Siamo la Juve, oltre le gambe….si deve dare di più

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Noi siamo la Juve (photo by nosecretnews.com)

Il debutto in Champions ha fatto rivivere la solita maledizione che sembra perseguitarci ogni qual volta che parte la famosa musichetta. Nel frattempo, Domenica ci giochiamo una partita, che definire importante, è un’eufemismo.

La Champions lascia sempre l’amaro in bocca e Domenica ci aspetta una partita importantissima, sia per il morale che per la storica rivalità che ci contraddistingue da anni di sfottò e beghe legali. Ma di quest’ultime non ne parliamo, ci sarebbe da scrivere poemi interi e non è certo questo il momento e sopratutto l’argomento di questo articolo.

Cominciamo col dire che Mercoledì, tutto mi aspettavo tranne che un pareggio a reti bianche. Mi sarei aspettato addirittura una sconfitta, ma non un risultato così inutile, senza senso e capace solo di tirar fuori, nuovamente, tutti i difetti di un allenatore che, a volte, sembra quasi che scenda dalle nuvole e, nella maniera più inspiegabile, si inventa numeri da circo, per non so quale sua perversione masochista.

Allegri dirige gli uomini in campo (photo by corrieredellosport.com)
Allegri dirige gli uomini in campo (photo by corrieredellosport.com)

La sua perversione consiste nel fatto che fa sempre scelte molto discutibili (come quella di lasciare Pjanic fuori dall’inizio), o come quella di mettere Lemina e Asamoah ad interdire, con Khedira a dettare i tempi. Sbagliatissimo! Primo perchè Khedira si trova meglio inserendosi da dietro (e i suoi goal lo dimostrano) sia perchè Miralem è un genio nel dettare i tempi di gioco e creare spazi. E infatti, dal momento in cui è sceso in campo il bosniaco, le cose sono cambiate. Sami è tornato ad inserirsi con pericolosità negli spazi e si sono create diverse occasioni.

Il problema, oltre alla momentanea confusione tattica da parte del Mister, è anche di essere poco cinici nei momenti in cui conta buttarla dentro. E non c’è traversa che tenga. La palla va messa dentro, sopratutto in competizioni come questa.

Ragazzi è inutile che ci giriamo attorno. La squadra c’è (e cavoli se c’è), la tecnica pure, la tattica c’è (un pò meno ma speriamo che Allegri cambi marcia), quindi pochi alibi e andiamo a prenderci sta maledetta Coppa che manca da troppo tempo a Torino.

photo by youtube.com
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Quale occasione migliore, dunque, se non quella di vincere e convincere, in campionato, contro l’Inter. La partita giusta per testare quello detto finora. Cinici, scaltri e con il coltello tra i denti come se fosse la finale di Coppa del mondo. Grinta, coraggio e volontà di far male all’avversario (calcisticamente parlando). Magari inserendo Miralem dall’inizio con Dybala e Hoguain a ricevere e concretizzare i suoi suggerimenti. Con Khedira e Lemina (ragazzi questo giocatore se impara a dosare la sua irruenza, potrebbe diventare il nuovo Davis) a fare da schermo alla difesa e Asamoah nel suo ruolo classico di interno.

Loro giocheranno, sicuramente, alla morte in quanto questa gara potrebbe sancire, in caso di sconfitta neroazzurra, l’esonero del tecnico Frank De Boer. Non sottovaltiamo, dunque, il cane ferito ma, anzi, ne dobbiamo avere più paura perchè giocheranno il tutto per tutto, sia per il proprio allenatore che per riuscire a battere i rivali storici.

photo by ilmeteoitaliano.com
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Ma noi SIAMO LA JUVE E OLTRE LE GAMBE…….DOBBIAMO DARE DI PIU’

#FINOALLAFINE

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