La dimensione di Ever Banega

257

Dopo una stagione con più luci che ombre, Banega si è preso la scena in quel di Cagliari: che sia finalmente il trampolino di lancio per la consacrazione troppo a lungo rimandata?

La carriera di Ever Banega è sempre stata un rompicapo, un po’ come trovarne la giusta collocazione in campo. Un talento indiscutibile, una visione di gioco invidiabile, ma è sempre mancato quel qualcosa per consacrarsi. Sempre sul punto di spiccare il volo definitivamente, l’argentino ha poi puntualmente mancato l’appuntamento con i momenti cruciali. Così, tra alti e bassi, sono trascorsi gli anni, con l’etichetta di eterno incompiuto dura a togliersi. Cambiano le squadre, i continenti; cambia il ruolo, da trequartista a regista, passando per mezzala. Poi l’esperienza al Siviglia, la crescita collettiva, le tre Europa League consecutive, tutte da protagonista. Sembra che Ever sia finalmente maturato. Gioca a tutto campo, affiancando al talento la personalità e l’intensità. Questa affermazione personale gli vale la riconquista della nazionale, di cui diventa uno dei cardini. Coincidenza o paradosso, sono proprio gli anni in cui l’Albiceleste fallisce gli appuntamenti cruciali, con le finali di Mondiali e Copa America perse sul più bello. Le prestazioni del ‘Tanguito’ però sono sempre convincenti ed alla naturale scadenza del suo contratto con il Siviglia arriva il momento di tentare ulteriore fortuna per levarsi di dosso quell’etichetta una volta per tutte.

Alla soglia dei 30 anni per Banega arriva l’Inter, ultima occasione per lasciare un segno indelebile. Le premesse ci sono tutte: una società vogliosa di tornare in alto, una nuova proprietà pronta a spendere per raggiungere gli obiettivi, una squadra in via di formazione con acquisti importanti. Ed all’Inter serve proprio uno come lui, o almeno come il giocatore ammirato a Sivglia. L’avventura in maglia nerazzurra sembra partire bene. Nella sciagurata Inter di De Boer, Banega sembra uno dei pochi in grado di accendere la luce e trascinare i compagni con carisma e giocate. Ma dura poco. Ever viene risucchiato nel vortice di sfiducia e mediocrità che avvolge la squadra e la sua luce si affievolisce sempre più. In campo torna ad essere impalpabile e indolente come qualche anno addietro e inizia a sedersi con più frequenza in panchina.

Con il cambio di tecnico la musica cambia, ma non per Banega. Pioli gli concede diverse opportunità, mostrando di credere in lui, ma l’argentino continua a steccare, fino a retrocedere inesorabilmente nelle gerarchie. La concorrenza, soprattutto quella di Joao Mario, è spietata. Il tempo per aspettare non c’è. Ed è forse questo che ne ha sempre frenato la carriera nei grandi club. L’acuto contro la Lazio sembra poter essere la svolta, il regalo di Natale da recapitare a se stesso per riconquistare ciò che ha rincorso così a lungo. Invece è solo l’ennesima illusione. Mentre la squadra continua a crescere, lui resta nel pantano e non sembra avere la soluzione per uscirne. Arrivano offerte, anche piuttosto allettanti dal punto di vista economico. Il richiamo è quello della Cina, dove andare a svernare ricoperto d’oro, come molti altri, anche ben più giovani di lui, stanno facendo. Ma questo vorrebbe dire rinunciarci definitivamente. Dare ragione a chi lo definisce un incompiuto, mollare la grande occasione che una vita generosa ti ha offerto ancora un’ultima volta. L’Inter ci pensa, perché la plusvalenza sarebbe di quelle da urlo, avendolo preso a zero solo qualche mese prima. Ma alla fine prevale la voglia di continuare a provarci. Insieme. Nessuna delle due parti vuole rimpiangere di non aver avuto pazienza.

Pioli continua a concedere opportunità importanti a Banega, un po’ per necessità, un po’ per fiducia nei mezzi del centrocampista. La fiducia viene ripagata a Bologna, quando la doppia scommessa Banega – Gabigol confeziona il gol decisivo in collaborazione con il terzo insospettabile D’Ambrosio. Contro la Roma il passaggio a vuoto è di tutta la squadra, ma a Cagliari il ‘Tanguito‘ si prende la scena con un assist al bacio ed una punizione perfetta. Miccia per un finale di stagione da protagonista o ennesimo abbaglio? Anche questo rimane un mistero, come la carriera del fantasista fino ad ora. Ma per scoprirlo questa volta basterà attendere le prossime settimane. Noi tutti speriamo che Banega si tolga finalmente di dosso quell’etichetta.
All’Inter. Con l’Inter. Come l’Inter.

Fonte immagine: Calcionews24

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.