolge l’azione che cambia la storia dell’incontro. Un paio di minuti dopo aver commesso un brutto fallo su Asamoah, per il quale è stato ammonito, il giovane centrocampista belga del Chievo, Samuel Bastien, trattiene vistosamente lo stesso Asamoah. L’arbitro Maresca non può far altro che estrarre nuovamente il giallo e mandare il calciatore negli spogliatoi.

La partita si trascina verso la fine del primo tempo senza altre emozioni. Nonostante l’inferiorità numerica il Chievo continua a difendere bene. Di contro i terzini della Juve, De Sciglio ed Asamoah, non fanno sentire la propria presenza sulle fasce, arrivando quasi mai sul fondo.

La scioccehzza di Cacciatore

Al rientro in campo Maran toglie una punta (Pucciarelli) ed inserisce un centrocampista (Depaoli) confermando la difesa a 5 e il centrocampo a 3 con il solo Birsa a sostenere tutto il peso dell’attacco. La contromossa di Allegri arriva otto minuti dopo con la sostituzione di un insuffciente Sturaro con Bernardeschi.

Il motivo della partita non cambia, con il Chievo che si difende bene e la Juve che attacca, cercando di aggirare la difesa avversaria. Allegri sposta Mandzukic al centro dell’attacco insieme ad Higuain e Bernardeschi (a destra) e Douglas Costa (a sinistra) ad attaccare sulle fasce laterali. Con i due terzini più avanzati e i soli Barzagli e Benatia, pochissimo impegnati durante tutta la partita, a presidiare la difesa. Nonostante l’inferiorità numerica il Chievo riesce a proporre un bel contropiede ed a portare al tiro di testa Cacciatore, controllato da Szczesny.

Proprio su questa azione Cacciatore rimane a terra in area per un contatto (dubbio) con Asamoah, non giudicato da rigore dall’arbitro. La Juventus parte in contropiede non mettendo la palla fuori. Quando il gioco si ferma entrano i sanitari. Da regolamento, anche se non c’è stato l’intervento dello staff sanitario, una volta causata l’entrata in campo dei soccorsi il calciatore deve uscire dal campo e rientrare dopo il permesso dell’arbritro. Cacciatore sembra ignorare questa procedura e protesta per rientrare subito in gioco, l’arbitro, però lo costringe ad uscire. In quel momento Cacciatore fa delle proteste plateali mimando il gesto delle manette. L’arbitro non può far altro che espellerlo, lasciando il Chievo in nove uomini.

A testa bassa

Con il doppio vantaggio non migliora la qualità del gioco della Juve, ma la resistenza del Chievo è chiaramente più scarsa. Allegri lascia in avanti anche Benatia al centro dell’attacco, affollando l’area del Chievo. Al 67′ un lancio illuminante di Pjanic libera Bernardeschi sulla fascia. L’esterno toscano mette in mezzo e Khedira di gran carriera scaraventa la palla in rete.

Allegri non rischia e sostituisce Asamoah, già ammonito, con De Sciglio e riporta Benatia al centro della difesa. Con Mandzukic più largo, quasi in posizione di mezzala avanzata e Douglas Costa a creare scompiglio sulla sinistra in una difesa del Chievo decimata.

Al 77′ il Chievo riesce comunque a farsi pericoloso rischiando di pareggiare con un bel contropiede orchestrato da Birsa, in cui Szczesny salva in uscita anticipando Radovanovic. È solo all’88’ che la Juve risce a chiudere la partita con il colpo di testa di Higuain che firma il 2 a 0 dopo 706 minuti senza reti. Per il Pipita una inizione di fiducia in una partita giocata abbastanza male. Nel finale, pochi minuti per Bentacur al posto dello stesso Higuain.

Gambe imballate

Come nella partita precedente in casa contro il Genoa, anche contro il Chievo la Juventus è apparsa poco brillante. Nonostante un dominio sul campo abbastanza netto, la Juve ha faticato più del dovuto per sconfiggere il Chievo. Una condizione di scarsa forma fisica e poca reattività che è ormai comune nella squadra in questo periodo dell’anno, ma che genera sempre un po’ di malcontento. Le partite della Juventus non possono certo dirsi divertenti e il gioco è sempre poco fluido e molto statico.

Nonostante ciò la Juventus riesce a portare a casa puntualmente i 3 punti ed a rimanere a stretto contatto con la vetta. Nelle ultime 8 partite, tra Campionato e Coppa Italia la Juventus è sempre uscita dal campo con la vittoria, e se considerando le utlime 12 partite c’è solo un pareggio a reti bianche contro l’Inter e tutte vittorie, comprese le trasferte nel Pireo e contro il Napoli. Come ogni anno, comunque, la Juventus darà il meglio da metà febbraio in poi, quindi passato questo periodo di appannamento dovremmo vedere a breve una squadra migliore.

Ermetica

Nonostante il gioco espresso non sia dei più entusiasmanti, continua a dare segnali positivi la fase difensiva. Con quella di ieri sono 13 gare in cui la Juve ha subito solo un gol, ininfluente tra l’altro, nella vittoria per 1-3 contro l’Hellas Verona. Se è vero che i campionati si vincono con le difese allora la Juve è sulla buona strada, avendo trovato la quadra con l’inserimento di Benatia dopo l’addio di Bonucci in estate. Adesso le prestazioni difensive della Juve sono pari, se non migliori, di quelle della scorsa stagione.

L’Asso nella manica

Arrivato in estate per 40 milioni di Euro, le aspettative su Bernardeschi erano e rimangono alte. Come con gli altri nuovi arrivi, specialmente giovani, Allegri non ha buttato il subito Bernardeschi nella mischia. L’inserimento è stato graduale e gli è stato dato tempo di ambientarsi nella squadra e nel contesto. Un Bernardeschi che ancora non ha trovato la continuità che sperava, ma che quando viene chiamato in causa è spesso decisivo. Gol, assist, come quello di ieri sera, e belle giocate sono il segnale che il giocatore c’è e sta crescendo bene, soprattutto sotto il profilo della personalità.

Approfittando delle assenze forzate di Dybala e Cuadrado, Federico troverà ancora spazio in campo e dovrà far vedere tutte le sue doti. Contro il Chievo, nonostante l’assist vincente, ha mostrato come abbia ancora molta diffcoltà negli spazi stretti, per cui ha ancora molto da dimostrare se vuole diventare un punto fisso di una grande squadra come la Juventus.

Ancora una partita in cui la Juventus, pur non esprimendo un bel gioco, esce dal campo con i tre punti in tasca. Ancora una prova solida e pragmatica della squadra di Allegri, che in un modo o nell’altro riesce a ricavare il meglio da ogni situazione. Una Juventus che ritrova la vetta per una notte con due punti di vantaggio sulla seconda, in attesa della partita del Napoli in casa del Bologna.

 

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