La Juventus: i campioni fanno la differenza

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Bella vittoria della Juventus alla Scala del Calcio. A San Siro i Bianconeri si impongono per 2-0 contro un Milan volenteroso, ma poco concreto. La differenza la fanno le giocate di Higuain, imbeccato da Dybala, e la classe di Pjanic.

Una Juventus che finalmente esce dal terreno di gioco senza subire reti in trasferta, dopo 5 partite consecutive in cui non era stata in grado di mantenere la porta inviolata. Buona prova della difesa, anche se sempre con qualche sbavatura. In attacco Higuain torna a fare il suo mestiere e mette a segno una doppietta.

Una Juventus che scende il campo con il solito 4-2-3-1. A difendere la porta di Madama ci pensa il vecchio Capitano, davanti a lui si muovono Chiellini e Rugani, atteso ad una nuova prova di maturità. Sulle fasce Asamoah dà fiato ad Alex Sandro e Lichsteiner è l’unica scelta papabile sulla destra. Dal centrocampo in su si rivede la squadra titolare dello scorso anno con Pjanic e Khedira al centro, fasce presidiate da Cuadrado e Mandzukic e Dybala dietro alla punta Higuain.

Buona partenza del Milan

Nei primi dieci minuti di gara il Milan sembra prendere il comando. L’approccio alla gara dei Bianconeri non è dei migliori e gli uomini di Allegri soffrono la pressione alta della squadra di casa, che li costringe a molti errori di impostazione e qualche affanno.

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Passata la sfuriata iniziale la Juventus riprende il comando delle operazioni e lentamente inizia a macinare gioco senza mai dominare. Bene Cuadrado sulla destra, poco incisivo Mandzukic sul lato opposto. A centrocampo Pjanic tiene il comando delle operazioni, ma è ancora il Milan a rendersi pericoloso con qualche azione sporadica.

Higuain, primo squillo

Il Milan cala e la Juve ne approfitta. Poco Dybala, ben ingabbiato dal centrocampo milanista e poco incisivo quando trova spazio, ma è Higuain che si fa vedere di più. Il centravanti argentino, fa movimento e funge dai riferimento per i compagni. Il gol dell’1-0 premia una bella azione dei Bianconeri: Pjanic pesca Dybala tra le linee, il fuoriclasse argentino mette una bella palla per Higuain che controlla, evita il difensore e calcia a fil di palo: è il gol numero 100 di Gonzalo nel campionato italiano, celebrato nel più suggestivo dei teatri.

Il ruggito del vecchio Leone

Ferito, il Milan cerca di ripartire e si rende pericoloso. Suso è sempre attivo sulla destra, ma le azioni più pericolosa arrivano dal lato opposto con Borini che mette una palla al centro sulla quale Kalinic è in ritardo di poco in posizione pericolosissima. Ancora dalla sinistra è Rodriguez che mette una palla in mezzo dalla trequarti sulla quale la spizzata di testa di Calhanoglu mette davanti alla porta ancora Kalinic. Il centravanti rossonero stoppa e tira di sinistro. La palla si pegne sulla traversa, ma è fondamentale l’uscita di Buffon che devia quanto basta la traiettoria della palla per mantenere la propria porta inviolata.

Il primo tempo si chiude sul miracolo di Buffon, che dimostra di legittimare ancora una volta il titolo di miglior portiere del Mondo. Non sarà più agile e reattivo come un tempo, ma ha grande esperienza, senso della posizione e intuito, che lo rendono ancora, a quasi 40 anni, uno dei portieri più forti nel panorama europeo e ne legittimano la presenza tra i pali della porta della Signora. Non è solo la riconoscenza che spinge la società e l’allenatore a mantenerlo titolare per l’ultimo anno di carriera, Buffon merita ancora di stare lì a proteggere quella porta.

Juve in vantaggio, ma non troppo

Un primo tempo che si chiude con la rete della Juventus inviolata e un gol di vantaggio, ma che mostra ancora qualche sbavatura in fase difensiva. Più di una volta, nel corso della prima parte, Kalinic è riuscito a conquistare la possibilità di battere a rete in messo ai due centrali della Juventus. Questa volta con Chiellini un po’ più in affanno rispetto a Rugani, protagonista di una buona partita.

Nel secondo tempo il Milan tenta di recuperare lo svantaggio, ma la Juventus è più concentrata e puntuale nelle chiusure. I Rossoneri non sono mai pericolosi e Dybala si fa vedere un po’ di più approfittando dei maggiori spazi, rimanendo sempre impreciso in fase di finalizzazione.

Higuain, la carica dei 101

La partita si chiude al 63′ minuto quando Asamoah, che fino a quel momento aveva causato più di un mormorio nella platea juventina, compie una bella discesa sulla destra dribblando Borini. Ancora una volta è determinante la giocata di Dybala che fa un velo sul passaggio del terzino ghanese offrendo la palla ad Higuain che salta nuovamente il difensore. Il tiro bacia il palo e finisce il rete per la doppietta del ritrovato Pipita, abbracciato da tutti i compagni, che firma il gol numero 101.

La partita procede verso la fine con qualche sussulto, ma con una Juve sostanzialmente in cotrollo e un Milan che spinge senza forza e convinzione.

Si riparte con le lezioni di tango

Ancora non al meglio, ancora leggermente appannati, ma in netta ripresa. Più Higuain che Dybala in questa partita. Il centravanti “sposta gli equilibri” (cit.) di una partita che non era facile da sbloccare e mette due sigilli determinanti con due bellissimi gol. Oltre a fare il suo mestiere, che sarebbe quello di buttarla dentro, si fa vedere molto e lotta contro la difesa avversaria. Caratteristiche che negli anni passati non gli appartenevano e che stanna iniziando a far parte del suo bagaglio tecnico. Dopo la partita contro l’Udinese in cui si è rivelato molto utile e quella contro la Spal in cui ha realizzato un gol (e uno giustamente annullato, comunque un buon gesto tecnico), contro il Milan è finalmente ritornato mortifero e determinante in zona gol.

Il suo grave limite è non capire che in acune zone del campo non può pretendere di portare avanti la palla e cercare la giocata. La sua attitudine è di dare il meglio dal punto di vista tecnico in zona gol. Quando prende palla lontano dall’area avversaria deve far girare velocemente la palla, a uno o due tocchi, e velocizzare l’azione. Senza cercare insistentemente la giocata, il dribbling, il lancio ad effetto, quello è mestiere d’altri. Troppe palle perse per questo atteggiamento ne pregiudicano il giudizio.

Paulo è ancora in una fase di forma non eccellente, ma si intravedono netti miglioramenti. Sta ritornando il giocatore di inizio stagione. La difesa del Milan gli fa sentire i tacchetti e lui soffre questo atteggiamento aggressivo, ma alla lunga si fa vedere più frequentemente. Non è preciso nelle conclusioni né ubriacante nei drbbling, ma c’è il suo zampino su entrambi i gol. Per adesso può andar bene così, sempre “aspettando Godot” (cit.) in Champions League.

Il direttore d’orchestra

Miralem Pjanic vero padrone del centrocampo in questa partita. I pericoli per la porta juventina arrivano solo dalle fasce laterali anche per la buona prestazione difensiva sua e del suo compagno di reparto Khedira, ma è in fase di costruzione che il bosniaco dà il meglio. Sempre nel vivo dell’azione, fa girare la palla con velocità e precisione da una parte all’altra del campo. È lui il punto di riferimento della Juventus in fase di costruzione. Non si fa vedere quasi mai in avanti, ma la sua imbucata per Dybala nell’azione del primo gol è un insieme di precisione e tempismo. Allegri lo “rimprovera” di non essere stato perfetto: uno sprone piuttosto che un complimento dopo una partita del genere è segno di grande stima e fiducia, perché da uno con le sue caratteristiche tecniche ci si aspetta sempre di più.

Un passo avanti lungo il cammino

Bella partita da parte di Daniele Rugani. Spesso in anticipo sull’avversario e puntuale nelle chiusure. In fase di impostazione non si tira indietro, aiutando Chiellini che in questo frangente ha qualche limite. Non perfetto sulle palle alte e, insieme al suo compagno di reparto, nelle chiusure a centro area su Kalinic, dimostra comunque grinta e sicurezza, anche facendo sentire i tacchetti quando serve. Fare il difesore della Juventus non è semplice per un giovane, perché prima di tutto si deve crescere in concentrazione. Qui nemmeno mezzo errore si perdona, ma il difensore toscano dimostra di continuare il cammino che lo porterà a vestire i panni del successore, insieme a Caldara, dei grandi difensori che hanno fatto la storia della Juventus e della Nazionale Italiana.

Due rigori di differenza

La Juventus vince il primo scontro contro una squadra blasonata, e si riporta temporaneamente in testa alla classifica appaiata al Napoli, che ha una partita in meno. Una Juventus che seppur, a detta di molti, non più la squadra granitica e schiaccia sassi degli scorsi anni, ha un punto in più dell’anno scorso dopo 11 giornate, con 33 gol fatti e 10 subiti contro i 23 e 8 dello scorso anno.

Analizzando freddamente i numeri si direbbe che la Juventus sia migliorata nella fase offensiva e leggermente peggiorata in quella difensiva (quindi l’addio di Bonucci non ha spostato gli equilibri?). Addirittura, pur tra le critiche, la squdra ha un punto in più della scorsa stagione. La differenza sta sostanzialmente nel fatto che al momento la Juventus è potenzialmente terza in classifica, al pari della Lazio, dietro a Napoli e Inter, se tutte e tre le squadre conquisteranno una vittoria in questo turno. Si può dire, quindi che più che peggiorata la Juventus, siano migliorate le altre. Ma la domanda è: riusciranno gli avversari a mantenere questo passo per tutta la stagione, con una rosa non profonda come quella bianconera?

Andando nel campo delle ipotesi, se solo Dybala avesse segnato i due rigori allo scadere contro Atalanta e Lazio, avrebbe 4 punti in più (e la Lazio 2 in meno) e sarebbe in testa alla classifica a prescindere dai risultati delle avversarie.

Quindi, non VAR come gli avversari della Juventus si aspettavano.

Sotto la lente: difesa

Detto dell’eterno Buffon, ha mostrato qualche sbavatura la coppia centrale. Bene Rugani, in questa partita è parso un po’ appannato Chiellini. Forse un turno di riposo gli farebbe bene (non in Champions però!). Un po’ troppe le occasioni concesse a Kalinic a centro area; con avversari più forti non ce lo si può permettere.

Altalenante la prestazione di Asamoah. Il ghanese mostra buone giocate alternate a cali di tensione. Non si presenta quasi mai al cross dal fondo, ma da lui parte l’azione del raddoppio. Comunque positiva la sua prestazione. Alex Sandro sostituisce dopo 70 minuti di gioco il suo omologo e la differenza in campo, si fa sentire. Per Lichtsteiner un’altra partita senza infamia e senza lode, poco presente in fase offensiva, qualche ritardo in chiusura. La sua carriera volge al termine, e dovrebbe essere la riserva nel ruolo, ma di chi? Al 64′ minuto viene sostituito da Barzagli che da solidità al reparto.

Sotto la lente: centrocampo

Pjanic padrone del gioco, passano da lui tutte le azioni della Juve ed è lui a dar respiro alla manovra nelle fasi di pressing avversario. Sta acquisendo la mentalità e la continuità all’interno della partita che gli mancavano. Khedira sembra non è molto appariscente, ma la sua presenza è tatticamente fondamentale. Non si vede ma si fa sentire. All’81’ minuto lascia spazio a Matuidi, troppo poco tempo per il francese per farsi notare.

Sotto la lente: attacco

Il quartetto titolare dello scorso anno non tradisce. Cuadrado molto attivo sulla fascia destra, specialmente nelle fasi di difficoltà del primo tempo. Quando ha la palla ai piedi c’è sempre la sensazione che qualcosa di pericoloso possa accadere. Comincia a giocare di più con e per la squdra e questo è un grande miglioramento. Dybala assente a tratti, alla lunga ricompare e si presenta al tiro in diverse occasioni, ma senza fortuna. Partecipa alle azioni dei gol con due lampi. In crescita. Mandzukic si vede poco in fase offensive, ma è prezioso nell’aiutare Asamoah in chiusura su un cliente difficile come Suso. Senza Alex Sandro è costretto agli straordinari, li fa. Higuain è l’eroe di giornata. Doppietta, tanta corsa e una forma fisica in crescita, il suo peso in questa stagione può essere ancora una volta determinante.

Sotto la lente: il Mister

Squadra che vince non si cambia recita un vecchio adagio calcistico. Lui ripropone una squadra che conta per 13/14 unicamente giocatori presenti lo scorso anno, concedendo ai nuovi solo i 9 minuti più recupero di Matuidi. La squadra è in crescita dal punto di vista fisico e gioca a memoria. Ancora troppe sbavature in fase difensiva e un gioco che non entuasiasma la platea. Risparmia i terzini titolari per la Champions e ritrova quell’Higuain nel quale non hai mai smesso di credere. Si sa che le squdre di Allegri danno il meglio nella seconda parte della stagione, per ora i risultati sono dalla sua parte. Va bene così.

Una Juve che, pur non impressionando, lancia un segnale deciso al campionato. Chi immaginava che Madama fosse pronta per abdicare deve ricredersi. Giocare a San Siro contro il Milan non è mai facile, lo dimostra la storia recente, e queste gare mettono i giocatori in condizione di dare tutto. Per questo il Milan non era squadra da sottovalutare e per questo la vittoria acquista sostanza. Da non sottovalutare il fatto di essere finalmente riusciti, dopo diverse partite, a mantenere la porta inviolata. Forse con un po’ di fortuna in qualche occasione e con qualche salvataggio affannato, ma è vero che la Fortuna aiuta gli audaci…

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