Juventus: tra vedove e tragedie, benino la prima

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Prima uscita stagionale della Juventus contro il Barcellona nella ICC. Tipica partita di mezza estate che serve per testare lo stato della preparazione, dare un primo sguardo ai nuovi, vedere come l’allenatore stia impostando la squadra e perché no guadagnare qualche soldino e farsi vedere un po’ all’estero, ma che qualcuno ha vissuto come l’inizio della fine.

Sfumature bianconere: Il risultato di 2-1 in favore dei catalani non ha fatto altro che dare fiato alle solite vedove di Conte, alle quali si sono aggiunte le vedove di Bonucci, ed ai soliti criticatori maniacali della società e fanatici del “anche quest’anno ci dovremo accontentare di vincere in Italia”, una frase che lascia sempre basiti, come se confermarsi in Italia sia così scontato e vincere la Champions League sia un dovere: misteri della fede (calcistica).

È normale che una squadra che è nel pieno della preparazione subisca i dribbling di un folletto come Neymar che ha una struttura fisica per la quale servono pochi allenamenti per entrare in forma. Sicuramente le azioni del brasiliano non sono frutto dell’assenza di Bonucci, in primo luogo perché era marcato dal terzino, nel caso Lichtsteiner, secondo perché Bonucci non è un marcatore e nel quarto di Champions in cui sono affrontate le due squadre Dani Alves marcava Neymar, Chiellini marcava Suarez e Alex Sandro marcava Messi, che veniva preso in consegna da Khedira quando agiva dietro le punte, Bonucci agiva nei raddoppi e nei recuperi, come il vecchio battitore libero, terzo perché se ci fosse stato Bonucci avrebbe avuto le gambe imballate anche lui.

Tra l’altro Bonucci è colui che ha messo fuori gioco con una deviazione Buffon nel primo gol di Cristiano a Cardiff e che ha dormito nel secondo gol di Cristiano che ha messo definitivamente la coppa sulla via di Madrid. Forte sì, ma non un muro davanti alla porta.

Parafrasando Allegri quando gli fu posta la domanda di come si sostituisse Bonucci si potrebbe rispondere “con la difesa a quattro”, infatti se si giocasse ancora a tre l’assenza di Bonucci sarebbe incolmabile. La Juventus non gioca a tre.

La Juventus vista contro il Barça si è schierata, infatti, con il 4-2-3-1 che sarà il motivo della prossima stagione. Tanta la convinzione di voler lavorare su questo modulo che Allegri pur di provare i meccanismi schiera nel ruolo dei tre trequartisti tre giocatori adattati: Bentacur, Lemina e Sturaro (da sinistra a destra) che sono dei centrocampisti centrali o mezzali.

Nell’impostazione del gioco è chiaro fin da subito che non avere il difensore dai piedi buoni che inizia l’azione costringe (o consente?) alla Juventus di abbassare un centrocampista centrale per impostare, allargando i due centrali e avanzando i terzini. Si aprono così maggiori spazi a disposizione del secondo centrocampista al centro e si formano due linee di tre uomini (centrale-mediano-centrale e terzino-centrocampista-terzino) in grado di eludere il pressing avversario, mentre la soluzione da usare con parsimonia del lancio lungo è sempre possibile. L’asse centrale formato da mediano-centrocampista-trequartista consente soluzioni di gioco interno e di scambio veloce con i terzini e le ali, coprendo un fronte offensivo ampio e pericoloso su tutta la linea.

In fase difensiva i Bianconeri si schierano con un 4-5-1 molto corto e a tratti aggressivo, a tratti con pressing alto.

Qualche parola sui nuovi acquisti: Bentancur veloce di piede e di testa e tecnico, sembra un buon acquisto a cui deve essere lasciato tempo per crescere, ma che promette bene; Szczesny un grande portiere, il ruolo di secondo gli sta strettissimo, se non ci fosse il Capitano-Leggenda davanti a lui relegarlo in panchina sarebbe uno scandalo, ma probabilmente farà almeno 20-25 presenze nella prossima stagione; De Sciglio si è presentato abbastanza bene, seppur aggregato da pochissimo alla squadra sembra già a proprio agio; Douglas Costa appare ancora appannato, ma la sua progressione è davvero impressionante e le sue doti tecniche indiscutibili.

In conclusione una buona sgambata, con buone indicazioni e qualche giocatore che si è presentato abbastanza bene. Una Juventus che sembra sulla buona strada, in attesa di completare la preparazione ed accogliere Rugani, Bernardeschi e qualche altro acquisto a completare la rosa.

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