Lazio – E’ il trionfo di Simone Inzaghi, da traghettatore a idolo assoluto

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Foto di Stefano Antolini in diretta dall'Olimpico - Juventus -lazio Supercoppa Italiana 2017

Non può che essere lui l’uomo copertina di questa Lazio: Simone Inzaghi. L’allenatore che ha preso un gruppo ridotto in macerie e lo ha condotto alla vittoria di ieri sera. Un 3-2 alla Juventus arrivato nel modo più rocambolesco, incredibile e laziale che ci sia. Si, laziale è l’aggettivo giusto, perché non è stata una gara scontata, semplice. Il tifoso biancoceleste conosce l’inferno e il paradiso, ed è capace di cadere e rialzarsi centinaia di volte. Una giravolta di emozioni difficili da sopportare per molti altri, ma anni di queste partite temprano il tifo e lo spirito.

Inzaghi ha messo in campo una compagine in grado di imbrigliare i campionissimi della Juve, alla loro 6′ Supercoppa di fila in altrettanti anni. Una squadra orfana di Keita – promesso sposo proprio ai bianconeri – e dell’infortunato Felipe Anderson, che stoico prova ad entrare in campo nonostante non sia in condizione. Assenze che aumentano il sapore dolce sulle labbra dei laziali, quando assaporano il gusto della vittoria. Un trionfo tattico e d’intensità, una ferocia agonistica messa in campo per merito di Inzaghi. Il mister piacentino alza il primo trofeo della carriera nella sua Roma, dove tanto aveva vinto come calciatore.

La gioia espressa nella corsa sotto la curva, l’ennesima di una carriera fatta di sacrificio, sempre alla ricerca del gol, come il sangue degli Inzaghi merita. Da sempre visto solo come il “fratello di Filippo”, Simone, ieri sera si è preso la sua rivincita contro il mondo. Ha rigenerato Immobile, ormai punta fissa della Nazionale, autore di una splendida doppietta a Buffon. Ha fatto esplodere il talento di Savic e Keita, riuscendo ad adattare giocatori come Anderson e Luis Alberto. Ha continuato la crescita di De Vrij ed è riuscito a cullare un potenziale top player come Strakosha, autore anche ieri sera di alcune parate strepitose.

 

Senza dimenticarci dei giovani della Primavera lanciati, ieri su tutti Murgia, autore del gol vittoria al 93′. Un ragazzino del 1996 che porta alla squadra per cui ha sempre fatto il tifo il primo titolo della carriera. Una storia che a scriverla non sarebbe venuta così bene. Perché la Lazio è questa: cuore, imprevedibilità, sofferenza, sorpresa.

La festa della Nord durante la premiazione dopo la vittoria della Lazio – Supercoppa Italiana 2017 – Video realizzato con la collaborazione del tifoso Stefano Antolini

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