La triste pochezza mediatica delle squadre di seconda fascia

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Phot by Calciobresciano.com

Quanti (al di fuori di Genova) sabato si sono accorti del derby della Lanterna? Probabilmente pochi. Eppure la stracittadina genovese è una delle più sentite d’Italia, forse la più sentita, considerando che la supremazia cittadina è il vero obiettivo stagionale delle due squadre. Ma si sa, la sfida fra i due Gigi (non me ne vogliano Buffon e Donnarumma) è da considerarsi più importante. Ahimè, in mancanza di argomenti lo sarebbe stata anche quella tra Lemina e Poli. E il giorno dopo? Beh figuriamoci. A chi interessa che alle 18 ci sia stato uno dei derby di Genova più spettacolari e combattuti degli ultimi anni? Il Milan ha battuto la Juve e l’Inter va a Bergamo. L’unica nota interessante che sembra arrivare dal Ferraris, secondo i giornali, è il caos generato dall’orologio di Tagliamento che per un attimo segnala il goal blucerchiato dopo la traversa colpita sul finire del primo tempo.

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Stamattina svegliandomi ho dato un’occhiata alle prime pagine: il Milan è al primo posto! Ma come? Non gioca stasera contro il Genoa? Si, ma cosa importa? È il Genoa! Non fa parte di quel lotto di poche squadre che fanno vendere i giornali, quindi non esiste. Per i media è già deciso: comunque vada i rossoblu stasera non vinceranno, sarà il Milan a vincere, pareggiare o perdere. Il Genoa, mediaticamente, sarà una comparsa. E domani? Domani sarà uguale: la Juventus dovrà reagire dopo la sconfitta contro i rossoneri, la Samp magari proverà a bissare il successo di sabato ma questo, fidatevi, non lo troverete scritto su nessun giornale nazionale. E allora per fortuna che alla fine c’è il campo, quel luogo magico dove le parole si annullano e tutto diventa possibile.

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