Juventus, festa di compleanno con brividi

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La Juventus riesce nell’impresa di andare in svantaggio in casa contro il fanalino di coda Benevento, rovinando la festa per i 120 anni del Club. Nel secondo tempo ribalta il risultato e porta a casa la vittoria.

Non era facile riuscire ad avere difficoltà in una partita che sembrava già scritta. Il neopromosso Benevento, fanalino di coda della Serie A con zero punti, si presentava all’Allianz Stadium con poche pretese. Per la Juventus doveva essere poco più di un allenamento, invece i difosi hanno avuto più di un brivido.

Allegri punta sulle ali con Cuadrado a destra e Douglas Costa a sinistra, dietro il rinato Higuain giostra un Dybala in calo di forma. A centrocampo Marchisio ritrova il posto da titolare, assieme a lui rientra dopo l’infortunio nell’unidici titolare anche Matuidi. In difesa, davanti a Szczesny, i centrali sono Rugani e Chiellini e sulle fasce giostrano Alex Sandro e De Sciglio.

Il Benevento di De Zerbi si schiera con un ottimo 4-4-2 molto ordinato in fase difensiva. Il tecnico della squadra campana non ha intenzione di fare la vittima sacrificale e si presenta a Torino per giocare le proprie carte.

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Inizio shock da parte di un’irriconoscibile Juventus

La prima parte della partita sembra seguire il canovaccio che tutti si aspettano. La squadra di casa fa la partita e mette sotto pressione gli ospiti. Il Benevento chiude bene gli spazi e tenta qualche timido contropiede. Douglas Costa sembra in giornata di grazia e ubriaca un paio di volte la difesa avversaria provocando un palo e una traversa.

Al 19′ minuto succede quello che nessuno si aspetta: lancio in profondità, colpo di testa di Rugani verso il centro sinistra, Alex Sandro arriva in ritardo (almeno così sostiene l’arbitro, in realtà non sembra per niente fallo) e commette fallo. Szczensy posiziona la barriera in modo strano, coprendo il secondo palo anziché il primo, e Ciciretti batte di sinistro e, aggirando la barriera, centra l’angolo in basso alla destra del portiere che rimane immobile.

Troppi errori da parte della Juventus

Dopo il vantaggio il Benevento sparisce dalla metà campo bianconera. La Juventus gioca ad un ritmo non altissimo ma crea molte occasioni da gol. Ci provano tre volte Cuadrado, due volte Dybala e Higuain, tutti dall’interno dell’area di rigore, un paio di volte Dybala su punizione, poi ancora Douglas Costa su punizione, ma la porta di Brignoli sembra stregata.

Lo spartito non cambia nella ripresa. Higuain ci prova su punizione, ma la palla va alta. La Juventus sembra sempre vicina al pareggio, ma non riesce a dare il colpo finale alle azioni e il Benevento si salva sempre.

Due stoccate vincenti della solita Juventus

Al 57′ minuto finalmente la Juventus passa: sovrapposizione di De Sciglio che viene servito in profondità da Cuadrado, bel cross sul secondo palo che pesca Matuidi che fa da torre per Higuain. La girata al volto del centravanti dal cuore dell’are di rigore è perfetta  e la palla finisce alle spalle di Brigoli.

Dopo il pari c’è ancora tempo per un paio di occasioni fallite in collaborazione tra Cuadrado e Higuain, prima del vantaggio. Sul cross di Alex Sandro, Cuadrado si fa trovare pronto ed all’ennesimo tentativo riesce a mettere alle spalle del portiere con un bel tuffo di testa.

La reazione del Benevento è tutta in un tiro da fuori pericoloso di Cataldi che si spegne sul fondo. C’è ancora tempo per un altro tiro della Juventus con il nuovo entrato Bentancur servito da Higuain, messo fuori da Brignoli.

Facciamo i conti a questa Juventus

La Juventus porta a casa tre punti tra i mugugni di alcuni tifosi che si aspettavano un altro tipo di partita. Molti tifosi, però, dovrebbero guardare anche al di là della posizione di classifica. Il Benevento dopo essere passato con l’unico tiro in porta della partita, su punizione conquistata con un’azione di gioco di certo non ben costruita, si mette con dieci undicesimi dietro la linea della palla. In realtà è la Juventus a dominare l’intera partita, come è giusto che sia vista la differenza di classifica e di rose.

Se si guardano le statistiche il confronto è imbarazzante. È chiaro che il dominio della Juve è stato schiacciante, basti considerare due parametri abbastanza semplici: tiri totali 19-2 (di cui 10-1 nello specchio)  e possesso palla 70% a 30%. I tifosi si aspettavano una vittoria roboante, ma forse se la partita non è finita con un punteggio tennistico è stata solo fortuna per i campani.

È pur vero che la squdra di Allegri non ha ancora un gioco ben definito. I movimenti senza palla sono pochi e poco efficaci e le partite si vincono si, ma solo per manifesta superiorità di una rosa sempre molto superiore rispetto alle altre di serie A. Il gioco della Juve si limita a spostare la palla da un lato all’altro del campo alla ricerca di un’imbucata e una giocata. I fatti danno ragione ad Allegri perchè i risultati arrivano e la squadra si ritroca ad un punto dalla capolista, ma fare qualcosa in più non sarebbe male, soprattuto in vista di confronti più duri in Europa.

El desaparecido, la spina nel fianco e il campione ritrovato.

Una Juventus che con qualche difficoltà di troppo porta a casa i tre punti e festaggia nel migliore dei modi il compleanno. Pur non entusiasmando mai i tifosi, sotto l’occhio della critica e con qualche giocatore fuori forma, la Vecchia Signora sale al secondo posto, ad un punto dalla capolista Napoli. Ricordando i due rigori falliti da Dybala a tempo scaduto che avrebbero dato quattro punti di più in classifica, se i partenopei sono fenomeni, i Bianconeri che sono?

 

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