L’editoriale del lunedì – Fughe e sorprese. All’improvviso Locatelli

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L’editoriale del lunedì ci racconta di una Juve in piccola fuga e di due sorprese Locatelli e Petagna che cambiano la domenica di Milan e Atalanta

E la Juve se ne va. In attesa di capire se è già la fuga che inizierà a segnare definitivamente il campionato oppure il passo temporaneo di chi, meglio di altri, ha costruito la propria identità negli anni, la Vecchia Signora è sempre lì, in testa, a guardar cambiar posizioni alle sue spalle e festeggiare la coppia Higuain-Dybala, ancora a segno assieme, ancora decisiva, ad Empoli dopo che in Champions, come nei migliori sogni estivi. Eppure i bianconeri non sembrano nemmeno brillanti, realizzano in brevi segmenti di partita, non dominano per novanta minuti. Figurarsi cosa potrebbe succedere, allora, se Allegri si mettesse in testa di dare un gioco più moderno ed europeo alla sua squadra.

In attesa che ciò accada, registriamo i passi falsi alternati di tutte le concorrenti. Fragoroso nonostante il passivo di misura, quello del Napoli. A Bergamo la banda di Sarri non tambureggia come suo solito. Probabile che le scorie di un impegno Champions vissuto con la giusta ferocia in settimana abbiano prodotto qualche rilassamento di troppo ad una squadra che deve decidere cosa fare da grande.

Da grande ha deciso di fare semplicemente il calciatore, Manuel Locatelli, fiore all’occhiello di una domenica rossonera a dir poco bestiale. Il Milan finisce sotto in casa 3-1 contro il Sassuolo di Di Francesco. Poi si rivitalizza con il rigore del solito Bacca e la magia straordinaria del giovane regista che entra al posto di Montolivo e a fine gara si commuove in uno spot per il calcio che ha sapore di vita. Di Paletta (altra sorpresa di questo campionato…) il gol della vittoria con un’imperiosa frustrata di testa.

Divertimento anche in serata. Roma e Inter danno vita al solito incrocio tra giallorossi e nerazzurri, quello in cui storicamente può succedere di tutto, le maglie difensive si allargano, e le squadre offrono gol e frequenti capovolgimenti di fronte. Segna prima un appena redivivo Dzeko, poi pareggia un elegantissimo Banega, infine – complice pure una deviazione – realizza Manolas di testa e consegna i tre punti alla squadra di Spalletti.

Note di merito per Lazio e Chievo, terze con merito. Simone Inzaghi si conferma allenatore all’altezza, e pensare che in estate era stato dimesso dal funambolico Lotito per Bielsa. Inzaghino non si è parso d’animo, ha aspettato la nuova congiunzione astrale e l’ha sfruttata con le sue idee. Keita è un giocatore che strappa meravigliosamente, Immobile un bomber sempre pronto all’uso. E nel prossimo turno, dopo la sosta, ci sarà Chievo-Milan. Un bel modo per ripartire.

La classifica: Juventus 18; Napoli 14; Milan, Lazio, Chievo, Roma 13; Torino, Genoa, Inter 11; Bologna, Cagliari 10; Atalanta, Sassuolo 9; Fiorentina 8; Sampdoria, Udinese 7; Pescara, Palermo 6; Empoli 4; Crotone 1. Genoa e Fiorentina una partita in meno

 

foto: goal.com

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