Juve, quanti errori! Qualificazione a rischio…

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Brutta partita dei Bianconeri. Dopo un inizio scoppiettante la Juve si fa rimontare due gol in casa e rimette in discussione la qualificazione. Il Tottenham gioca bene, ma troppi errori della Juve regalano un vantaggio importante agli inglesi.

Sfumature Bianconere: sembrava in discesa la strada verso la qualificazione dei Bianconeri, con la doppietta di Higuain nei primi 9 minuti. Invece dopo il doppio vantaggio, la Juve si è ritratta nella propria metà campo, incapace di reagire e in balia delle offensive inglesi. Allegri schiera una Juve diversa da quella che ci si aspettava. Ritorna al 4-2-3-1 con Buffon, Benatia e Chiellini al centro, Alex Sandro e De Sciglio sulle fasce. A centrocampo Pjanic e Khedira hanno il compito di innescare i tre trequartisti Bernardeschi, Douglas Costa e Mandzukic, dietro l’unica punta Higuain.

È proprio il Pipita, innescato da un calcio piazzato di Pjanic, che mette subito la partita nei giusti binari per la Juventus. Al terzo minuti i Bianconeri sono già in vantaggio. Il Tottenham tenta di reagire, ma dopo un’azione corale Bernardeschi anticipa Davies in area, che lo colpisce. L’arbitro decreta il rigore e Higuain firma la doppietta.

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Dopo il doppio vantaggio la Juve quasi scompare dal campo. La pressione del Tottenham è fortissima e i Bianconeri non riescono ad uscire dalla propria metà campo. Il 4-2-3-1 non funziona come dovrebbe perché chi dovrebbe compiere il ruolo di raccordo tra attacco e centrocampo, Douglas Costa, non si fa mai vedere in fase di costruzione. Il gioco del Tottenhan, schierato a specchio rispetto ai Bianconeri, è veloce e deciso. L’assenza di Dybala si fa sentire in fase di costruzione. La Joya con i suoi dribbling e la sua capacità di attirare la difesa avversaria occupando gli spazi tra le linee avrebbe avuto un grande peso.

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I londinesi muovono velocemente la palla per poi cercare la vericalizzazione rapida oppure lo sfondamento sulla fascia. La Juve, dal canto suo, si difende benissimo e non concede molte occasioni. La Juve avrebbe l’occasione per chiudere la partita in contropiede con un gioco a due tra Pjanic ed Higuain. Il centravanti argentino si trova davanti alla porta, ma la palla finisce fuori di poco dopo un driggling a rientrare sul sinistro. Un gol che di solito il Pipita non sbagliae che avrebbe messo quasi al sicuro la qualificazione.

Buffon è ottimo su Kane che colpisce di testa in area. Ma è al 35° minuto che il Tottenham riesce a sfondare. Un brutto errore di impostazione da parte di Higuain in un conropiede che poteva essere pericoloso, regala la palla agli avversari che in tre passaggi portano il loro bomber principe, Harry Kane, davanti a Buffon. Inutile l’uscita del decano dei portieri italiani, Kane lo salta e deposita in rete.Allo scadere del primo tempo si fa vedere per la prima volta Douglas Costa. Il dribbling è fulminante, salta due avversari e si lancia in area, ad Aurier non resta che atterrarlo. Higuain ha un’altra occasione per firmare la tripletta, ma la palla sbatte sulla traversa.

L’avanzata inglese e la ritirata Bianconera

Il mancato doppio svantaggio rinvigorisce i londinesi. Il Tottenham continua a macinare gioco e la Juve continua a difendersi. Ancora una volta le azioni costruite dalla squadra inglese non mettono in grande apprensione il portiere Bianconero. Al 71° minuto il Tottenham ha un’occasione per un fallo di Chiellini al limite dell’area. Il tiro di Eriksen sarebbe innocuo, ma Buffon fa un altro errore fatale fando un passo verso il palo coperto dalla barriera e non coprendo il proprio. Eriksen indirizza la palla sul palo alla destra di Buffon che, in ritardo, non riesce a respingere.

Allegri, che aveva cambiato cinque minuti prima l’evanescente Khedira con Bentacur, tenta di riequilibrare la squadra e mette in campo Sturaro al posto dell’acciaccato Mandzukic. La Juve ritrova la quadra e la partita ritorna equilibrata. Il Tottenham non risce più a rendersi pericoloso, anche perché le energie vengono meno, e la Juve ha di nuovo qualche occasione. Bernardeschi va due volte al tiro pericolosamente. Douglas Costa, tornato al suo ruolo originario di esterno, mette un paio di volte in crisi la difesa con le sue accelerazioni. La partita, però, si trascina stancamente verso la fine, senza grosse emozioni finali. Qualificazione aperta e partita che si prospetta molto problematica in Inghilterra.

Sotto la lente: la Difesa

Buffon abilissimo in un paio di occasioni nel primo tempo e incolpevole sul gol di Kane, fa un errore da principiante sul pareggio. Da più che sufficiente a mediocre basta questo.

Bene ma non benissimo la coppia centrale questa sera. Benatia è il solito baluardo, anche se si fa cogliere qualche volta in velocità dagli attaccanti avversari. Chiellini fa una buona partita lottando come sempre, ma un paio di scivolate favoriscono prima il gol di Kane e poi un contropiede pericoloso degl avversari. In impostazione spreca più che creare. Lo abbiamo visto in serate migliori.

Alex Sandro irritante per alcuni tratti. Si intestardisce in dribbling pericolosi e perde troppi palloni. Quando si proietta in fase offensiva fa qualcosa di buono, ma non si rende mai veramente pericoloso. De Sciglio è l’inuca nota veramente positiva della difesa. Rende la vita difficile a Davies e Lamela che passano dalle sue parti. Sempre ordinato e sicuro in entrambe le fasi. Se si azzardasse di più in fase offensiva sarebbe da encomio.

Sotto la lente: il Centrocampo

Allegri schiera un centrocampo a due con i soli Pjanic e Khedira. Ma mentre nelle passate edizioni di questo schieramento l’aiuto in fase di costruzione era dato da Dybala, questa volta i due di centrocampo si ritrovano senza un punto di riferimento capace di attirare le difese avversare e creare spazi con i propri dribbling. Il risultato è un gioco bloccato e sterile con la Juve che a tratti non riesce ad uscire dalla propria metà campo.

Pjanic tenta di creare ed in qualche occasione ha pure degli ottimi risultati. Ma predica nel deserto. Le distanza tra i reparti sono troppo ampie e non riesce a trovare i compagni con continuità ed efficacia. Khedira probabilmente ha bisogno di un periodo di riposo. Non da apporto a centrocampo né funge da raccordo per la fase offensiva. Anche il filtro che di solito oppone alle azioni avversarie questa sera è venuto meno. Al 66° minuto viene sostituito da Bentancur. Il giovane uruguaiano ha appena il tempo di mettersi in mostra con un recupero che innesca un contropiede pericoloso. Entrata pericolosa su un avversario, al limite del rosso.

Sotto la lente: l’Attacco.

Mandzukic decisamente fuori forma. Lotta come sempre, ma l’apporto in attacco è insufficiente. Soffre per qualche acciacco delle partite scorse e anche stasera prende qualche colpo. Esce per Sturaro a 15 minuti dalla fine. Con il centrocampista sanremese la Juve comincia ad evere un po’ più di equilibrio e distribuzione degli spazi. Soffre meno a centrocampo e ritorna a costruire qualcosa. Il merito non è certo tutto suo, ma del nuovo assetto, lui effettivamente si vede pochissimo.

Douglas Costa sembra un pesce fuor d’acqua nel ruolo di trequartista dietro la punta. Probabilmente per demeriti non suoi, visto che non è quello il suo ruolo. Il suo ruolo è giostrare sulla fascia infatti quando parte da sinistra, sul finire del primo tempo, fulmina la difesa avversaria e si guadagna il rigore fallito da Higuain. Nella ripresa scompare di nuovo fino al cambio di modulo. Nel 4-3-3, largo sulla fascia, riprende ad essere pericoloso, ma è troppo tardi e adesso la qualificazione è a rischio. Sul finire cede il posto ad Asamoah per una manciata di minuti.

Bernardeschi conferma una certezza: quando scende in campo in un modo o nell’altro lascia il segno. L’esterno italiano coglie ancora una volta l’occasione di mettersi in mostra. Il lavoro sulla fascia è impeccabile. Corre come un matto e da una grossa mano a De Sciglio su Lamela e Davies. Va unpaio di volte al tiro in modo pericoloso.

Higuain croce e delizia. Mette a segno una doppietta che avrebbe dovuto spianare la strada alla qualificazione. Poi si perde un po’ tra alti e bassi. Bei dribbling, brutte palle perse. A volte sembra che esageri e si intestardisca invece di far salire la squadra. Sbaglia un gol che non è da lui che avrebbe potuto chiudere i conti, e fallisce il rigore che avrebbe tagliato le gambe al Tottenham. Nonostante la doppietta, se la qualifcazione è ancora aperta è in parte colpa sua.

Sotto la lente: l’Allenatore

Questa volta Allegri mette in campo una formazione sbagliata. La partenza è fortunata, ma con l’andare avanti della partita il Tottenham prende il sopravvento e la Juve rimane schiacciata. Il gioco degli Spurs è rapido e incisivo, quello della Juve nullo. Il problema maggiore è in fase di ripartenza quando i due centrocampisti non trovano un riferimento tra le linee per saltare la pressione avversaria. Douglas Costa non è Dybala. Il brasialiano ha caratteristiche molto diverse dalla Joya e non riesce a dare man forte al centrocampo. Insiste con il modulo iniziale fino ad un quarto d’ora dal termine, quando rinforza il centrocampo con Sturaro al posto di Mandzukic.

Troppi giocatori fuori forma (Mandzukic, Alex Sandro, Khedira) e un Douglas Costa completamente fuori ruolo, non aiutano a fare una buona prestazione in vista della qualificazione. Per la gare di ritorno deve inventarsi qualcosa di diverso per battere questo Tottenham, o forse basterà recuperare i giocatori giusti.

Un gara dalle tante sfaccettature. Una partita che sembrava aver spianato la strada verso la qualidicazione ai quarti di finale, ma che si è complicata. Troppi errori, troppe situazioni che si sarebbero potute tranquillamente evitare per andare a Londra a giocarsi la qualificazione con ben altre speranze. Comunque il discorso qualificazione è ancora assolutamente aperto, anche se a Londra, per quello che si è visto questa sera, servirà una prestazione ben diversa.

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