Juve: Servono vittorie di forza, cuore e carattere

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La Juve esce vittoriosa dalla Dacia Arena con un perentorio punteggio di 2-6. Partita più difficile di quanto possa sembrare, i Bianconeri di Torino tirano fuori finalmente il carattere e ribaltano lo svantaggio vincendo con l’uomo in meno.

La Juve si presenta alla Dacia Arena nel posticipo delle 18:00 con la solita formazione. Non ci sono nuovi acquisti nell’unidici iniziale, ma trova finalmente posto Rugani accanto a Chiellini. A centrocampo, complice anche il forfait di Matuidi, si rivede la coppia titolare della scorsa stagione: Khedira e Pjanic. In avanti dietro ad Higuain, Cuadrado, Dybala e Mandzukic.

L’ex punto di forza

La difesa tradisce ancora. Quello che negli anni scorsi era il punto di forza della Juve adesso ne sembra il punto debole. Il primo gol scaturisce da un doppio errore di Rugani. Proprio l’eterna promessa della difesa bianconera sbaglia prima l’impostazione e poi la chiusura lasciando Chiellini a tu per tu con Perica lanciato a rete. L’attaccante croato salta Chiellini e trafigge Buffon.

Primo tempo in vantaggio

Dopo il gol subito la Juve non si abbatte e lentamente guadagna campo. Il gol del pareggio è fortunoso. Sul calcio d’angolo battuto il difensore dei friulani Samir, pressato da Khedira, fa un gran gol…nella sua porta..la Juve non arretra, l’Udinese non è pericolosa e la Juve passa ancora. Finalmente una bella azione della Juventus, come non si vedeva da tempo: scabio stretto e rapido a centrocampo, bella apertura sulla destra e cross di Cuadrado che trova Khedira sul secondo palo.

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Dopo il vantaggio avviene il caso della partita. Su un contatto in area Mandzukic, lanciato a rete cade. Il difensore dell’Udinese reagisce a muso duro e l’arbitro ammonisce entrambi i calciatori. A questo punto Mandzukic protesta rivolgendo insulti all’arbitro, che estrae il secondo giallo e quindi il rosso. Da un possibile rigore a favore all’infeiorità numerica in una sola azione. La VAR in questo caso non si fa sentire, nonostante sembri che quei contatti minimi come quello subito da Mario dovessero essere giudicati rigori…mistero.

L’Udinese prende coraggio e si rende pericolosa, ma Buffon (il miglior portiere del Mondo della scorsa stagione, a 39 anni!) si fa trovare pronto. Il primo tempo finisce 1-2.

L’orgoglio dei leoni feriti

All’inizio del secondo tempo passa ancora l’Udinese. La posizione è in sospetto fuorigioco ma il VAR (che nel frattempo si è svegliato, ma non troppo) dice il gol è buono. I dubbi restano.

A questo punto viene fuori il carattere della Juve: prima Rugani si riscatta firmando il nuovo vantaggio, poi Khedira segna altri due gol e Pjanic firma il 6-2 sul finale. Una Juve che dimostra forza e carattere e che chiude con una vittoria dal punteggio tennistico una partita che nella realtà è stata molto più difficile di quanto sembri.

La trasparenza del numero 10, il bomber e il panzer

Una partita, quella di Dybala, ben lontana da quanto eravamo abituati a vedere dal fantasista argentino. Paulo si estranea spesso dalla partita, è poco efficace il avanti e non prende la squadra per mano come nelle prime partite. Sembra che la Champions e la nazionale, che dovevano esaltarlo, lo abbiano depresso. Il problema è psicologico più che fisico o tecnico: Dybala deve dimostrare il carattere e la personalità quando le partite sono decisive. Ha la possibilità di farlo, è il momento di passare da promessa a campione.

Difficile giudicare la partita di Higuain. Il centravanti argentico corre e si sacrifica per la squadra, ma è sempre troppo impreciso e poco presente in zona gol. Troppi errori di misura, troppi passaggi sbagliati, troppi duelli persi. Gonzalo non è il bomber che conosciamo, ma la condizione sta crescendo. La Juve ha bisogno di lui.

Si vede poco in fase di costruzione, non è un fattore decisivo in copertura, non mette palle invitanti per i compagni, ma è coinvolto nell’azione del primo gol, e segna una tripletta. Siamo sicuri che non sia Khedira il centravanti della Juventus? Il centrocampista tedesco non è mai stato un calciatore che si sia fatto notare per le giocate spettacolari o le grandi qualità tecniche, ma è tremendamente concreto. Forse la sua assenza si è sentita poco, ma la sua presenza si sente, eccome.

 

Una Juve che vince una partita che si stava mettendo su un brutto binario, ritrovando la grinta e il carattere che nelle scorse stagioni l’hanno portata per due volte all’ultimo atto del torneo più ambito. Una vittoria che però non cancella i soliti problemi di inizio stagione: tanti aspetti sui quali i Bianconeri devono ancora migliorare se vogliono puntare in alto.

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