La domenica perfetta dell’Inter

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Dopo una settimana delicata arriva una domenica praticamente perfetta per i nerazzurri

A Milano, sponda Inter, la settimana scorsa è stata alquanto deprimente. Il meteo era quello che era, e sicuramente non aiutava; il morale era basso per la sconfitta contro la Roma; i giornali già parlavano di progetto fallito, post – Pioli e rivoluzioni estive. L’unico a sorridere era Nagatomo, che un po’ perché non capisce, un po’ perché se ne frega, lui sorride sempre. La società (come ormai consuetudine) non si è fatta sentire troppo, se non nelle smentite di Ausilio. Pioli ha preferito il classico basso profilo: lavoro tanto, parole molte di meno. Poi è finalmente arrivata la domenica e i nerazzurri si sono trovati catapultati in una nuova dimensione.

Via dal grigiore di Milano, tutti in Sardegna dove le temperature sono già primaverili e si respira l’aria di mare. Su un’isola, lontano da tutto e da tutti, protetti dalle voci destabilizzanti e dai cattivi pensieri. Questo clima mediterraneo deve aver dato una nuova verve agli uomini di Pioli, che si sono buttati alle spalle la prestazione disastrosa contro la Roma ed hanno messo in mostra un buon gioco di squadra. Ad aiutare anche un Cagliari versione scheggia impazzita in questo campionato. Prevedere i risultati dei sardi quest’anno è più difficile che azzeccare la data del closing per la cessione del Milan.

L’aria sarda deve aver giovato particolarmente a Banega, che forse si è sentito un po’ a Siviglia e ha sfoderato una prestazione di quelle che tutti si auspicavano al suo arrivo. Un assist illuminante, una punizione al bacio ed altre belle giocate che conciliano con il calcio. Premiata la scelta di Pioli di concedergli un’opportunità da titolare. Un altro che si è sentito particolarmente ispirato è stato Perisic, autore di una doppietta. Il croato ha fatto venire il mal di testa ai suoi marcatori sulla fascia sinistra, segnando nei due momenti più importanti del match: il vantaggio ed il gol che ha scacciato la paura in apertura di ripresa, dopo che il Cagliari aveva accorciato le distanze sul finire del primo tempo. La calda domenica cagliaritana deve aver ricordato ad Icardi l’Argentina, o almeno i pomeriggi passati a giocare in spiaggia o in piscina con i figli, perché il capitano si è dato da fare ed è sembrato anche divertirsi in campo, sensazione che non traspare troppo spesso.

Domenica di luci ed ombre invece per Kondogbia, che ormai si è scrollato di dosso la sfiducia del passato e che ha lottato come un leone fino all’ultimo. Primo tempo però troppo impreciso, molto meglio nella ripresa, in cui è anche andato vicino al gol, sicuramente agevolato dalla scomparsa degli avversari dal terreno di gioco. Molto meno sorridente quella di Gabigol, che avrebbe potuto approfittare del rotondo vantaggio per mettere ulteriori minuti nelle gambe e giocare senza pressione, ma questa volta Pioli gli preferito Eder e Joao Mario. Una scelta che di certo avrebbe fatto contenti tutti, compreso Banega, che in una tale giornata di grazia avrebbe potuto portare a termine la partita. Per non parlare poi di gente come Biabiany, Santon e Andreolli , che non vede il campo dal ’15-’18, o di Sainsbury, che però ha chiaramente l’obiettivo di infrangere il record delle 0 presenze.

La domenica perfetta è anche quella di Medel che salva un gol praticamente già fatto in rovesciata sulla linea, o di Gagliardini che si toglie la prima soddisfazione personale in maglia interista. La domenica perfetta è quella in cui Handanovic fa ciò che ha sempre fatto anche le altre domeniche, e sabati, e qualsiasi altro giorno si sia giocato: parate decisive.

Una domenica che sarebbe stata ancora più perfetta con risultati diversi per Napoli e Lazio, ma ci accontentiamo del pari tra Fiorentina ed Atalanta. Di motivi per sorridere ve ne sono già abbastanza, non stanno sulle dita di una mano. Anzi, di una ‘manita’.

Fonte immagine: Blasting News

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Interista; considero il calcio un divertimento, e come tale non va preso troppo sul serio. Così come i miei articoli. Non credo nelle autodescrizioni. Non puoi chiedere a qualcuno di descriversi oggettivamente. Non può, per natura. Quando ci guardiamo allo specchio, ad esempio, ci vediamo 5 volte più belli di quello che in realtà siamo. Ecco perchè hanno inventato le foto. Poi sono arrivati il fotoritocco, Instagram e i filtri, ma per fortuna abbiamo ancora la fototessera sui documenti. Dicono che un ladro non ammetterebbe mai di essere un ladro. Ma io non sono mica un ladro.

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