Juventinità e antijuventinità: il gesto di Sarri e la forza Juve

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Antijuventinità come non mai in questa settimana. Da dove deriva questo accanimento contro la Juve? Dal presente o dal passato?

Antijuventinità: un sentimento radicato e profondo

Essere antijuventino è ormai non solo un marchio di tutti gli italiani, ma un pregio. Che squadra tifi? Tutte tranne la Juve. Così, quando KK Koulibaly domenica sera s’è alzato di 2,48 per superare Benatia e infilzare Buffon, più o meno è lecito immaginare non solo Napoli, ma tutta Italia gioire come se fosse il goal della propria squadra. Io stesso l’ho fatto e non me ne vergogno. Innanzitutto perché, così facendo, il campionato resta ancora un attimo aperto e ci lascia un po’ di orizzonte d’attesa. Secondariamente, perché veder la Juve perdere è ormai la goduria di quei tifosi che non hanno altro da chiedere alla propria stagione calcistica, se non questo. Si dicono frustrati.

Così, non fosse bastata la poca vicinanza al dramma juventino della Champions, svanita per 30′ finali, domenica s’è aggiunta una casella in più che possa far gioire, ironicamente, i tifosi avversari.

Quindi cara Napoli sabato a San Siro avrai non solo gli interisti, ma anche i milanisti e tutti gli italiani speranzosi quanto te che la Juve scivoli ancora un po’.

L’antijuventinità è insomma un sentimento ormai radicato e diffuso ovunque. Nonostante sia passata calciopoli, sebbene siamo nel calcio della VAR, nonostante si debba ai grandi successi internazionali della Juve la quarta posizione Champions riacquisita dopo anni di sofferenze.

Antijuventinità: ma dove deriva? 

Calciopoli, si diceva. E da calciopoli tutto ha preso inizio. La Juve, che ha involontariamente o meno ha falsato quel famoso anno, per la quale poi i suoi dirigenti sono stati accusati, è sempre associata a quella maxi-truffa. Ormai poverina ha un’etichetta impressa nel sangue. Tanto è vero che sui social la chiamano più Rubentus che Vecchia Signora. Certo che andare a tifare contro una squadra italiana in finale di coppa per due anni, da una parte è folclore da tifoso, dall’altra pura scemenza.

Così ho cercato di capire se l’antijuventinità derivi da qualcosa di diverso, di più stuzzicante e di più attraente.

Sicuramente, in parte deriva da alcune scelte scellerate degli arbitri in passato che hanno danneggiato la correttezza del campionato. Penso ad esempio al celebre goal-no-goal di Muntari in Milan-Juve del 2012. Certo, non si può non obiettare che se Allegri avesse vinto contro la Fiorentina in casa quell’anno, a quest’ora quella rete non incideva così tanto nell’animo rossonero. Di episodi simili, più o meno recenti, ce ne sono a bizzeffe.

La sudditanza psicologica, il timore reverenziale, i dubbi che riguardano gli arbitri durante le partite della Juventus risalgono a secoli fa….

L’antijuventinità, a mio modesto parere, deriva da un’altra situazione. Domenica sera ho avuto l’occasione di vedere in diretta su Juve Channel Juve- Napoli. Quindi ho visto la sfida commentata da un telecronista tifoso, di cui non sembra necessario riportare il nome. Ecco, durante quella telecronaca ho percepito da dove deriva l’antijuventinità. Qualcuno penserà, strano. Dovrebbe essere l’opposto. E invece no. E’ proprio in quello che è stato detto (calcisticamente pertinente in buona parte) che ho capito cos’è l’universo Juve.

Il telecronista ha evidenziato durante la telecronaca della sfida due ammonizioni in un’azione contro la Juve; ha contato quanti cartellini gialli non siano stati dati al Napoli; ha evidenziato falli e non falli a favore. Ora tutto questo ci sta in una cronaca di parte. Lo fanno Suma, Pellegatti, Auriemma, Zampa ecc…

Solo che non ha mai evidenziato, se non appena appena, quanto è stato incantevole il palleggio del Napoli. La palla si spostava da una parte all’altra del campo ed era alimentato da serrati passaggi volti a cercare lo spazio centrale per colpire. Se la Juve non avesse avuto un Benatia in super spolvero, probabilmente la partita si sarebbe chiusa ancora prima del 90′. Certo, uno juventino potrebbe rispondermi così: se Chiellini non si fosse fatto male all’inizio, chissà se il Napoli vinceva alla fine. Ma con i SE e i MA non si fanno commenti, solo ipotesi.

Allora ho percepito minuto dopo minuto che il rapporto su cui era impostata la telecronaca era NOI (Mondo Juve) e LORO (il resto d’Italia). Un continuo confronto serrato basato su decisioni arbitrali e singoli episodi. Di vero e proprio calcio non se n’è quasi mai parlato.

E’ probabile a questo punto che la juventinità, quale complesso emotivo unito, coriaceo e assemblato, è la vera forza di questa squadra. Ulteriore prova arriva dalla recente o ormai virale polemica Buffon/arbitro di Real-Juve. Una di quelle storie che sembra destinata a mutare verticalmente il significato della parola sensibile nella nostra lingua. In Juve- Samp i tifosi bianconceri hanno applaudito il loro beniamino proprio come segno di solidarietà e simpatia post Champions.

Ed altrettanto si potrebbero riprendere tutte le dichiarazioni incoerenti o bizzarre o fastidiose dai dirigenti Juve durante l’anno…Ma si andrebbe a creare un dibattito immenso oltre lo spazio di questo pezzo.

Juventinità o antisportività? 

A questo punto direi che non ci siamo proprio. Le dichiarazioni di Buffon sono nate da un momento a caldo, collegato a una partita dove la Juve meritava le sue possibilità di giocarsi il passaggio alla semifinale. Frasi di rabbia. Sconcerto immediato. Chiaramente da non prendere come nuova etichetta di pregio sul proprio petto. Un arbitro può influenzare una partita e può farlo anche negli ultimi trenta secondi. Ma sportivamente, vista la regolarità della chiamata dell’arbitro, la cosa con il tempo va accettata.

Dobbiamo dedurre che essere juventini vuol dire essere antisportivi? Decisamente no, perché in Juve – Real 0-3 il gesto inverosimile di CR7 ha ricevuto gli onori da tutto lo stadio.

Forse essere juventini è essere parte di un’unica famiglia compatta e fin ad oggi vincente: squadra, allenatore, dirigenza, tifosi. E’ questa condivisione la forza di questa squadra. E questo assemblaggio è rinato dopo lo smacco di Calciopoli. Noi siamo la Juve, vittime o carnefici – voi siete gli altri, carnefici o vittime.

Antijuventinità: la grande forza della Juve

Questo confronto, oggi, dopo Juve-Napoli si fa ancora più acceso sui social network e nei bar. Paradossalmente può essere che da questa enorme massa di gufi ne esca fuori una Juve talmente rafforzata da vincere lo scudetto pur con due trasferte insidiose nel proprio calendario. Potrebbe accadere che la somma degli sfottò napoletani e di tutta Italia diventi un’arma a doppio taglio che illude la seconda in classifica e rafforzi la prima. Come nell’antica Roma: quanto più si restava abbracciati attorno ai valori della res pubblica tanto più si respingevano gli avversari. Quanto più siamo antipatici e ci poniamo come scudo a difesa della nostra squadra, tanto più vinciamo. E’ questa la mentalità che coalizza il mondo juventino ed è questa la ricetta dei successi bianconeri in questi anni.

Certo povera Juve se dovesse riuscire a vincere anche questo scudetto, l’antipatia sarebbe triplicata, visto che l’antijuventinità è ormai un mistero anzi no un sentimento tutto italiano.

Antijuventinità sì, antiromanità no? 

Guarda caso stasera a favore della Roma ci sarà un tifo scatenato. Tranne quello laziale ovviamente. Non perché la Roma sia simpatica a tutti, nè perché torna in semifinale dopo 28 anni d’attesa, ma perché non è la Juve. Basta questo a giustificare il tutto.

Perché allora la Juve è sempre gufata?

Perché vince sempre? Non credo. Perché ruba? Sono chiacchiere da bar. Perché è antipatica? Fuoco, fuocherello…

Perché l’esuberanza  e la tracottanza da una parte (non gradite al costume italiano) e il vittimismo dall’altra sono le due parole chiave nel confronto noi/il resto di Italia. Un confronto nel quale finora i gufi hanno sempre perso. Un mistero questo odio verso la Juve, che si tramuta anche in becera maleducazione oltre che simpatica rivalsa.

Alla fine di tutto questo ragionamento, la domanda da porsi è: il gesto di Sarri ai tifosi juventini (da condannare per costume civile) è antisportivo o un gesto che platealmente tutti i tifosi d’Italia sognavano da anni?

Alla fine del campionato la sentenza finale: riuscirà la potente famiglia a vincere il settimo scudetto o si arrenderà alle gufate altrui?

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