La Roma di Dzeko ha bisogno di riposo: benedetta sia questa sosta!

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Dzeko in Empoli-Roma 0-2

La Roma di Dzeko sbanca Empoli con u 0-2, però si mostra stanca. Un po’ di riposo non le farà male!

La Lupa è cotta. Dopo la partita di sabato per fortuna è arrivata la sosta. Entusiasmo per la trasferta toscana poco. Perché se Caputo non avesse sbagliato quel penalty forse eravamo qui a parlare di due punti gettati via. Tanto per cambiare. Poco gioco, sopratutto poche ripartenze decenti. I giallorossi di Champions e delle ultime tre di campionato (derby compreso) si sono un po’ persi.

Certo l’avversario, che ha meno punti di quelli che si merita, era tutt’altro che debole. L’Empoli gioca bene. Contro di noi ha giocato un ottimo calcio: ripartenze, pressing e coraggio. A tratti la Roma ha pure subito.

Anche dopo il vantaggio, siglato da Nzonzi con il suo bel testone (e palla chirurgica all’angolino) i giallorossi non si sono sciolti, anzi contratti. Gli spazi c’erano, perché abbondavano. Eppure Under da una parte e il Faraone dall’altra non riuscivano a spianare o spianarsi la strada.

Una cosa molto grave: le palle perse

E una cosa è stata evidente per tutti: perdiamo troppe palle sulla trequarti dell’avversario, specialmente su palle ferme. Impossibile credere che dal 50′ al 70′ minuto la Roma si sia fatta sfuggire almeno 4 contropiedi. E questo è accaduto nel primo tempo e nel secondo tempo. Fra l’altro con la velocità di Zajc, Caputo e Krunic i rischi sono stati evitati o da rattoppi alla De Rossi o da tackle puliti di Fazio e Manolas. Ma, appunto, era l’Empoli. Se là ci fosse stata un’altra squadra più concreta, sarebbero stati cavoli amari. Insomma si arriva alla sosta con una Roma un po’ distratta. Più che la testa, a Empoli ha dato segni di calo il fisico. La rapidità di azione dei giocatori toscani e la pressione alta dei due terzini di Andreazzoli hanno messo in difficoltà una squadra un po’ sulle gambe.

Di Francesco che sta forgiando la sua creatura sul modulo base del 4-2-3-1 con Pastore o Pellegrini uomini chiave di interruzione e creazione di occasioni da rete, deve guardarsi anche da una mediana, che così impostata non è affatto una garanzia. Che ci siano o Nzonzi o Cristante o Pellegrini o Zaniolo o altri, la squadra non fa filtro a sufficienza. A lungo andare le conseguenze potrebbero farsi sentire

Il 2-0 è nettamente bugiardo e forse forse immeritato. Ma per fortuna c’è la sosta che avrà un effetto migliore di un thé caldo dopo la partita.

Intanto è tornata la Roma di Dzeko

Nel frattempo Dzeko s’è sbloccato. Una capitalizzazione perfetta di un groviglio in area e il 2-0 rassicurante l’ha messo il bosniaco. Quello che avevamo visto in rete a Torino e che magicamente ne ha fatte tre al Plzen poco tempo fa. Edin è fondamentale nello scacchiere di Di Francesco: crea e sviluppa per le ali, torna a prender palla a centrocampo, copre sulle palle inattive e finalizza su quelle attive. I romanisti lo aspettavano da tempo. Anche perché lui è il trascinatore di Champions dello scorso anno. È il gigante che fa a spalle con le difese avversarie e che crea i varchi per i preziosi inserimenti. Certo anche la Roma vista in campo a Empoli non è ancora la Roma di Dzeko, ma siamo fiduciosi che lo diventerà.

Intanto a Eusebio il coraggio non manca: Luca Pellegrini

Nel frattempo, in questa stagione autunnale di mini sperimentazioni, Di Francesco mostra di non mancar di coraggio. Anzi di alternative. Ecco che sabato scorso ha esordito da titolare il giovanissimo Luca Pellegrini. Omonimo di Lorenzo, ma non fratello. Niente male come prestazione per uno come copriva la fascia di un tale Kolarov. Pochi errori, compitino ben eseguito e qualche atto di coraggio e spinta con mira da migliorare. Il 19 enne ha mostrato di sapersi adeguare a compiti di copertura, a reggere la pressione e a sapersi proporre. Nulla di stratosferico, ma lì sulle fasce, dove spesso mancano gli uomini, averne uno in più non guasta.

È contento l’allenatore, lo sono i compagni e pure i tifosi. Il viviaio giallorosso dopo le scoperte di Florenzi, Romagnoli, De Rossi, Okaka, ecc… Una statistica conferma il trend: il 25 esimo giocatore che dal vivaio esordisce in serie A.

Lasciamolo lavorare e lasciamoli giocare

Nel frattempo lasciamo che il nostro Eusebio continui nella sua opera di perfezionamento: curare le palle perse, la concretezza e le misure fra i reparti. Lasciamolo lavorare con tranquillità. Dopo la sosta la Roma avrà una serie rapida di partite, in cui si giocherà almeno buona parte delle proprie speranze di stagione. Con il CSK non si può sbagliare né andata né ritorno; è crocevia fondamentale per il cammino europeo e lo scivolone del Real ci ha aiutato.

In campionato sta per arrivare un ciclo di scontri diretti mica da ridere: Napoli, Fiorentina e Inter. Più trasferta a Udine e partite in casa contro SPAL e Sampdoria. Non proprio materassaie da quattro soldi.

Dunque diamo fiducia a questi ragazzi, a questo mister e alla società. Le batoste Madrid-Bologna sembrano aver ripulito dalle esuberanze di fine stagione e con umiltà la Roma può tornare a giocarsela.

Poi arriverà anche la Roma di Dzeko, con le sue doppiette, triplette o giocate. Per, ora, abbiamo visto poco, ma c’è temo e modo per aspettarlo.

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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