Juve indifesa, vince ancora la Lazio

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Penalty fail

La Lazio si conferma ancora una volta bestia nera della Juve in questa stagione e viola l’Allianz Stadium dopo due anni e 41 partite di imbattibilità.

Ancora la Lazio, ancora Ciro Immobile. L’ex primavera Juve mette a segno una doppietta nella vittoria dei Biancocelesti all’Allianz Stadium. Nella Juventus, inutile negarlo, c’è qualcosa che non va nella fase difensiva. In una partita in cui era passata in vantaggio ed era in controllo, contro una squadra messa bene in campo, ma non irresistibile in fase offensiva, prende due gol in cotropiede e perde la partita.

Primo tempo incoraggiante

Allegri schiera un 4-3-3 con Bentancur, Matuidi ed il rientrante Khedira a presidiare il centrocampo. Contro il 3-5-2 di Simone Inzaghi, allegri decide quindi di rinforzare il centrocampo. Il risultato è una squdra ben messa in campo, che chiude bene gli spazi, ma con poca fantasia. La contemporanea rinuncia a Pjanic (infortunato) e Dybala (arrivato tardi e non in perfetta forma dall’Argentina) ha costretto Allegri a mettere in campo una Juve con poca fantasia.

La prima metà del primo tempo scorre senza particolari emozioni con una Juve che tenta di attaccare la Lazio che si copre bene. I Biancocelesti chiudono bene gli spazi e la Juventus non è mai pericolosa. Fino al 24′, quando Mandzukic riceve sulla sinistra e imecca la discesa di Asamoah, che mette dentro una palla per l’accorrente Khedira. L’inserimento del centrocampista tedesco ha i tempi perfetti, ma il tiro viene respinto da Strakosha. Douglas Costa è lesto a mettere in rete la ribattuta.

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La prima di Douglas

È la prima firma di Douglas Costa in bianconero in una partita in cui il brasiliano, schierato a destra da Allegri, impegna spesso la difesa avversaria e sembra aver trovato la quadra tattica per giocare nella Juventus. Ancora sembra un po’ troppo confusionario nelle azioni offensive, ma il suo gioco da “scheggia impazzita” dell’attacco bianconero mette spesso in apprensione la difesa della Lazio.

Dopo il vantaggio la Juventus è padrona del campo, ancora Khedira si propone per il 2-0, ma Strakosha fa un bell’intervento. La pressione della Juve è alta e fruttuosa, Higuain riesce a ribattere il rinvio del portiere avversario a un metro dalla linea di porta, ma la palla si spegne sulla traversa. La Lazio prova a reagire, ma la difesa della Juve è attenta e lotta su ogni pallone. Bentancur è padrone del centrocampo e Matuidi offre il solito dinamismo. La Juve sembra in controllo della partita.

Doccia fredda

L’inizio del secondo tempo è terribile per i Bianconeri. La difesa della Juve si fa prendere alla sprovvista con una disposizione da dilettanti: a difesa schierata, ci sono tre giocatori della Lazio contro cinque bianconeri, ma Bentacur fa un errore grave facendosi scivolare alle spalle Luis Alberto. Palla in profondità per la sponda di Immobile che trova lo stesso Luis Alberto che passa indietro a Milinkovic-Savic il quale chiude il triangolo con Immobile. Barzagli si fa tagliare fuori da Immobile che fa un movimento rapido e si invola verso la porta. Un triangolo semplicissimo, un gol che una squadra che vuole andare avanti in Champions non può subire.

L’azione che porta al rigore del raddoppio laziale è molto simile a quella del vantaggio con la difesa della Juve ferma a subire il gioco rapido e semplice per vie centrali della Lazio. Una organizzazione di gioco che induce a porsi qualche domanda su come Allegri imposti il gioco della squadra, alla luce di come le altre squadre riescano ad essere efficaci con giocatori tecnicamente inferiori, ma con dei semplici movimenti che mettono in crisi le difese avversarie.

Attacco sterile

Dopo lo svantaggio la Juve si riversa nella metà campo avversaria, senza trovare gloria. Bernardeschi sostituisce Douglas e Sturaro entra in campo per Lichsteiner. La Juve non sfonda. Asamoah è molto attivo sulla sinistra insieme a Matiudi, ma le palle messe in messo non trovano compagni pronti, anzi sono evidenti gli errori di mira. Entra Dybala al posto di Khedira, e sembra cambiare qualcosa, ma Simone Inzaghi trova subito le contromisure e l’effetto dura poco. Higuain sbaglia una occasione colossale, Dybala mette una bella palla sul secondo palo, ma trova Bernardeschi sì in anticipo sul difensore ma poco convinto sul tocco. Poi lo stesso Dybala si mette in proprio e colpisce la base del palo con un bel tiro da fuori. Troppo poco.

Allo scadere su una palla disperatamente buttata in area dai giocatori della Juve, Bernardeschi anticipa la difesa della Lazio e subisce fallo in area. L’arbitro concede il rigore con l’aiuto del VAR e Dybala si presenta nuovamente allo scadere dagli undici metro. Il numero 10 juventino fallisce ancora una volta l’occasione, come era successo a Bergamo, e si fa parare il rigore dall’ottimo Strakosha.

La nuvola di Higuain, la leggerezza di Bernardeschi e la magia persa del numero 10

Il centravanti argentino è in un periodo nero. Vorrebbe fare tutto, ma non gli riesce niente. Impacciato nei controlli, impreciso nei passaggi, testardo nei dribbling che non gli riescono mai. Sta diventando un peso per la squadra piuttosto che un’arma in più. Anche la sfortuna ci mette del suo quando, dopo un gran pressing sul portiere avversario la ribattuta finisce sulla traversa da un metro di distanza dalla linea di porta. Si impegna, ci prova, ma è disastroso. L’occasione che fallisce per il 2-2 è sanguinosa. Non è più il killer che era negli ultimi anni e quando è in campo la squadra è più lenta e meno efficace. Probabilmente è arrivata l’ora di metterlo a sedere e riportare Mandzukic al centro dell’attacco. Una squadra come la Juve non si può permettere di aspettare un calciatore di 30 anni.

Ancora una occasione per Federico Bernardeschi, e ancora una prestazione “normale”. Gli stimoli di Allegri sono serviti a poco. L’esterno offensivo ex Fiorentina non ha ancora dimostrato di poter fare il salto di qualità e di giustificare il grande investimento fatto dalla Società per le sue prestazioni sportive. Gioca da giocatore “normale”, non è aggressivo sulla palla messa sul secondo palo da Dybala, non tenta mai una giocata fuori dagli schemi. È il più lesto di tutti in occasione del rigore subito, ma da lui ci si aspetta molto di più.

Dov’è finita la Magia del numero 10? Per la seconda volta consecutiva Dybala sbaglia un rigore decisivo allo scadere. La prima volta buttando al vento 3 punti, adesso facendo terminare l’imbattibilità casalinga della Juve che durava da più di due anni. Cosa è successo a Paulo? Si è montato la testa dopo un inizio troppo esaltante? La forma non è eccellente, questo è vero, ma gli errori gravissimi che ha fatto sono questione di testa, di personalità. La stessa personalità che i tifosi della Juventus, ancora una volta, si aspettano tiri fuori in Champions. Sarebbe ora di rispettare le promesse e fare il passaggio definitivo da grande talento a Fuoriclasse. Se non ora quando?

Sotto la lente: difesa

Buffon incolpevole sui gol subiti esplica bene la “normale amminstrazione” con l’aggiunta di una bella parata nel secondo tempo, comunque sufficiente.

Chiellini e Barzagli bene per tutta la partita, ma le due distrazioni che si concedono sono letali. È vero che in entrambi i gol la copertura del centrocampo è stata carente, ma la loro reattività è in evidente calo. Si fanno prendere in messo da pivelli. Chiellini, poi, è meglio che si dedichi alla marcatura, perché l’impostazione dell’azione non è sicuramente il suo lavoro.

Lichtsteiner si impegna e lotta come al solito. La grinta e la voglia di combattere sono la specialità della casa, ma i 34 anni suonati si fanno sentire e andare ancora su e giù per la fascia non è più semplice come una volta. Poco efficace in fase offensiva è comunque sempre puntuale in difesa. Al 73′ viene sostituito da Sturaro che dovrebbe dare più spinta, invece non dà niente e si fa notare solo per un’ammonizione al 90′.

Unica nota positiva della difesa Asamoah. Il ghanese non è un fenomento, ma almeno è sempre presente negli inserimenti e martella la fascia sinistra. Vengono dal suo sinistro l’azione del vantaggio e le uniche azioni pericolose della Juve nel secondo tempo. In fase difensiva è puntuale.

Sotto la lente: centrocampo

Un primo tempo ottimo da parte del terzetto di centrocampo. Bentancur sembra un veterano ed è davvero incredibile vedere come porta sulle spalle il centrocampo di una delle squadre più importanti del mondo a soli 20 anni. Non è incolpevole sui gol, perché si fa sfuggire alle spalle in trequartista avversario. Da un progetto di Campione come lui, però, non ci si può aspettare di più. Crescerà e sarà un Fenomeno.

Matuidi è il solito motorino inesauribile. Sta entrando sempre di più nei meccanismi di squadra e aumenta il suo apporto anche in fase offensiva. La divesa sui due gol presi non è, però, all’altezza di un giocatore della sua esperienza.

Si fa sentire il rientro di Khedira. La Juve con un centrocampo così muscolare e dinamico perde molto in fantasia, ma i suoi inserimenti sono sempre puntuali e pericolosi. Partecipa poco alla costruzione del gioco e cala alla distanza, normale per dopo il lungo stop. Al 65′ viene sostituito da Dybala. Con l’argentino in campo la Juventus gioca meglio ed è più pericolosa, complice anche la Lazio che si ritrae in difesa. Il secondo rigore decisivo sbagliato in due partite deve essere un segnale che c’è qualcosa che non va..

Sotto la lente: attacco

Segna la prima rete in maglia Bianconera e si fa vedere in qualche azione veloce sulla fascia destra. Douglas Costa fa un buon primo tempo, come tutta la squadra. Ancora troppo “estemporaneo” e poco amalgamato alla squadra, è comunque in crescita. Pecca in concretezza. Dopo il vantaggio laziale Allegri lo sostituisce con Bernardeschi. Il centrocampista toscano non incide molto sul gioco Bianconero. Ha il merito di guadagnarsi il rigore del possibile pareggio, ma ancora non riesce a dare quello che ci si aspetta da lui.

Mario Mandzukic era dato come possibile riserva a causa di qualche acciacco subito in nazionale. Le cose non vanno esattamente come previsto: Marione prende il suo, ormai consueto, posto sulla fascia sinistra e da il solito apporto di grinta, impegno, fisico e belle giocate. Cala alla distanza. Quando c’è da recuperare Allegri lo mette affianco ad Higuain al centro dell’attacco, ma non riceve palloni giocabili. La vera domanda è: non sarebbe meglio lui al centro dell’attacco al posto di un Higuain così in difficoltà?

Ancora una volta il peggiore in campo. Gonzale Higuain è impreciso, confusionario e anche sfortunato. Rallenta il gioco della squadra e non è più letale il zona gol. Sarebbe meglio che tornasse in campo quando ritroverà la forma fisica e mentale adeguata.

Sotto la lente: il Mister

Gli automatismi difensivi non sono più quelli dell’anno scorso. Colpa soprattutto di un centrocampo completamente diverso e di una difesa orfana di uno degli elementi che l’aveva caratterizzata in questi anni. Inoltre gli anni passano anche per Barzagli e Chiullini. Tutti problemi sui quali il Mister Allegri deve lavorare per ritrovare la fase difensiva magistrale dell’anno scorso. Non una impresa impossibile, ma è qui che si deve vedere la mano dell’allenatore. Inoltre in fase offensiva non ci si può affidare sempre alle capacità dei singoli, ma si deve lavorare molto di più sui movimenti senza palla. Allegri sembra a corto di idee e soluzioni.

Fino ad oggi i risultati gli hanno dato ragione, ma adesso il suo operato ritorna in discussione prepotentemente. Siamo ancora a metà ottobre e c’è tutto il tempo per migliorare. Non bisogna dimenticare l’inizio di stagione di due anni fa e i risultati degli ultimi anni obbligano a dargli fiducia. Ma la fiducia non è illimitata.

In una partita che si sapeva difficile, la Lazio porta ancora una volta la Juve ad affrontare la dura realtà: la solidità degli anni passati è un ricordo e se si vuole vincere quest’anno bisogna dare qualcosa in più in fase offensiva. Il campionato è ancora all’inizio, ma se non si cambia passo sarà difficile riperete le imprese delle stagioni passate, soprattutto in Champions. Mercoledì i Bianconeri saranno ancora di fronte ad una dura prova, che non si potrà sbagliare.

 

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