Juventus, un pareggio che non serve a niente

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Finisce a reti bianche l’incontro dell’Allianz Stadium tra Juventus e Barcelona. Un pari del quale beneficiano solo i catalani, matematicamente qualificati al turno successivo come primi del girone. La Juventus rischia poco, ma non osa abbastanza. Adesso serve conquistare la qualificazione nel terribile catino del Pireo..

Doveva vincere, la Juventus. Vincere per conquistare la qualificazione, per sperare ancora di qualificarsi come prima nel girone, per dare una spallata a questa stagione, finora non molto entusiasmante.

Il risultato finale di 0-0 non soddisfa i tifosi Bianconeri e costringe la squadra all’impresa in terra di Grecia.

Allegri mette in campo un 3-4-3 molto equilibrato, con Buffon tra i pali, Benatia, Barzagli e Rugani in difesa, Alex Sandro e Cuadrado sulle fasce, al centrocampo Pjanic e Khedira, davanti Douglas Costa, Dybala e Higuain.

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Di fronte ai Bianconeri un Barcelona senza Messi, al quale Valverde concede un turno di riposo, con la vecchia conoscenza della serie A Deulofeu in campo vicino al pistolero Suarez e Iniesta a incantare la platea a centrocampo.

Bel primo tempo

La partita nel primo tempo è piacevole. La Juventus gioca a testa alta e ci sono continui cambi di gioco. Il Barcelona senza Messi si scopre una squdra fortissima, ma non fenomenale.

Non ci sono grandissime emozioni, ma la partita è molto equilibrata e il gioco veloce. Dybala sembra finalmente non temere il peso della maglia in Champions League. Higuain lotta come un leone, Douglas è un folletto.

In sostanza, però, la Juventus, pur non subendo quasi niente, non riesce a rendersi mai molto pericolosa dalle parti di Ter Stegen. I due portieri non fanno mai parate degne di nota e, anche se il Barca colpisce un palo, la Juventus chiude benissimo gli spazi e non concede quasi niente ai Blaugrana.

Trenta minuti all’angolo

La ripresa si apre con i Catalani che schiacciano la juventus nella propria metà campo. Non si capisce come faccia la Juve a rinunciare completamente al gioco per larghi tratti di partita. Nei primi trenta minuti della ripresa in campo si vede solo il Barcelona. La squadra di Torino si limita a difendere e sparare il pallone avanti senza grosse pretese quando lo riconquista. Higuain è isolato in avanti e sono inutili i suoi tentativi di domare qualche pallone. Al 56′, quando Valverde sostituisce Deulofeu con Messi, la Juve cade nel panico. Il Barcelona crea qualche occasione con un’azione dalla destra di Deulofeu, un paio di punizioni e un’azione dalla destra su palla recuperata. Non tantissimo, ma è l’atteggiamento della Juve che lascia a desiderare.

Il risveglio

Nell’ultimo quarto d’ora più recupero si vede un ritorno della Juve. La squadra aumenta la pressione ed avanza il baricentro. Tenta di creare qualche azione pericolosa, ma è spesso imprecisa e mai efficace. Il Barcelona controlla la partita e l’unico sussulto è regalato dal tiro di Dybala oltre il novantesimo, con Ter Stegen che si distende in una bella parata.

Primo non prenderle

La sensazione è che entrambe le squdre avessero ben chiaro in mente di non rischiare. Il pareggio è stato un risultato che, tutto sommato, è andato bene ad entrambe le formazioni. Rischiare di perdere, di contro, poteva significare rimettere in ballo tutto per il Barca e rischiare di ritrovarsi in una situazione di classifica molto difficile per la Juve. Ne è nata una partita senza molta pressione offensiva da parte di entrambe le squadra. A parte un paio di occasioni a testa, la partita non ha regalato grandi emozioni. Dal punto di vista dei tifosi, i quali speravano di sconfiggere i blasonati rivali e mostrare a se stessi e al mondo che i Bianconeri possono ambire a vincere la coppa, è stata una gran delusione. Ci si aspettava una Juve arrembante, col sangue agli occhi. Si è vista una Juve che si accontenta.

Nel secondo tempo, quando Allegri ha sostituito Pjanic con Bentancur e Cuadrado con Marchisio è parso chiaro che l’obiettivo non era fare un forcing finale per puntare alla vittoria. La sostituzione di Douglas Costa con Matuidi a cinque minuti più recupero dalla fine, quando si poteva tentare il tutto per tutto, non ne è stata altro che la conferma. Certo, il tiro di Dybala sul finale poteva andare dentro e realizzare il colpaccio, ma per dire che una squadra fa il massimo per vincere serve altro.

La situazione nel girone

Con questo pari la squadra spagnola si qualifica alla fase successiva come prima nel girone. Per la Juventus, invece, si conferma il secondo posto. A un punto dai Bianconeri lo Sporting, vittorioso in casa contro l’Olimpiakos. I greci sono fanalino di coda del girone. La prossima giornata vedrà di fronte lo Sporting e i catalani di terra di Spagna, con i Bianconeri in visita nel Pireo. Basterebbe, quindi, che il Barcelona non perdesse in casa per garantire alla Juventus il passaggio del turno. In ogni caso, la Vecchia Signora è padrona del proprio destino, perchè basterebbe vincere contro i greci per passare indipendentemente dal risultato del Camp Nou. Vincere in casa dell’Olympiakos, comunque, non è mai una impresa facile.

Sotto la lente: difesa

Buffon inoperoso, il capitano è spettatore non pagante. Corre un paio di pericoli, ma non a causa sua.

Ottima la coppia dei centrali Benatia – Rugani. ll marocchino fa un ottimo lavoro in marcatura su Suarez e non fa rimpiangere l’assente Chiellini, il giovane italiano cresce sempre di più in fatto di personalità e sicurezza, il futuro è suo. Nella posizione di terzo a destra, Barzagli fa il suo solito compito preciso e puntuale, il tempo per Andrea sembra non passare mai.

Sotto la lente: centrocampo

Il centrocampo a quattro offre ottima copertura e, potenzialmente una buona spinta. A sinistra Alex Sandro meglio rispetto alle ultime prestazioni, ma lontano dagli standard della scorsa stagione. Khedira non molto presente ed incisivo, si spegne alla lunga, come il suo compagno di reparto Pjanic. Sulla destra partita dai due volti di Cuadrado: ottimo primo tempo e ripresa disastrosa, Allegri lo sostituisce per disperazione.

Bentancur sostituisce Pjanic al 66′ minuto. Il suo apporto è come al solito di sostanza, gestisce bene il pallone e non si fa prendere in mezzo dagli esperti Blaugrana. Al 71′ entra in campo Marchisio. Il Principino si districa da qualche situazione difficile e mette in campo la sua grinta, sembra entrato in forma e meriterebbe qualche possibilità dal primo minuto. Soli 9 minuti di gioco per Matuidi. Il francese non ha il tempo di combinare molto, ma almeno provoca l’ammonizione di Piquè.

Sotto la lente: attacco

Paulo Dybala abbastanza intraprendente, partecipa all’azione come raramente lo avevamo visto in Champions League e tenta di innescare l’attacco Bianconero. Troppe imprecisioni, troppi passaggi sbagliati e troppi dribbling non riusciti ne minano il giudizio. Benino, ma deve fare molto meglio. Douglas Costa è un folletto. Spina nel fianco della difesa catalana, svaria lungo tutto il fronte d’attacco e crea potenziali pericoli. Molto mobile e intraprendente, sta cominciando ad entrare nelle condizioni di esprimere tutto il suo potenziale con la sua nuova squadra. Higuain è uno dei Bianconeri che si impegna maggiormente. Lotta contro la difesa avversaria e tenta di far salire la squadra. Anche per lui qualche imprecisione di troppo e pochissima incisività in fase offensiva. Sicuramente il supporto dei compagni non è dei migliori.

Sotto la lente: il Mister

Squadra messa in campo in modo molto equilibrato. La Juve chiude bene gli spazi, nel primo tempo il giro palla è ottimo e la partita e piacevole. La squadra è però troppo preoccupata della fase difensiva e non si azzarda mai in azione offensiva. In pratica non cerca mai di vincere la partita. Nel secondo tempo il Barcelona schiaccia la Juve, che riprende a fare un po’ di gioco solo negli ultimi 15 minuti. Un po’ pochino per una squadra che vuole vincere. Probabilmente il suo obiettivo era quello di pareggiare per poi rimandare il discorso qualificazione all’ultima giornata.

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Una partita che la Juve pareggia in casa contro un avversario accreditato per la vittoria finale. Un match che fa capire come il livello della Juve attuale non sia all’altezza delle grandi d’Europa. Quando è il momento di forzare per vincere la Juventus si accontenta del pari e non prova mai ad attaccare con convinzione. La delusione dei tifosi è comprensibile: si aspettavano molto di più.

 

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