Juve, riecco il tuo numero Dieci

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Paulo Dybala ritorna al gol e lo fa con una doppietta che consegna i tre punti alla Juve. In una partita che sembrava facile, ma non lo è stata, due lampi dell’argentino consentono ai Bianconeri di portare a casa il bottino pieno da Verona.

Sfumanture Bianconere: doveva essere una partita scontata. Non lo è stata affatto. Stava per rimanere sullo stomaco il panettone di fine anno alla Juve. Eppure dopo il vantaggio di Matuidi e la reazione abbastanza controllabile degli scaligeri, la partita sembrava essersi messa sul giusto binario.

Una partita che Paulo, alla sua prima da titolare dopo tre panchine consecutive in Campionato, intervallate dai 90 minuti in Coppa Italia, in cui aveva realizzato un gol e un assist, non aveva cominciato nel migliore dei modi. Come nell’ultimo periodo di appannamento, a numero dieci bianconero non riuscivano quelle giocate che fino a qualche settimana fa gli erano naturali. Sembrava ancora dentro quella crisi, tra campo e fuori, che non gli permetteva di esprimersi al meglio. Costretto anche, a causa del modulo tattico con 3 centrocampisti, a muoversi da esterno d’attacco di destra, ruolo che può coprire ma nel quale non si trova a perfetto agio.

Inizio senza il botto

Il primo gol della Juve nasce comunque da un recupero di Dybala che toglie la palla al difensore e innesca il contropiede confezionato da Khedira ed Higuain, la cui bomba si spegne sul palo e sul rimbalzo della quale è prontissimo ad insaccare Matuidi, ormai dinamo imprescindibile del centrocampo bianconero.

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Il pareggio di Caceres al 59′ minuto è come una doccia gelata. Il solito gol dell’ex, sempre ben voluto dai tifosi Bianconeri, che accade in un momento in cui la Juve cercava di leggittimare la superiorità in campo con il raddoppio. Una Juve che si ritrovava, in quel momento, a rischiare di farsi staccare all’ultima curva del girone d’andata dal Napoli che aveva messo a segno i la vittoria a Crotone. Un momento, quindi, in cui la pressione era abbastanza alta sulla squadra Bianconera.

Il ritorno della Magia del numero Dieci

Ma proprio in questo momento, come le più bella storie d’amore, quando la Signora è in difficoltà arriva il suo cavaliere a salvarla. Al 72′ Paulo tenta un dribbilng che non gli riesce. La palla finisce tra i piedi di Alex Sandro che serve Khedira a qualche metro dall’area di rigore. L’imbucata del centrocampista tedesco è perfetta per l’accorrente Lichtsteiner che riesce a mettere la palla in mezzo prima che Caceres gli frani addosso. Dybala è al posto giusto nel momento giusto e questa volta la fortuna decide di assisterlo: piatto destro di prima intenzione e palla che passa tra difensori, compagni e portiere avversario e si spegne dentro la rete.

L’esultanza è una liberazione: Paulo corre verso lo spicchio di curva occupato dai tifoso Bianconeri e dopo aver fatto il suo ormai classico gesto della maschera mostra al pubblico il proprio numero di maglia. Un gesto che ha un chiaro significato: “il numero Dieci della Juve sono io, e sono tornato”.

Quello che succede sei minuti più tardi è ancora più magico. Paulo addomestica una palla, in posizione di trequarti offensiva, lanciata da Chiellini, si infila in mezzo a cinque avversari, protegge palla e ancora di destro trafigge il portiere avversario. Un gol ancora più significativo del precedente. Se il primo era il gol della liberazione, nato un po’ per opportunismo e un po’ per bravura, questo è un lampo di classe pura. Un gol come quelli che ci si aspetta da Paulo, misto di tecnica, forza e tempismo. Un gol che regala alla Vecchia Signora la tranquillità di aver conquistato i tre punti e di chiudere l’anno in bellezza.

Di nuovo in marcia

Con la doppietta di Verona Dybala raggiunge quota 17 gol in 26 partite. La prima doppietta realizzata con due gol di destro. Davvero una rarità per il campione argentino che ha, almeno fino alla partita di Verona, nella scarsa pericolosità col piede destro uno dei suoi punti deboli. Gol che potevano essere tre se il portiere Nicolas non fosse stato molto bravo a sventare una pericolosa punizione nel finale.

Rimanendo alla sola Serie A, Paulo ha realizzato 14 gol in 18 partite. Ben un gol ogni poco meno di 89 minuti giocati. Una media gol incredibile, se si pensa che il Gioiello di Laguna Larga non fa di professione il centravanti, anzi gioca solitamente sulla trequarti o da punta esterna. A ciò si aggiunga il fatto che il bottino poteva essere maggiore se non avesse fallito due rigori (decisivi) con Atalanta e Lazio.

Un bilancio a cui si deve aggiungere la doppietta siglata nella sconfitta in Supercoppa e il gol nell’unica apparizione stagionale in Coppa Italia. Tutto ciò condito da 4 assist.

Una questione di testa

Ad abbassare la media il rendimento in Champions League. Togliendo la serata magica di Torino contro il Barcelona, Paulo non ha mai avuto una gran sintonia con l’Europa: zero gol in sei partite quest’anno.

La questione, come nel periodo di calo in campionato che sembra passato, non è tecnica, tattica o fisica, ma soprattutto psicologica. Paulo deve scrollarsi di dosso la pressione di dover dimostrare a tutti i costi di essere all’altezza dei grandi d’Europa e deve giocare come sa. Solo se recupera la tranquillità e fa le cose semplici che gli vengono meglio può esprimere tutto il suo potenziale. Inutile cercare di inseguire Messi e Ronaldo, che sono realisticamente irraggiungibili.

Dybala deve ritrovare se stesso e non essere ossessionato dalla corsa al Pallone d’Oro. Tenendo sempre presente che le vittorie personali passano per le vittorie di squadra. Sperando in un 2018 che si apra come si è chiuso il 2017: con il nostro Campione che mostra orgoglioso la sua numero Dieci.

Compagno di tango

In una serata dedicata con merito a Dybala, non si può comunque lasciare in secondo piano la prestazione di Higuain. Il centravanti argentino ha preso sempre più il ruolo di condottiero della squadra. Nonostante non abbia fatto gol contro il Verona, la sua partita è stata comunque di spessore. Il modo in cui pressa gli avversari e incita i compagni, mettendosi sempre a disposizione della squadra, dimostra come il suo ruolo non sia più soltanto quello del finalizzatore, ma che si sia evoluto in vero leader.

Un passo avanti nella carriera di un campione che aveva dimostrato tanto, ma che sta ancora crescendo dal punto sportivo e personale. Durante la partita il bomber argentino ha sfiorato comunque più volte il gol, essendo sempre presente come terminale offensivo della squadra. Un Higuain forse meno prolifico degli altri anni, anche se è pur sempre a quota 12 gol stagionali, di cui 9 in Campionato, ma più completo e quindi più utlile alla squadra. E spesso decisivo nelle partite importanti.

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