La Juve c’è, il Napoli ha il fiato sul collo

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La Juve chiude in scioltezza la pratica Bologna e sorpassa l’Inter in classifica, portandosi a un punto dalla capolista Napoli. Il terrreno perso ad inizio campionato è già recuperato e la squadra comincia ad entrare nella forma migliore. Chi pensava che i Bianconeri avessere intensione di abdicare dopo il sei scudetti consecutivi si sbagliava di grosso.

Con la vittoria in casa del Bologna la Juve arriva a un punto dalla vetta. Dopo un inizio di stagione un po’ altalenante, in cui i Bianconeri hanno subito troppi gol e perso troppi punti per strada, la squadra sembra aver trovato la quadratura giusta. Passato il “mini ciclo” terribile, con Napoli, Olympiakos e Inter in sequenza, con due vittorie e un pareggio, la Juve non ha avuto troppe difficoltà a sbarazzarsi del Bologna. Con questa vittoria i Bianconeri superano l’Inter e si portano al secondo posto in solitaria, ma con la Roma che con una partita in meno avrebbe la possibilità di agganciarla in classifica. Conterà quindi molto lo scontro diretto allo Sadium del 23 dicembre.

La partita

Max Allegri mette in campo una Juve con Szczensy tra i pali, difesa a quattro con De Sciglio, Barzagli, Benatia e Alex Sandro, il tre centrocampisti sono Matuidi, Pjanic e Khedira, in avanti Douglas Costa, Higuain e Mandzukic. Quindi ancora una panchina per Dybala, a conferma del suo momento negativo, certificato anche dalle parole del vicepresidente Nedved in settimana.

La Juve parte aggressiva e controlla il gioco. Il Bologna, non riesce a superare quasi mai la metà campo e dopo qualche azione pericolosa arriva la prima rete di Pjanic. Un calcio di punizione che conclude la sua corsa all’incrocio dei pali, con Mirante che non sembra impeccabile. Il ruolo chiave del centrocampo è quello di Matuidi: il francese si allarga sulla fascia quando Mandzukic si accentra per far salire la squadra, agisce da mezzala quando il croato si allarga. Un movimento continuo e coordinato che fa variare la disposizione in campo da 4-3-3 a 4-4-2 in pochi secondi. Dopo il raddoppio dello stesso Mandzukic su bell’assist di Pjanic la Juventus abbassa il ritmo di gioco e si dispone definitivamente col 4-3-3.

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Il motivo del secondo tempo è simile a quello del primo, con il Bologna che non si rende mai realmente pericoloso dalle parti di Szczesny, che non deve compiere grandi parate. Alla fine della partita lo score reciterà tre tiri totali per i felsinei, di cui solo uno in porta. Dal 70′ iniziano i cambi, il primo ad entrare però non è Dybala, ma Bernardeschi al posto di Douglas Costa. Col cambio di Mandzukic con Dybala al 76′ lo schieramento passa definitivamente al 4-4-1-1. La Vecchia Signora continua ad attaccare, e crea ancora alcune occasioni. Nel finale anche qualche minuto per Marchisio al posto di Pjanic.

Sei a zero

Ancora una partita senza subire gol, la sesta consecutiva. Partita chiusa a reti bianche che coincide ancora una volta con la presenza al centro della difesa di Benatia. Da quando il centrale marocchino ha ripreso la forma fisica ideale si è meritato il posto da titolare. La fase difensiva appare addirittura più solida di quella dello scorso anno.

Da qui la considerazione sembra scontata: probabilmente lo scambio Bonucci-De Sciglio, con ricco conguaglio a favore della Juve, è stato ampiamente favorevole ai Bianconeri. La società sapeva che la squdra avrebbe trovato una nuova configurazione con la difesa a quattro e che Bonucci non si trova al meglio con questo modulo. Considerando l’andamento delle ultime partite si potrebbe dire che la Juve abbia guadagnato da questa operazione di mercato sotto tutti i punti di vista.

Il sottovalutato

Mattia De Sciglio è arrivato alla Juve tra lo scetticismo dei tifosi. La partenza, improvvisa di Dani Alves, sostituito dall’ex Milan, aveva lasciato l’amaro in bocca ai sostenitori Bianconeri, che si aspettavano un sostituto con ben altro curriculum. La partenza non è stata delle migliori, con De Sciglio battutto in velocità nell’azione del gol della vittoria della Lazio in Supercoppa Italiana. Mattia, nonostante ciò, non si è abbattuto e forte della fiducia del Mister ha lavorato, conquistandosi il proprio spazio e approfittando anche dell’infortunio del suo concorrente nel ruolo Lichtsteiner.

Cresciuto di partita in partita sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale, adesso De Sciglio sta conquistando la fiducia dei tifosi e la sua parabola è ancora in crescita. La speranza è che continui a migliorare confermando quelle che erano le promesse dei suoi primi anni al Milan.

Il campione perduto

Il caso più discusso che monta in questi giorni è senz’altro quello di Dybala. Dopo le dichiarazioni della dirigenza e dell’allenatore che lo incitano a mettere da parte i problemi personali e a concentrarsi di più sul campo, ecco la seconda panchina consecutiva. Effettivamente il gioco di Dybala è decisamente meno prolifico rispetto ad inizio anno.

C’è qualcosa che turba Paulo, che non riesce ad esprimersi al meglio. L’allenatore, la società e i compagni non è fanno un dramma, derubricando il caso a un semplice momento di appannamento. Dybala è un calciatore giovane e di grande talento e può e deve fare tanto in campo. Ma è anche vero che non è più un ragazzino, è un calciatore professionista che percepisce uno stipendio molto importante, ed ha il dovere di lasciare da parte i problemi e dare tutto in campo. Non può essere un peso per la squadra, ma un valore aggiunto. Se un giocatore che gioca in quel ruolo non riesce ad dare il meglio è un peso per la squadra, più che una risorsa, e la Juve, che lotta per fare il meglio su tre fronti, non può permettersi di giocare con un uomo in meno e rischiare di perdere terreno.

È ora che Paulo si scrolli di dosso i problemi e tiri fuori il carattere per riuscire ancora una volta a dare il meglio, per se stesso e per la Juventus.

Sotto la lente: la Difesa

Sufficienza d’ufficio per Szczesny. Fa una sola parata su un tiro non irresistibile di Donsah e regala un brivido quando subisce una carica con la palla che finisce in rete. Per il resto partita soporifera per lui.

Altra partita eccellente per la coppia centrale. Benatia è sempre perfetto in ogni intervento, lui ha trovato la forma migliore e con lui la Juve ha trovato un grande centrale. Barzagli sempre ottimo, il suo scatto sul 3-0 verso la porta avversaria è una ulteriore conferma che probabilmente per lui il tempo non si è fermato, si è invertito.

Bene la coppia dei terzini. De Sciglio copre bene alla spalle di Douglas Costa e in due o tre occasioni spinge in modo molto convincente, in crescita. Alex Sandro molto meglio rispetto alle ultime uscite: corre, difende e dribbla. Approfitta della presenza di Matuidi sulla sinistra che gli concede di poter spingere con tranquillità. Non ancora al livello al quale ci eravamo abituati, ma in tendenza positiva.

Sotto la lente: il Centrocampo

Pjanic sembra un direttore d’orchestra. Tutte le azioni passano per i suoi piedi e lui smista palloni a destra e a manca con apparente semplicità. Preciso nei lanci, rapido nei giri palla, sempre nel vivo dell’azione. Il centrocampo della Juve è suo. Il gol è la ciliegina sulla torta, l’assist a Mandzukic è la firma d’autore. Esce sul finale per Marchisio, che non ha il tempo di farsi notare. Il Prinicipino merierebbe un po’ di considerazione in più.

Khedira fa il solito lavoro oscuro. Si alterna dal ruolo di mezzala con licenza di inserirsi a quello di spalla di Pjanic. Mai esaltante, ma sempre concreto. Matuidi è la variabile impazzita della Juve. La sua capacità di cambiare rapidamente ruolo e la sua propensione alla corsa e al sacrificio, consentono ad Allegri di avere in campo un uomo in grado di fare adattare la squadra alle diverse condizioni di gioco durante la partita. Grande acquisto da parte della dirigenza. Mette l’accento alla sua prestazione con un bel gol.

Sotto la lente: l’Attacco

Higuain conferma il momento di ottima forma. Non segna ma fa tanto lavoro per la squadra e si fa vedere qualche volta in area di rigore. Combatte, guida il pressing e fa la sponda con i tempi e i movimenti corretti. Meriterebbe di essere servito in area da Dybala a un passo dalla porta libera ma la palla non arriva. Comunque ottima partita.

Il solito gran lavoro di Mandzukic. Si alterna tra la posizione di spalla di Higuain e quella di esterno sinistro d’attacco. Gol di stupenda fattura con stop a seguire e sinistro a incrociare. Ottima partita che finisce al 76′ quando è sostituito da Dybala. Il numero dieci non è al meglio e si vede. Il suo tiro forzato con il compagno in posizione migliore non servito, è manifesto del suo stato di disagio che lo porta a fare una scelta che a mente tranquilla sarebbe stata diversa. Momento di calo, si riprenderà. Douglas Corsa è un folletto sulla fascia destra. Gli avversari hanno un bel da fare a stargli dietro. Ormai ambientato al meglio nel gioco della squadra, da sempre l’impressione di poter essere pericoloso.

Bernardeschi entra al 70′ al posto di Costa. Grande attenzione in fase difensiva e qualche discesa pericolosa. Aspettiamo sempre di vederlo con più tempo a disposizione.

Sotto la lente: il Mister

La squadra è messa bene in campo da Mister Allegri e domina. Non era scontato andare a vincere in scioltezza a Bologna, la Juve fa il suo e porta a casa i tre punti. Il gioco espresso dalla squadra è un po’ più godibile, ma ancora più efficace, ora che la fase difensiva sembra registrata. La squadra è in evidente crescita e la forma fisica migliora. Da risolvere la grana Dybala…

Una partita che può sembrare facile, ma non lo era, e che conferma il buono stato di forma e di crescita da parte della Juve, che si avvicina al meglio alla seconda parte della stagione.

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