Kean, Donnarumma, Adjapong e Lo Faso: stampa, procuratori e giovani

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Abbiamo visto esordire Kean, il primo giocatore nato nel 2000, in Serie A e nella UCL; osservato stupiti la maturità di Donnarumma; applaudito i giovani appena diciottenni Adjapong e Lo Faso farsi spazio nel Sassuolo e nel Palermo.

Un momento.
Ma chi diamine sono Adjapong e Lo Faso? Si staranno chiedendo in tanti.
Kean e Donnarumma hanno avuto titoli sui giornali, servizi in tv e quant’altro meriti un piccolo campione appena sbocciato che si mette in mostra. Di Lo Faso, diciottenne e palermitano di nascita che gioca in serie A indossando la maglia della sua città, si è parlato davvero poco.
E di quel ragazzino, pure lui appena diciottenne, che si è visto annullare (giustamente) un gol contro il Milan vi ricordate?
Adjapong, emiliano doc, anche di lui si è parlato poco. Pensate che Adjapong, nato a Modena ma residente a Sassuolo, è il primo sassuolese a giocare in A con la maglia dei neroverdi. Verrà inserito negli almanacchi.

Perchè alcuni giovani calciatori promettenti hanno meno visibilità?

Maglia indossata e procuratore.
Appare ovvio che la maglia indossata garantisca più visibilità, lo diciamo al di là dei meriti perchè un giovane che esordisce in Serie A, in qualsiasi sport, dovrebbe fare sempre notizia e attirare l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori, soprattutto in un paese dove, calcisticamente parlando, il cambio generazionale lascia sempre un grande vuoto, spesso difficile da colmare.
Aggiungiamo anche il fatto che un giocatore che ha la fortuna di formarsi in una società blasonata, stuzzica l’appetito di quegli avvoltoi meglio noti come procuratori, tant’è che il “bimbo” Kean, appena sedicenne, pur non potendo averne uno per legge (solo i maggiorenni possono essere assistiti da un  procuratore), ha già su di se l’ombra di Raiola, mica uno qualsiasi.

La stampa segue le indicazioni dei procuratori?

Un procuratore dal curriculum vasto può permettersi di chiedere un articolo in prima pagina per uno dei suoi assistiti. Non è certo un mistero. E’ il motivo per il quale sappiamo benissimo chi sono Donnarumma e Kean mentre, ai meno attenti, sfuggono altri due giovani promettenti come Lo Faso e Adjapong.
Il procuratore è infatti il primo fan di ogni suo assistito; è il primo a difenderlo quando sbaglia e il primo a chiedere, quando le panchine superano le presenze, un suo maggiore utilizzo in campo ribadendone l’indiscusso valore sia economico che sportivo. Ed è ovviamente il primo a chiedere aumenti per il suo assistito e a cercare eventualmente nuovi acquirenti perchè il procuratore vive di provvigioni.

Solo soldi e niente cuore?

Si. Se vi siete chiesti “Donnarumma resterà al Milan?” o “Kean resterà alla Juventus?” avrete senz’altro avuto difficoltà a darvi una risposta. Certo è che chiedere un “atto d’amore” ad un giovane non è cosa semplice. Del resto prima di sposarsi ognuno deve pur fare le proprie esperienze, lo stesso vale nel calcio. Non si può pretendere fedeltà da Donnarumma e Kean. Non è nemmeno da escludere che facciano la fine di Scuffet o Macheda o altri giovani fenomeni poi declassati a normali giocatori.

Futuro diverso per Adjapong e Lo Faso?

E’ da escludere invece che Adjapong e Lo Faso, già eletto “mascotte” e mini idolo in quel di Palermo, riescano ad avere in tempi brevi lo stesso valore e la stessa visibilità di Donnarumma e Kean. La speranza è che alla fine, tra qualche anno, prevalgano davvero i meriti.
Sarebbe davvero triste non sentir parlare più di quel portierone che oggi difende la porta del Milan e di quella giovane pantera col capello colorato che sembra già pronta a mangiarsi le difese avversarie che indossa la maglia dei campioni d’Italia.
Ma non dimentichiamoci che Adjapong e Lo Faso, a 18 anni, stanno vivendo lo stesso sogno di Donnarumma e di Kean, altrimenti rischiamo di ridurre il calcio all’opportunismo di società e procuratori.

 

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