La TOP11 degli Europei! Quantità e qualità in ogni reparto!

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Potevamo saperlo che

La Rubrica dei “TOP 5” è andata in vacanza. Per questa volta è stata sostituita dalla TOP 11. L’ edizione degli Europei 2016 è già finita da una settimana ma ho deciso di scrivere quelli che, per me, sono stati i migliori undici di questo torneo continentale. La formazione è schierata con un 3-4-3 con tanta qualità ma anche quantità. Ecco i nomi.

PORTIERE

RUI PATRICIO: Il numero 12 del portogallo ha fatto un europeo stupendo. E’ uno dei trascinatori della squadra e senza le sue parate i rossoverdi non sarebbero arrivati alla vittoria del titolo continentale. In finale ha salvato la porta compiendo interventi prodigiosi come quello su Griezmann e anche su Sissoko e Giroud. Tutti parlano di CR7 ma il vero “Fenomeno” è lui. SUPERLATIVO

DIFENSORI

BOATENG: Fin quando è stato al TOP la Germania è stata insuperabile. Contro la Francia anche lui ha fatto fatica ed è uscito per infortunio e la sua assenza si è sentita. Aldilà del rigore concesso a favore dell’Italia è stato impeccabile. Contro la Slovacchia ha segnato il suo primo goal in nazionale e che goal! MURO

KOSCIELNY: Il difensore francese è stato sempre presente nelle sette partite della squadra di Deshamps e non ha mai steccato. Ha giocato anche con compagni diversi al centro del reparto ma è sempre riuscito a dare ordine e sicurezza al reparto. PULITO

PEPE: Meno pulito del centrale francese ma sempre efficace. Anche il centrale del Real Madrid merita di stare in questa TOP 11. Non ne ha steccata una e gli attaccanti avversari sono stati spesso arginati dal muro portoghese. ANIMALESCO

CENTROCAMPISTI

BALE: L’esterno gallese si è caricato la squadra e la nazione sulle spalle e ha cercato di portarla il più avanti possibile. Contro il Portogallo, purtroppo, neanche il suo talento è bastato per far arrivare la squadra del Regno Unito in finale e cosi la squadra di Coleman si è dovuta arrendere in semifinale. Applausi comunque per questa nazionale e per lui. TRASCINATORE

PAYET: Lui è la sorpresa di questo torneo. Ha giocato molto bene la maggiorparte delle partite e con i suoi goal ha trascinato i transalpini in finale. Soprattutto il primo goal contro la Romania è stata una perla rara. Anche se nelle ultime due partite è calato comunque bisogna rendere nota del suo talento. PERLA RARA

SISSOKO Il centrocampista del Newcastle ha giocato delle partite formidabili. In finale è stato uno di quelli che ci ha provato di più. Quantità e qualità in mezzo al campo ed è un giocatore che, a mio avviso, alcune squadre dovrebbero prendere perché è veramente utile e non merita la serie B. SORPRESA

KROOS: La Germania è uscita in semifinale. Nell’ultima partita molti giocatori erano stanchi. Lui però è riuscito a brillare anche in una partita dove la squadra ha steccato. Il centrocampista del Real Madrid non ne ha sbagliata una. Si è impegnato sia in fase difensiva sia in quella offensiva. Un giocatore così avrebbe meritato la finale ma così non è stato. Le sue doti, però, non vengono messe in discussione. TALENTO PURO

ATTACCANTI

GRIEZMANN: Arriva in finale con l’Atletico ma sbaglia un rigore. La partita poi era andata ai rigori e lui l’aveva trasformato ma i “Coichoneros” avevano perso lo stesso. Questo era uno dei motivi per mettersi in mostra in questo europeo. L’attaccante ci è riuscito trascinando i francesi in finale con sei gol in sei partite. Ma in finale purtroppo i suoi tentativi sono stati disinnescati dal portiere del portogallo e da un po’ di sfortuna. Due finali, zero vinte. Sfortunato ma ha comunque giocato bene. PETIT DIABLE

EDER: Ha giocato 54 minuti in sette partite. Ha fatto un tiro in porta ed è bastato. Grazie alla sua rete il portogallo ha alzato il suo primo trofeo importante nella sua storia. In tanti non lo avrebbero nemmeno voluto tra i 23 rossoverdi. Gli stessi hanno chiesto scusa e hanno esultato alla fine. MATCH WINNER

RONALDO: CR7 alza il suo primo trofeo da capitano. La partita più importante della sua vita, però, non è riuscito a giocarla perché ha subito un brutto intervento da parte di Payet che l’ha costretto al cambio. Dalla panchina si è messo a fare il vice allenatore e la squadra è riuscito a sentirlo. L’europo del numero sette rossoverde è stato tra alti e bassi ma i tre goal che ha segnato (due contro l’Ungheria, uno contro il Galles) sono stati determinanti. Senza di questi, infatti, la squadra di Jesus non sarebbe mai arrivata in finale. LEADER

Bene, questa è la TOP 11 degli Europei. Vi è piaciuta? A presto con altri capitoli della Rubrica “TOP 5”.

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