Le pagelle rossonere: Donnarumma e Locatelli eredità famose

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Le pagelle rossonere: il Milan ha vinto ieri sera sotto i suoi stessi riflettori contro la plenipotenziaria Juventus. Andiamo a vedere fra soprannomi ed etichette i migliori del rush rossonero.

LE PAGELLE ROSSONERE 

DONNARUMMA: voto 7,5 –  se il Milan subisce pochissimi goal da un po’ di tempo è merito sopratutto di chi giostra fra i suoi pali. Stiamo parlando di un campione dal futuro molto luminoso per il Milan e per l’Italia. Portiere completo: alto, agile, abile con i piedi, coraggioso (vedi l’uscita con i piedi ad anticipare Higuain), attento, energico e sopratutto volante. Ricorda un po’ Sebastiano Rossi nelle movenze e in alcuni tipi di parata, ma è moderno nel giocare da ultimo uomo come Neuer. Per ora non para, ma vola. Come all’ultimo secondo su Khedira: SANTO ALATO.

PALETTA: voto 7 – per uno che ha sempre goduto di poca stima in tutti gli ambienti, fuorché Parma, questo è il momento della rivincita. Ormai è un caposaldo dei ragazzi rossoneri. Con temerarietà affronta ogni avversario (ieri un certo Higuain e Cuadrado) senza cadere nella trappola del nervosismo, senza un barlume di svarione e senza perdere tempo con finezze estetiche. Pochi fronzoli, la giusta cattiveria e una riconosciuta capacità di alzare la linea del fuorigioco. Per ora: PERFETTO

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ROMAGNOLI: voto 6,5 – dopo i primi obbrobri di inizio stagione, finalmente l’ex della Roma si sta ambientando. Con vicino nè Rodrigo Ely nè Gustavo Gomez, bensì il ben più calibrato Paletta anche lui sta prendendo la sua forma. Per ora non fa oltre quel che deve fare: marcare, saltare sui corner, evitare calci di rigori e scivoloni pesanti. Può sicuramente far di più, come spesso si diceva a scuola, ma ieri aveva davanti due grandi attaccanti e ha retto alla grande. CRESCE IL BIMBO, CRESCE

IGNAZIO ABATE: voto 6 – dopo anni di una carriera precaria, dopo aver macinato chilometri negli anni ed essersi ritrovato panchine scomode, Ignazio non si aspettava proprio la fascia di capitano. Complice l’infortunio pesante di Montolivo, l’impensabile è accaduto. Ora Ignazio non è più il ventenne che deve accontentarsi di pochi palco scenici, ma può già apprestarsi a guidare la squadra. Quella fascia sembra dargli più grinta e consapevolezza: BENVENUTO CAPITANO

DE SCIGLIO: voto 6 – Mattia è l’eterno incompleto. Da quei derby dove ci sorprendeva sulla fascia a quelle panchine meritate di anni ne stanno passando. Eppure la sua pigrizia ancora non è guarita, così come la paura di spingere di più. E’ vero quest’anno ci pensano altri attori a fare quello che lui faceva gli altri anni, perciò il suo è un ruolo da terzino puro. La sua missione: bloccare Dani Alves o Cuadrado da quella parte. Ci riesce benissimo, senza mai sbavare e quando la gamba trema, spazza via con forza. MISSION POSSIBLE

KUCKA: voto 6,5 – quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Eccolo lì Juray Kucka, l’uomo dal polmone in più, dal pressing sfinito e dalla giusta dose di grinta. ieri ha impallinato le trame delicate di Pjanic e compagni come un assetato di sangue. IL NOSTRO PITBULL

BONAVENTURA: voto 6 – il povero Jack quest’anno si deve votare al sacrificio. Per lui c’è poco spazio per deliziarci con le sue serpentine palla al piede. Montella gli ha chiesto quasi un ruolo alla Seedorf di Ancelotti: tecnica, assist, falli e talvolta qualche sfuriata sulla fascia. Meno presente davanti, più irrinunciabile dietro. E’ un nuovo Bonaventura da scoprire, ma ci piace come quello vecchio: MULTITASKING

LOCATELLI: voto 8 – Manuel Locatelli fa per davvero le cose per bene. Non c’è nulla da dire, sarà una caratteristica di quel cognome. Come Tomas, quello del ’76, che giocò nel Milan magico di Capello. Questo Manuel per ora non vincerà nulla, a meno di miracoli, ma ha un futuro fantastico davanti. Ieri ha realizzato un goal di altissima fattura tecnica, di coraggio e di irrazionalità. Come quello di due settimane fa contro il Sassuolo. E’ uno che il piede ce l’ha. Qualcuno già vi vede un nuovo Albertini, piano con i paragoni, ma le speranze no: NUOVO METRONOMO

SUSO – voto 6 – lo spagnolo sta finalmente trovando, grazie a Montella, una collocazione che coniughi le sue qualità balistiche alle funzioni della squadra. Esterno lati in un tridente, che cerca di offendere e difendere contemporaneamente, Suso ieri s’è contenuto moltissimo, concedendo più la scenda ad Alex Sandro. Quando ha un varco, cerca di usarlo con intelligenza e infatti ieri ha aperto lui lo spazio per il tiro di Locatelli: ADATTABILE

NIANG – voto 6,5 – il francese è diventato con il tempo una delle spine dorsali principali di questo nuovo Milan. Ha la testa fra le nuvole, a volte corre vuoto, in altre occasioni sorprende con grandi giocati se stesso e gli avversari. Con le leve lunghissime che ha si adatta a bene a fare l’esterno offensivo, con possibilità talvolta di accentrarsi. ieri pressava fino allo sfinimento Barzagli e chi trovava sulla sua zona. Esegue bene il compito di copertura, deve migliorare nello sfruttare le occasioni: INSTANCABILE

BACCA – voto 5,5 – Carlos per ora bisogna accettarlo così: a volte emerge su tutti, a volte nemmeno si vede. Ieri era una delle serate del secondo tipo. Chi l’ha visto? Imbrigliato fra Barzagli e Bonucci non ha quasi mai toccato palla. Certo è stato prezioso nel tener la sfera almeno qualche secondo, ma troppo poco da un campione di tal fatta: CHI L’HA VISTO?

POLI: voto 5,5 – il ragazzo da anni cerca una collocazione nella squadra titolare, ma fra Pippo e Mihajlovic ha trovato poco terreno. Montella non sembra da meno, ma sa utilizzarlo con utilità. Là, al posto di Suso a correre e disturbare la Juve. lui lo fa o lo fa bene, peccato che a volte sbagli delle ripartenze: RIMANDATO

LAPADULA: s.v – una manciata di minuti per far da torre e a far spallucce con i giganti della Juve: DA ESAMINARE

GOMEZ: 6 – il difensore alquanto scandaloso a Napoli, ieri s’è limitato a buttar via la palla e a intervenire nei contrasti di testa. Esegue cosa gli chiede Montella – DA VERIFICARE

Chiudiamo le pagelle rossonere con il maestro di questi splendidi ragazzi: Vincenzo Montella, detto l’aereoplanino.

MONTELLA: 8 – dopo la pesante debacle di Napoli ha saputo lavorare con quello che aveva. Ha trovato la sua configurazione di squadra, fra l’altro la più gradita a lui e ora sta creando una bella pianta. Troppo presto per esaltarlo, alla stregua dei grandi di sempre, ma in casa rossonera chi batte Juve e Inter è sempre piacevolmente ricordato. Dunque benvenuto NELLA CASA DEL MILAN

 

 

 

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