Juventus penosa. Il Napoli espugna lo Stadium

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Partita vergognosa dei bianconeri che rinunciano completamente a giocare regalando il campo agli ospiti. Juventus non pervenuta in campo. Il Napoli vince con merito. Campionato riaperto.

Sfumature Bianconere: nella partita più importante del Campionato, la peggiore Juventus della stagione. Una squadra che è scesa mai in campo. Abandonata dall’inizio alla fine al gioco den Napoli. Zero idee, zero ritmo, zero intensità. Nessuna occasione da gol creata se non un palo su calcio di punizione. Troppo poco se si vuole vincere su una squadra che è scesa in campo con la fame e la volgia di chi vuole giocarsi tutte le sue carte. Una partita in cui, come spesso è accaduto in questa stagione, la Juventusha fatto calcoli, ha scelto il male minore, giocando per il pareggio, e alla fine ha pagato. Non si può rinunciare completamente a giocare e lasciare il campo agli avversari, perché, con avversari di livello, prima o poi il pericolo arriva, e basta una disattenzione per rovinare una stagione.

Il gol al novantesimo di Koulibaly è la giusta punizione per una Juve che crede di poter vincere con la sola superiorità tecnica. Una Juve che si specchia su se stessa credendo che la vittoria gli sia dovuta, invece non è mai così. La vittoria te la devi meritare, te la devi sudare sul campo, il Napoli l’ha fatto, ci ha creduto fino all’ultimo istante ed ha portato a casa meritatamente i tre punti. Una Juventus che non è stata capace di imparare dai propri errori. Come contro il Real Madrid, rinunciando a giocare, ha preso gol all’ultimo minuto, così con il Napoli, quando la partita sembrava volgere verso un pareggio che avrebbe mantenuto le distanze eipotecato lo Scudetto, ha preso il gol che ha riaperto i giochi.

Il fantasma del numero Dieci

Che fine ha fatto il fenomenale Paulo Dybala? Che fine ha fatto il “fenomeno” che incantava il pubblico juventino e terrorizzava le difese avversarie?  E soprattutto: c’è mai stato o è stata solo un’illusione? A guardare i numeri la stagione di Paulo Dybala sarebbe ottima, ma non sempre i numeri dicono la verità. I 21 gol in campionato sono frutto di molte troplette contro squadre mediocri e solo pochi gol quando la partita contava davvero. Un Dybala che quando la partita conta, gli avversari salgono di livello e la tensione diventa pesante, scompare dal campo. Non è la prima volta che accade, ed è accaduto ancora più spesso in Chapions League.

Allora la vera domanda è: Dybala è davvero un Campione? Merita davvero la maglia nuero Dieci che fu di Artisti del Calcio e Palloni d’Oro? I veri campioni si vedono quando gli spazi si stringono, la tensione sale e la posta in palio è alta. Paulo non è più un ragazzino, ormai ha 24 anni e a questo punto della carriera non dovrebbe essere più una promessa, ma dovrebbe cominciare a mantenerle queste promesse. Ha voluto un ingaggio top e gli è stato dato, ha voluto la malgia più importante e gli è stata data, ha voluto essere al centro della scena e gli è stato concesso, adesso i privilegi sono finiti.

Se vuole essere trattato da top player si comporti come tale e sia decisivo quando la partita conta. Se ha la testa altrove, che si trovi un’altra strada, la Juventus c’era prima di lui e continuerà ad esserci dopo di lui. Uno così in campo, e vale sia per lui che per Alex Sandro, meglio darlo via che tenerlo e con i soldi delle cessioni rinforzare la squadra. I giocatori passano, la Juventus rimane.

C’è poco da stare Allegri

Ancora una partita con una Juventus rinunciataria. Una partita in cui la juve non è stata in grado di costruire un minimo di gioco. Una sconfitta nei minuti finali dovuta alla completa rinuncia alla fase offensiva, cedendo il passo all’avversario. Allegri in questi anni si è dimostrato un grande tecnico, ma non ha imparato niente dai propri errori. Non ha imparato che quando si rinuncia a giocare e si cede il campo all’avversario  prima o poi il gol si subisce. È succeso contro il Bayern Monaco due anni fa, è successo in finale contro il Real l’anno scorso ed è successo contro il Real quest’anno.

Proprio contro il Real Madrid questa squadra ha dimostrato di potersela giocare contro tutti. Ha messo sotto il Campioni del Mondo per 3-0 nella sul loro campo. Peccato poi si sia ritratta subendo la rimonta. Gli uomini ch ecompongono questa squadra si sono dimostrati capaci di grandi imprese, ma arriva un momento in cui si devono lasciare da parte calcoli e logica e si deve dare il tutto per tutto, rischiando. Allegri non ha mai fatto questa evoluzione, non ha mai avuto questo coraggio. Lo stesso coraggio, ad esempio, che ebbe Lippi in semifinale contro la Germani a nel 2006, e che gli spalancò le porte della Finale.

A volte è il coraggio che distingue un Grande Allenatore da un buon allenatore, il saper rischiare al momento giusto e facendo capire alla squadra e agli avversari che non si molla un millimetro. La sensazione è che Allegri abbia dato tutto ciò che poteva alla Juventuse che non sia in grado di arrivare ad un livello superiore e probabilmente p arrivato il momento che le strade si dividano.

Primi ma non troppo

Dopo la sfida contro il Napoli la Juventus rimane prima in classifica, ma con un solo punto di vantaggio sui Partenopei. Il calendario non promette bene, con le trasferte di Milano contro l’Inter e di Roma contro i Giallorossi. Di contro il Napoli avrà nelle prossime partie la Fiorentina fuori casa, ospiterà il Torino, poi andrà a Genova per affrontare la Sampdoria e chiuderà in casa contro il Crotone. Dopo la trasferta di Milano la Juventus affronterà il Bologna allo Stadium, per poi andare a Roma e chiudere in casa contro il Verona, con la Finale di Coppa Italia quattro gioni prima dell’incontro contro la squadra di Di Francesco.

Quindi una Juventus che rimane in vantaggio di un punto sul Napoli, ma che ha un calendario tutt’altro che agevole. Il Napoli ha la potenzialità di fare bottino pieno. Anche la Juve, sula carta, avrebbe la capacità di vincerle tutte, ma le ultime prestazioni lasciano molti dubbi in proposito.

Sotto la lente: la Difesa

Gigi Buffon raramente impegnato in questa partita. L’unica parata difficle su un tiro ravvicinato di Callejon, poi segnalato in fuorigioco, per il resto ordinaria amministrazione e molte arrabbiature. Sul gol non poteva fare molto.

Howedes parte da terzino destro, ma l’infortunio di Chiellini lo costringe a tornare al centro. Fa una buona partita, con qualche svariore di troppo. Per Giorgio Chiellini partita sfortunata. si infortuna nelle battute iniziali e viene sstituito da Lichtsteiner, la sua mancanza si sentirà durante la partita. Benatia fa una buon incontro fino alla dormita colossale sul gol, con Koulibaly che gli salta addosso indisturbato. Distrazione fatale.

Lichtsteiner risponde come sempre presente quando viene buttato in campo. La sua prova non è memorabile e non si stacca mai dalla difesa, ma lameno tiene bene la posizione. Asamoah è l’unico difensore che almeno tenta di farsi vedere in fase offensiva. Difensivamente sempre presente, non è un fenomeno, ma tra quelli in campo è uno dei pochi a dare tutto.

Sotto la lente: il Centrocampo

Il reparto più sotto tono della squadra. Lento, senza idee, senza ritmo, senza velocità. Pjanic, Khedira e Matuidi guardano bene la posizione, ma producono poco, in balìa del gioco avversario. Quando il centrocampo non costruisce per il resto della squadra è impossibile creare qualcosa.

Sotto la lente: l’Attacco

Dybala inguardabile. Un fantasma in campo. La sua partita è completamente inutile. Viene sostituito alla fine del primo tempo, probabilmente per disperazione. Cuadrado entra al posto di Dybala, ma non incide come al solito. Piuttosto sembra svogliato dalle continue esclusioni. Douglas Costa, come spesso accade ultimamente, è l’unico a meritare la maglia che indossa. L’ex Bayern è una spina nel fianco della difesa avversaria e con la sua rapidità crea sempre situazioni pericolose, peccato che la squadra non lo segua. Esce stremato nel secondo tempo per Mandzukic, il quale oltre a vincere qualche duello sulle palle alte crea ben poco. Higuain è ormai il solito: tenta di combattere, prova a creare ,si allarga, scatta, ma è solo contro tutti. In queste condizioni non può esprimere il suo potenziale, esce dal campo frustrato.

Sotto la lente: il Mister

Questa volta Allegri sbaglia. E sbaglia nella partita più importante del Campionato. Tenta di impostare una partita di sola copertura rinunciando copletamente a mettere apprensione alla difesa avversaria, ma così prima o poi il gol lo subisci e come le altre volte in cui h affrontato squadre forti ed ha avuto questo atteggiamento ha preso gol all’ultimo. Non memore delle sconfitte con Bayern Monaco e Real Madrid, fa gli stessi errori. Se non è in grado di crescere e di mettere in dubbio le sue certezze, non riuscirà a realizzare i grandi obiettivi che si prefissa la squadra, soprattuto fuori dai confini. Va bene la “calma”, ma a volte c’è bisogno di un po’ di incoscienza per vincere.

Una sconfitta che riapre la corsa Scudetto e ricandida il Napoli ad una vittoria che sembrava ormai lontana. Adesso la Juventus dovrà dimostrare di volere davvero vincere il Campionato e dovrà mettere tutto nelle ultime partite, e guardando il calendario non sarà per niente facile.

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