Calcio : l’era delle cordate

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immagine da wikipedia

Un nuovo modo di vivere il calcio, le grandi cordate e le piccole squadre. Un cambiamento che, se non disciplinato da regole nuove rovinerà la vera natura di questo grande sport.

Il calcio è nato sopratutto da quella passione, che insieme ad una sana sportività ed orgoglio, univa e faceva “combattere” abitanti di diversi paesi, città, regioni o stati senza però mai intaccare la tradizione. Una volta, le squadre erano per lo più create da giocatori nati e cresciuti nella stessa città per cui giocavano, per cui tifavano, per cui avrebbero sudato sette camicie pur di vederla vincere un piccolo trofeo. Credo che un pò tutti da bambini giocando nell’oratorio di paese abbiano provato quella sensazione…che poi alla fine vincere era solo un dessert di un qualcosa che già era stato bello; se non avevi vinto tu erano stati più bravi gli altri e si tornava a casa un po’ giù di morale ma sereni. Ecco questa sensazione pian piano è stata cancellata dai poteri forti e dal business che si è purtroppo venuto a creare…si è iniziato ad avere in squadra giocatori di altri paesi per rinforzarsi, poi di altre regioni per vincere e fin qui poteva anche essere interessante a livello umano, ma da che si è iniziato a comprare e vendere giocatori dall’estero e all’estero per far girare il Dio denaro al punto di creare di uno sport qual’è il calcio una vera e propria multinazionale, si è persa la vera ragione dell’importanza del calcio stesso.

Mi chiedo che fine faranno le piccole realtà come l’Atalanta o tutte quelle piccole squadre che vivono ancora molto delle tradizioni e di quel tifo puro che va al di là di scudetti, Europa League o Champions, tra pochi anni,quando…le grandi squadre verranno tutte assorbite da queste ricche e prestigiose cordate asiatiche o da sceicchi che, per far girare soldi  a dismisura o semplicemente per fini ad oggi poco comprensibili, ma che un giorno porteranno più alle loro nazioni facendole crescere a livello sportivo e cancellando di fatto il calcio europeo?

Me lo chiedo da tempo e vedendola in modo drastico spero di sbagliare. Le possibilità potrebbero essere due… o si avrà una disparità talmente ampia tra le grandi e le piccole da vedere nella stessa categoria due campionati separati, dove non ci sarà possibilità di giocarsela e poter sognare in una favola tipo Leicester….o le grandi squadre verranno munte il più possibile e distrutte, portate alla rovina da presidenti che di un Milan o di un Inter non può fregar di meno, lasciando così spazio di crescere anche alle seconde della classe, di diventare importanti, ma togliendo importanza al campionato Italiano.

Io da tifoso mi mangerei le mani e non vorrei mai che il magnate di turno faccia della mia squadra di calcio la sua playstation personale…io voglio per la mia Atalanta un presidente tifoso…se non si potrà permettere di portarmi Messi, mi porterà il signor sconosciuto e costui sarà una scoperta la mia squadra vincerà altrimenti retrocederà e insieme con i tifosi risalirà se ci saranno i presupposti…certo vorrei vincere uno scudetto o andare in Europa una volta tanto, ma se per questo devo rovinare il fascino e la tradizione, “beh” lotto volentieri per rimanere a metà classifica, come diceva una canzone dei Negroamaro  “in bilico, sul filo di un rasoio“.

Voi siete sicuri di voler cambiare rotta?

Un saluto a tutti i tifosi del Mondo

(immagini di dominio pubblico)

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