La Vecchia Signora balla il tango nel tempio di Wembley

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La Juventus riesce nell’impresa di ribaltare il pronostico e battere il Tottenham a Wembley. Dopo lo svantaggio i Bianconeri trovano forza, cuore e coraggio per ribaltare le sorti del match e della qualificazione. Ancora una volta Allegri tra i primi otto d’Europa.

Sfumature Bianconere: non era facile presentarsi a Wembley e fare risultato pieno. Non era facile soprattuto dopo il 2-2 dell’andata. Un risultato sicuramente favorevole agli inglesi, che in casa difficilmente hanno perso. E non era facile soprattutto per come si era messa la partita.

Allegri schiera una formazione equilibrata. Il 4-3-3 è lo schieramento che ha dato più garanzie in stagione, soprattutto dal punto di vista difensivo. Gli interpreti non sono però nelle migliori condizioni. Dybala è in ripresa dopo un infortunio muscolare che gli ha fatto perdere molte partite, con una sola partita, contro la Lazio, giocata per intero. Higuain torna dopo l’infortunio alla caviglia e non è al meglio. Matuidi è anche lui al rientro dopo uno stop per infortunio. Inoltre la Juve non ha ricambi in panchina per il reparto avanzato, con Mandzukic, Bernardeschi e Cuadrado ai box.

La forza dell’avversario

L’avversario è di quelli tosti. In Inghilterra gli Spurs sono quarti, ben distanti dalla prima, il Manchester City che ha 78 punti contro i 58 dei londinesi, ma a solo 4 punti dalla seconda, il Manchester United. Altra storia in Champions League. Nel girone di qualificazione gli Spurs hanno messo sotto i Campioni del Mondo in carica del Real Madrid con un perentorio 3-1 a Wembley. Il cammino del Tottenhan è stato quasi perfetto, con il solo pareggio a Madrid, e 15 gol fatti con solo 4 subiti.

Dopo aver dominato per quasi tutta la gara di andata il Tottenham ripete il copione nel primo tempo di Wembley. Son è una scheggia impazzita. Kane è potenza e classe, Dele Alli illumina la scena con tocchi di classe. La Juventus, fin da subito è messa alle corde. L’unico che tenta di scuotere la squadra è Douglas Costa, imprendibile nelle sue accelerazioni, vero incubo della difesa londinese per tutta la partita.

Il Tottenham, spinto dagli 84 mila di Wembley, schiaccia letterlamente la Juve nel primo tempo. Dopo aver sprecato diverse occasioni, finalmente passa con Son. Dopo il gol c’è la timida reazione dei Bianconeri con Pjanic che mette fuori da posizione abbastanza buona. Gli inglesi, però, hanno un altro ritmo ed un’altra intesità. La Juve è alle corde e i suoi attaccanti non sono mai pericolosi

Questione di tempismo

Il secondo tempo riparte sullo stesso motivo del primo. Nonostante il vantaggio è il Tottenham a fare la partita. La Juve non è mai pericolosa, ma è più compatta e presta meno il fianco alla velocità degli avanti londinesi. Tra il 60′ e il 61′ Allegri ordina i due cambi che cambiano le sorti del march: entra Asamoah al posto di Matuidi, passando al 4-2-3-1 con Alex Sandro avanzato sulla linea dei trequartisti, ed entra Lichsteiner al posto di Benatia per dare più spinta sulla destra, con Barzagli tornato al suo ruolo naturale di centrale difensivo.

I cambi danno subito un cambio di ritmo repentino ai Bianconeri. Dybala prova da dentro l’area, ma il tiro al volo finisce largo. Da un’azione sulla destra iniziata da Douglas Costa e continuata da Dybala, la palla arriva a Lichsteiner che crossa al centro dove Khedira spizza per Higuain. La zampata del centravanti argentino finisce alle spalle di Loris e la partita torna in parità. Passano tra minuti e Higuain riceve sulla trequarti, si gira e serve Dybala scattato sul filo del fuorigioco. La Joya non sbaglia e mette in rete il gol del vantaggio. Wembley è zittito.

Dopo il vantaggio la Juve si arrocca in difesa. Inutili i tentativi degli Spurs che si avvicinano più volte pericolosamente alla porta di Buffon, colpendo anche un palo al 90′ minuto. Ma la difesa della Juventus regge e al triplice fischio dell’arbitro i Bianconeri si ritrovano ai quarti di finale.

A ritmo di tango

Tutte le attese erano su di loro, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, ma questa volta i due campioni argentini della Juve non hanno tradito le attese. Non era facile, nel tempio di Wembley, trovare la forza di ribaltare un risultato sfavorevole, ancora lontani dalla forma fisica. Finalmente, però, le giocate del duo sudamericano sono state decisive. Proprio nella competizione più importante, in una serata difficilissima. Due colpi di classe che hanno ribaltato le sorti di una qualificazione che sembrava sfuggire. Due lampi avvenuti proprio quando era più difficile, nel momento di maggiore difficoltà della squadra. Non una grande partita in generale, ma due giocate decisive, come fanno i campioni.

La giustificazione dei perdenti

La giustificazione preferita dei perdenti in Italia è quella dei favori arbitrali per la Juve. La Juve a Wembley ha dimostrato che quando una squadra è più forte vince, nonostante le decisioni arbitrali sfavorevoli. Così nonostante un rigore solare su Douglas Costa non concesso dall’arbitro Marciniak sullo 0-0, nonostante il tiro di Kane finito sul palo, ma viziato da posizione di fuori gioco dell’attaccante, i Bianconeri hanno vinto ugualmente. Hanno vinto con cuore, lotta e grinta. Hanno messo in campo coraggio ed esperienza, forza e convinzione nei propri mezzi. Proprio quello che manca a chi pensa solo a lamentarsi degli arbitri trovando solo alibi ale proprie debolezze.

Altro argomento preferito dai detrattori della Juve è quello del gioco. Questa Juve non farà sicuramente un gioco piacevole, ma è tremendamente efficace. Il Tottenham, sui 180 minuti tra andata e ritorno, ha letteralmente dominato la Juventus per almeno 165 minuti…ma…in tutto questo dominio ha prodotto 3 gol. La Juve si è difesa, ha creato poco ed ha subito troppo, ha giocato decentemente 10 minuti all’andata e 5 al ritorno, ma ha fatto 4 gol. Il calcio è un gioco semplice, chi fa un gol in più dell’avversario vince. Allora diventa determinante sfruttare al meglio le occasioni e cercare di non far fare gol agli avversari. Andare a mille per tutta la partita, non è garanzia di successo, anzi se ci si trova di fronte una squadra più esperta e cinica può rivelarsi controproducente. E questo la Juve lo sa bene..

Sotto la lente: la Difesa

Buffon compie due interventi decisivi su Son nel primo tempo ed è fortunato un paio di volte con lo stesso Son e con Kane. Subisce un gol in cui è incolpevole e nella ripresa è salvato dal palo prima e da Barzagli poi. Alla fine il suo apporto per la vittoria è comunque determinante.

Partita monumentale di Chiellini. Qualche sbavatura nel primo tempo, ma in generale lotta come un leone per tutta la partita. La sua grinta trascina tutta la squadra. Benatia difende come ormai ci ha abituato, non tirando indietro la gamba quando serve. Prende un’ammonizione che gli costerà la squalifica per il prossimo turno. Viene sostituito per inforunio da Lichtsteiner. Lo svizzero ha un grande impatto sulla partita. Suo il cross per il primo gol. Fa qualche discesa che taglia le gambe agli avversari e copre bene su Son. Apporto fondamentale per la vittoria.

Buona partita di Alex Sandro. Nel primo tempo si vede poco in fase offensiva e non sempre riesce ad eludere il pressing avversario. Nel secondo ha un ruolo importante nella fase della pressione che porta a ribaltare le sorti della gare. Importante in fase difensiva, quando c’è da soffrire.

Sotto la lente: il Centrocampo

Allegri parte con un centrocampo a tre. Pjanic si muove da vertice basso, ma nel primo tempo non riesce ad impostare, travolto dal pressing avversario. Il baricentro basso della squadra non gli permette di mettere in mostra le sue doti, ma risolve molte situaizone difficili con la sua classe. Imprescindibile. Khedira fa la solita partita di sostanza. Nel primo tempo è il più avanzato dei centrocampisti e cerca di far valere la sua abilità negli inserimenti, senza grande successo. Nella ripresaconfeziona con una spizzata di testa l’assist per Higuain. Creare gioco non è il suo forte, ma se c’è da metterci il fisico non si tira mai indietro, e lo fa con intelligenza.

Matuidi al di sotto dei suoi soliti standard. Solito dinamismo, ma poca sostanza. Non supporta bene in fase di costruzione ed è poco efficace nel pressing. Fuori forma. Al suo posto Asamoah dopo un’ora di gioco. Il Ghanese prende posizione alle spalle di Alex Sandro sulla sinistra e dà la spinta in più che serve per mettere alle corde il Tottenham, giusto il tempo di andare in vantaggio. Poi lotta fino al triplice fischio per difendere il fortino.

Sotto la lente: l’Attacco

Poco presente nel primo tempo, anche per demeriti non suoi, Higuain cerca di fare pressing e trascinare la squadra. Non ha molte occasioni nella prima frazione, ma non smette mai di crederci. Quando la squadra alza il baricentro nella ripresa entra subito in gioco: zampata decisiva nel primo gol e assist perfetto che mette Dybala davanti alla porta. Finalmente decisivo anche nelle partite che contano in Europa. Esce all’84’ minuto per Sturaro, per lui pochi minuti per mettere pressione e partecipare alla lotta che porta la squadra ai quarti. Quando il gioco si fa duro Stefano risponde presente.  Dybala non si vede per quasi tutta la prima parte di gara. Poi un tiro fuori misura e all’improvviso la firma da campione. Colpisce con freddezza sfruttando l’assist di Higuain e fa il gol qualificazione. Decisivo, come il compagno, finalmente anche in Champions.

Douglas Costa è il giocatore più imprevedibile in casa Bianconera. Ogni volta che prende palla mette in apprensione la difesa avversaria con la sua tecnica e la sua velocità. Sta trovando maggiore continuità e migliore attitudine difensiva. Un grande giocatore che sta crescendo ultriormente. Finisce la partita sulle gambe, dopo aver dato tutto.

Sotto la lente: il Mister

Molti non amano Allegri. Sono tantissime le critiche mosse all’allenatore della Juve per il gioco della squadra. Ma lui non se ne cura e vince. La vittoria di Wembley porta la sua firma, con un doppio cambio che nessuno si aspettava potesse essere così efficace e che invece porta la Juventus ai quarti. Ancora una volta ha avuto ragione lui. Complimenti.

Una vittoria che dà forza, grinta e coraggio per il proseguio della stagione. Una Juve che sta per entrare nel momento più importante recuperando gli uomini migliori e crescendo in condizione e convinzione. A marzo, ancora una volta, la squadra di Allegri è in corsa per tutti e tre gli obiettivi, e viaggia sull’onda di un entusiasmo figlio di grandi risultati.

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