L’editoriale – Berardi, il Gallo e Pavoloso. Il nono oro azzurro è in Serie A

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Domenico Berardi, Andrea Belotti, Leonardo Pavoletti. Ad una settimana dalla fine delle Olimpiadi la firma azzurra si è spostata dalla kermesse brasiliana alla Serie A. Giusto iniziare da loro il commento della seconda giornata di campionato. Tre attaccanti nati, cresciuti e vissuti (almeno fin qui) in Italia, che non giocano in alcuna big ma trascinano come i grandissimi. Berardi una grandissima, la Juve, l’ha rifiutata in estate scegliendo di stare nella tranquilla e paziente, ormai mica tanto, Sassuolo. Lo dicono in pochi ma per me la squadra di Di Francesco è, per slancio delle ultime annate e programmazione, da lotta al terzo posto. Nel frattempo si gode un primato del tutto iniziale, ma pieno come il punteggio accumulato fin qui, pari solo a quello di Juventus, Sampdoria (aaah, come gioca Muriel…) e Genoa. Il Genoa, appunto. Preso in consegna da Juric, viaggia a gonfie vele sulle ali del suo Pavoloso, bel soprannome coniato per identificare le giocate di quel Pavoletti che, dopo qualche anno in sordina, ha iniziato a segnare a raffica da un paio di stagioni a questa parte. Di testa, di piede, in acrobazia. Segna in qualunque modo e soprattutto segna sempre. Giusta la convocazione in nazionale, per lui che, in nazionale, ha rischiato di giocare già agli Europei quando, chiamato dall’occhio sapiente di Conte nel gruppone dei pre-convocati, è stato tagliato solo in extremis ad un passo dalla Francia.

Ha giocato in Under 21, e fra qualche ora vivrà il salto, il Gallo Belotti. Le sue esultanze feroci, sempre con la mano sulla testa a mimare la cresta, hanno raggiunto il momento dell’exploit più puro. Tre reti ieri (potevano essere quattro se non avesse scoperto il vizio di sbagliare i rigori…). Opportunista e scaltro, colleziona zampate. Piace il Torino di Mihajlovic per capacità di mandare in gol i suoi attaccanti, e di crederci sempre anche quando le gare appaiono più (come col Milan) o meno (come ieri) compromesse.

Si è complicata la vita e non si è evidentemente rialzata, invece, la Roma, che dopo il flop col Porto si è fatta riacciuffare da un volitivo Cagliari dopo esser passata sul doppio vantaggio. La genialata, anche questa volta, l’ha regalata Luciano Spalletti, colui che sa tutto e cammina sulle acque, moltiplicando pani e occasioni perse. De Rossi in campo ma non capitano. Fascia a Florenzi, come se il problema di De Rossi fosse il core de Roma.

Un po’ di cuore italiano e pragmatismo da successo lo dovrebbe trovare De Boer e la sua Inter, che – al di là di un Banega vivo nel gioco e particolarmente piacevole da guardare (a proposito, grida vendetta il 5 all’argentino che ho letto sulla pagella di un noto quotidiano, mi ha fatto perdere anche la giornata di Fantacalcio…), stecca anche alla seconda, bissando la delusione rimediata col Chievo.

Sorridono, in pratica, sempre Juventus e Napoli, che anche quest’anno – stando così le cose (ma ci appelliamo alla prudenza) – potrebbero giocarsi pressoché da sole il titolo. I bianconeri trovano sempre un coniglio dal cilindro, talvolta sempre lo stesso ma insospettabile. In una squadra che contempla Dybala, Higuain, Mandzukic, Pjaca e Dani Alves, la parte del leone salva-vita la fa quel Sami Khedira, tedescone di metà campo che unisce legna e giocate da cigno. Il Napoli esulta per la scoperta di Milik, l’anti-Higuain. Il polacco, praticamente ignorato sull’altare dei rumor estivi e della necessità di rinforzi sempre e comunque, ha siglato una doppietta alla prima occasione utile in cui ha giocato. Sgombriamo i dubbi e ricordiamolo a chi se n’è dimenticato: 30 milioni il Napoli li ha spesi anche per lui. Tanto vale apprezzarli in campo. Vero De Laurentiis?

Il Titolo: perché nono oro azzurro? Perché alle Olimpiadi la spedizione azzurra ha centrato otto primi posti. Il nono ci auguriamo possano idealmente agganciarlo quest’anno altre eccellenze italiane: Belotti, Pavoletti e quello che ritengo uno dei dieci più forti in Europa, Mimmo Berardi, il nuovo Baggio.

LA CLASSIFICA: Genoa, Juventus, Sampdoria e Sassuolo 6 punti. Roma e Napoli 4. Torino, Fiorentina, Milan, Chievo, Lazio, Udinese e Bologna 3 punti. Palermo, Inter, Pescara e Cagliari 1. Crotone ed Empoli 0.

 

foto: metropolisweb.it

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