Kroos e la sua grinta: la ricetta della Germania contro la Svezia

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Kroos: la sua pennellata sul secondo palo riapre i giochi per il Mondiale della Germania. Ma la Germania è realmente guarita?

Kross Toni e Modric Luca sono due delle stelle del Real Madrid, triplo campione di Champions. Un conto è giocare a campo aperto con Marcelo, Benzema, Casemiro e Ronaldo. Un altro è farlo in nazionale. Per ora i due mediani delle merengues sono altrettanti fari delle proprie squadre al Mondiale. Il croato ha trascinato i suoi contro l’Argentina grazie a un mix di qualità e controllo del gioco. L’altro è riapparso dalle ceneri del dopo Messico, nel momento in cui serviva riaffiorare.

Se la Germania non è fuori dal Mondiale, anzi in pratica è già qualificata come seconda, è proprio grazie a Toni nazionale. Ed è di uomini con quel carattere e quel coraggio che la federazione tedesca ha bisogno per proseguire il proprio cammino.

Low e le sue idee confuse

Ma a parte l’elogio doveroso a Kroos, l’analisi della partita di ieri ci conferma che la Germania non è guarita. Anzi arranca. Se Neuer non avesse magistralmente serrato lo 0-1 allo scadere del primo tempo, forse eravamo già qua (da buoni gufi) a fare il processo finale alla Germania. L’allenatore campione del Mondo non ha ancora trovato la giusta quadratura. Senza una punta di peso e questo già lo avevamo anticipato precedentemente, i tedeschi sono aria fritta. Infatti appena è entrato il gigantone Gomez la Svezia ha iniziato la ritirata. Quindi l’idea di un falso nueve che sia Werner o Mueller non convince. Nel primo tempo la squadra tedesca faceva pochi movimenti, continuava a proporre cross senza senso e dietro sbandava. L’allenatore Low ha ancora da lavorare parecchio se aspira a raggiungere la doppietta Mondiale. La squadra prende troppe infilate centrali, Boateng e company soffrono e subiscono tantissimi contropiedi, se restano con la difesa alta.

Dunque in attesa di timbrare il lascia passare Korea (già eliminata), all’allenatore tedesco converrà sperimentare soluzioni dove i vari Reuss, Werner, Draxler, Mueller possano essere utili e sopratutto efficienti.

Intanto ci pensa Kroos

Intanto questa Germania fatiscente viene tenuta a galla da uomini vincenti e leader. Gente come Reus, il redivivo Gomez e Toni Kroos. In questo momento si può affermare che la squadra tedesca vive più di iniziative personali che di gioco collaudato.Ieri, dopo il capolavoro di Toivonen, pallonetto fino e ben calibrato per l’1-0, la squadra germanica era sulle gambe. Reazione poca, rischi presi tanti e palloni buttati in area senza senso. Per fortuna la mano salvifica di Neuer e il ginocchio di Reus l’hanno tenuta viva.

Anche se nel secondo tempo lo scatto di orgoglio e isteria dei tedeschi ha comunque sballottolato la rigida difesa svedese. Quindi per volontà e caparbietà i tedeschi vengono premiati dal tempo. Minuto ’95 ingenuità di Thelin e colpo di genio di Kross, che tenta una giocata alla Zidane e gli riesce. Palla sul secondo palo e Germania di nuovo in marcia.

Valori calcistici innegabili: orgoglio e determinazione

Così, in un Mondiale, che passeggiata non è, la Germania ritrova nel biondo di Madrid la speranza perduta. Recupera i suoi valori di combattività e orgoglio. Certo deve migliorare molto sul gioco e sulla concentrazione.

Quanto mai resta esemplificativa di questa serata la dichiarazione di Kroos: “Vi sarebbe piaciuta la Germania fuori! Ma non è così facile…“.

Dal biondo decisivo a quello più schifato, Julian Brandt (fra l’altro autore di un palo portentoso) storie da Mondiale. Storie di come in una settimana le cose possono cambiare. Ora ha ragione Kroos: non sarà facile cacciare la Germania dal Mondiale.

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