La Juventus comincia a fare sul serio: il San Paolo è conquistato.

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L’undici di Allegri sconfigge il Napoli al San Paolo. Il gioco favoloso e spumeggiante dei Partenopei sbatte contro il muro Bianconero. È la prima sconfitta del Napoli in campionato, e la prima vera prova di forza della Juventus.

Le previsioni della partita davano dapprima una Juventus schierata col 3-4-3. Il giorno prima della partita era dato per certo che Allegri avrebbe schierato la squadra con il 4-3-2-1. La realtà è stata che ancora una volta l’allenatore toscano ha stupito tutti mettendo in campo un 4-4-2 “travestito” da 4-3-3. Dopo il forfait di Mandzukic, Alex Sandro e Lichtsteiner, l’allenatore della Juventus si è visto costretto a mettere in campo la coppia di terzini De Sciglio/Asamoah. Il Pipita, recuperato incredibilmente dopo l’operazione chirurgica alla mano sinistra di mercoledì.

La Juventus sceglie di disporsi con due linee strette e basse. L’intento è quello di chiudere le vie centrali agli attaccanti napoletani e concedere l’uno contro uno sulle fasce. Gli agili attaccanti Azzurri non hanno trovato spazio tra le linee per eseguire gli scambi veloci. Il gioco sulle fasce ha consentito agli uomini di Sarri di arrivare spesso al cross, ma i difensori Juventini hanno avuto gioco facile contro i folletti Napoletani.

La zampata del bomber

La partita è equilibrata nella parte iniziale. L’impostazione della partita scelta da Allegri consiste in un giro palla basso e orizzontale per eludere il pressing alto del Napoli. Una volta che la palla viene ricevuta da Pjanic, il centrocampista Bianconero cerca la verticalizzazione per Dybala o Douglas Costa. Nel caso i due fantasisti siano marcati si cerca la sponda di Higuain che può aprire direttamente sulle fasce laterali o appoggiarsi nuovamente al centrocampo o alla difesa. L’intento del Mister della Juventus è sfruttare lo spazio che si crea dietro il pressing alto del Napoli.

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Douglas Costa è molto attivo sulla fascia destra. Contrariamente alle abitudini il brasiliano non ricopre il ruolo di esterno d’attacco, ma agisce da esterno di centrocampo, come chiaramente visibile dalla mappa delle zone di gioco (fonte Whoscored).

Sulla fascia laterale opposta agisce Matuidi, che non ricopre la solita posizione di interno di centrocampo, ma si dedica a tamponare le discese del terzino avversario.

Parte bene anche Higuain. Il più atteso da entrambe le tifoserie, nonostante le condizioni non ideali, non si risparmia. La prima azione da gol della partita è proprio del Pipita imbeccato magistralmente in profondità da Douglas Costa. Reina chiude molto bene in uscita bassa. Ma è solo un preludio al gol. Da un recupero a ridosso della propria area di rigore, Douglas Costa innesca il contropiede saltando un avversario, la palla arriva a Dybala che avanza aspettando il momento giusto per lanciare in profondità Higuain che trafigge in uscita Reina. Nell’azione del gol è fondamentale l’azione di Douglas Costa che dopo aver passato la palla a Dybala continua la corsa e taglia trasversalmente in campo, attirando su di se le attenzioni della difesa avversaria e liberando così Higuain sulla destra.

La reazione

La reazione del Napoli è volenterosa, ma poco efficace. Il dispositivo difensivo messo in campo dalla Juventus è quasi perfetto e concede poco agli avversari. Buffon è costretto ad effettuare una bella parata su colpo di testa da calcio d’angolo di Insigne, ma nulla più. Tutta la produzione offensiva del Napoli si riassume in tiri da fuori area di facile lettura per il Capitano Bianconero. La difesa va in apprensione solo a causa delle palle perse e riconqustate dal pressing alto del Napoli. Non molte a dire il vero. Il gioco napoletano viene soffocato dagli interni Juventini che stringono gli spazi tra difesa e centrocampo. Piuttosto la Juventus si rende pericolosa in qualche contropiede rapido.

Possesso sterile

Il secondo tempo conferma il motivo del primo. Il gioco degli uomini di Sarri è fatto di scambi veloci e movimenti, ma le corsie centrali sono chiuse e i napoletani sono costretti ad attaccare dalle fasce laterali. Con il loro classico gioco inibito, gli Azzurri non riescono a trovare alternative valide. Mertens non trova spazio, Callejon non si vede quasi mai e Insigne è in serata negativa: è l’unico a provarci ma con scarsi risultati. Nonostante le maggiori difficoltà dei difensori Juventini ad uscire dal pressing alto avversario, come fatto con più profitto nel primo tempo, il Napoli non trova sbocchi. Il risultato è un possesso palla sterile e stucchevole, buono solo per le statistiche.

La partita si trascina stancamente verso la fine con poche emozioni. Paradossalmente la migliore occasione è proprio della Juventus, con Matuidi che tira al volo da dentro l’area di rigore costringendo Reina ad un’altra bella parata. Al triplice fischio dell’arbitro Orsato sono i Cavalieri della Vecchia Signora a festeggiare.

Flash

Douglas Costa, con le sue continue accelerazioni, mette spesso in apprensione la difesa napoletana. È stata senza dubbio la migliore partita del brasiliano da quando è in Italia. L’esterno ha unito una grande applicazione ed attenzione difensiva alle sue solite accelerazioni e doti di assist man, dopo un periodo di ambientamento sta ripagando adeguatamente lo sforzo fatto dalla società per acquistarne il cartellino.

Il dente avvelenato

Passa il tempo, ma il rancore dei tifosi napoletani nei confronti di Gonzalo Higuain non si affievolisce. E lui ripaga nell’unico modo che conosce: il gol. Nei cinque confronti giocati contro la sua ex squadra il Pipita è stato autore di cinque realizzazioni. E se nelle occasioni dello scorso anno l’attaccante argentino ha preferito evitare di esultare per rispetto ai suoi ex tifosi, in questa partita ha dato sfogo a tutta la sua rabbia e voglia di rivalsa verso una città e una società a cui ha dato tanto e che non ha esitato ad insultarlo ed augurargli il male. Gonzalo ha provato a conservare un buon rapporto con i suoi ex tifosi, ma evidentemente dall’altra parte non c’è altro che odio, allora lo sfogo di Higuain è più che comprensibile.

Oltre al gol, la voglia di rivalsa si è vista durante tutta la partita. Il Pipita lotta, pressa, aiuta i compagni. Si vede che ha una gran voglia di fare bene e dare tutto nonostante l’infortunio alla mano. Forse il comportamento dei napoletani non è del tutto produttivo: dovrebbero saperlo loro più di chiunque altro, che fare arrabbiare Gonzalo non è un’ottima idea…

La parola alla difesa

Dopo un avvio di campionato non esaltate, con 14 gol subiti, la difesa della Juventus sembra avere trovato un assetto. Nelle ultime tre partite, infatti, la Vecchia Signora non ha subio nessuna rete. E, a parte il Crotone che è una squadra di bassa classifica, le altre due partite hanno avuto di fronte avversari di livello eccellente dal punto di vista offensivo: Barcellona e Napoli. Questo, ovviamente, non dipende dai giocatori della difesa (l’unica costante è stata la presenza di Benatia), nè dal modulo (4-2-3-1, 3-4-2-1, 4-4-2), ma dipende dall’atteggiamento complessivo della squadra.

Una squadra che è evidentemente in crescita e che sta entrando nella fase saliente della stagione. Al solito la Juventus non parte bene, ma quando le partite si fanno importanti tira fuori tutto il suo potenziale. I tifosi, però, sembrano non ricordarsene e sono sempre pronti a criticare ferocemente, dimenticando che i risutlati ottenuti dalla società negli ultimi sei anni sono semplicemente incredibili.

Occhio alla classifica

Dopo la vittoria del San Paolo la Juventus si avvicina al Napoli, che rimane in vetta alla classifica con un punto di vantaggio sulla Vecchia Signora, in attesa della partita dell’Inter. Inter che sarà ospite della Juve nella partita di sabato prossimo. La Juventus ha quindi l’occasione di accorciare ancora la classifica e, nel caso di mancata vittoria del Napoli, di tornare in testa alla Serie A.

Nel mezzo la partita di Atene nella quale la Juventus punta a conquistare la qualificazione al secondo turno della Champions League.

Un inizio di dicembre che pur con tantissime partite ancora da giocare, potrebbe risultare molto importante nell’economia del campionato, soprattutto dal punto di vista psicologico. Con una Juve che sembrava aver mollato la presa, ma che si ritrova a combattere ancora per il titolo, e che mostra ancora, se ce ne fosse bisogno, tutta la sua forza. Se qualcuno credeva che la Juventus fosse fuori dai giochi e che quest’anno avrebbe abdicato al tutolo senza combattere si è sbagliato, e di molto.

Sotto la lente: la difesa

Una fase difensiva che ricomincia a dare le garanzie alle quali i tifosi Juventini si erano abituati. Il Campitano Gigi Buffon è stato impegnato in un paio di occasioni piuttosto complicate e in molti tiri da lontano facilmente leggibili. Il portiere Bianconere si è mostrato sempre concentrato e puntuale, aggiungendo la solita grinta e personalità che fanno ancora la differenza.

La coppia di centrali formata da Benatia e Chiellini ha fatto un ottimo lavoro. In particolare la partita del centrale marocchino è stata praticamente perfetta: nessuna sbavatura in copertura, sempre puntuale in anticipo, insuperabile nel gioco aereo e preciso nel giro palla. Mehdi si concede anche un’occasione da gol su calcio d’angolo. Conferma ancora una volta che se i guai muscolari smettono di tormentarlo è un centrale di livello mondiale. Bene anche Giorgio Chiellini: una fase difensiva del livello al quale ci ha abituato, accompagnata però, da qualche svarione di troppo in fase di impostazione. Il palleggio non è mai stato il punto forte di Giorgio, ma dopo la cessione di Bonucci le responsabilità dell’impostazione passano anche dai suoi piedi per forza di cose, allora un giocatore del suo livello deve per forza di cose migliorare in questo aspetto.

Buona la prova di Asamoah sulla fascia sinistra. Il numero 22 non fa rimpiangere l’assenza di Alex Sandro, soprattutto in questo periodo di appannamento del brasiliano. Il terzino africano non è un fenomeno, ma è sempre attento e preciso in fase difensiva e non risparmia corsa e contrasti. Sicuramente una prova più che sufficiente per lui. Ottima la prova di Mattia De Sciglio. Il terzino destro ex Milan sta migliorando di partita in partita. In fase difensiva fa una partita perfetta ed anche in fase di impostazione è quasi impeccabile. Non da un grande apporto alla fase offensiva, anche per rispettare i dettami tattici dell’allenatore. Per Barzagli pochi minuti nel finale al posto di De Sciglio.

Sotto la lente: il centrocampo

Buono il match disputato da Pjanic, è lui che ha il compito di far girare la palla ed organizzare l’azione offensiva. Qualche palla persa di troppo quando si trova sotto pressione, dal punto di vista difensivo molto attento. Grande applicazione tattica da parte di Khedira. Il centrocampista tedesco è perfetto nel posizionamento, ma il suo apporto offensivo è quasi nullo. Al 67′ viene sostituito da Marchisio. Il principino da il solito contributo di classe, corsa ed esperienza, forse meriterebbe qualche minuto di più.

Matuidi macina tanti chilometri in campo, chiude bene la fascia sinistra e si muove discretamente in fase offensiva, l’efficacia, però, non è delle migliori. L’apporto di di Douglas Costa è ottimo sotto tutti i punti di vista: un giocatore che si è calato a pieno nel ruolo che Allegri gli ha cucito addosso. Circa un quarto d’ora a disposizione per Juan Cuadrado, il colombiano tenta di farsi vedere, non è facile in un finale in cui la palla è quasi sempre tra i piedi dei napoletani.

Sotto la lente: l’attacco

Dybala spazia su tutto il campo. L’efficacia è altalenante, alterna grandi giocate ad errori di misura e dribbling sbagliati. L’assist per il gol di Higuain è bellissimo, potevano essere due, ma nella seconda occasione è troppo egoista. Molto generoso e attento in fase difensiva. Grande partita di Higuain, gol decisivo, tanto movimento e tanti duelli, il più gravoso del quale contro tutto lo stadio. Gonzalo ne esce vincitore su tutta la linea: campione ritrovato.

Sotto la lente: il Mister

È la vittoria di Allegri. Il Mister bianconero imbriglia il gioco del Napoli e da una lezione a Sarri che non riesce ad adeguarda il gioco della squadra alla tattica Bianconera. Dopo tante critiche, spesso ingiuste, fa capire a tutti che a poco contano il possesso palla e i complimenti. Bisogna vincere ed ancora una volta Allegri ha avuto ragione. La tattica messa in campo potrebbe sembrare semplice, ma non lo è, è studiata e modellata sulle caratteristiche dell’avversario: punti deboli e punti forti. Un colpo alla classifica e uno alle critiche.

Una vittoria che da un grande segnale al campionato e agli avversari. La Juventus c’è e chiunque abbia ambizioni di vincere lo Scudetto deve fare i conti con i Bianconeri.

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