Sfumature bianconere: L’equilibrio della Juve squilibrata

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Ancora una volta si cerca di nascondere la superiorità della Juve con il fango di presunti favori arbitrali.

Le plateali lamentele di Reina o Giuntoli in tv non sono altro che la ricerca del solito trito e ritrito alibi degli arbitri che favoriscono la Juve.

Gli episodi

Indice dei contenuti

Tralasciando la trattenuta di Strinic a Dybala a pochi metri dal portiere con conseguente espulsione del difensore che nessuno pare abbia commentato, analizziamo velocemente gli episodi incriminati.

Qualcuno avrebbe visto anche un fuorigioco nel gol del Napoli ma, se anche fosse sarebbe davvero ridicolo analizzare una fesseria di Asamoah e mascherarlo da errore arbitrale.

Il rigore del pareggio è talmente inventato che nessuno protesta in campo. Basta a questo a farci passare avanti nella carrellata.

Sul presunto rigore di Albiol, lo spagnolo pare in volo senza che nessuno lo tocchi, poi Reina sbaglia l’uscita e arriva a sfiorare soltanto la palla prima di franare su Cuadrado.

Smarcati gli episodi salienti, e aggiungendo solo che gli azzurri sono stati più tempo con le mani alzate che con il pallone tra i piedi, possiamo andare a parlare di calcio.

La partita

La Juve ha vinto una partita che ha fatto di tutto per perdere.

Allegri ha cominciato con una tattica suicida.

La difesa a 3 deve essere bandata definitivamente da Vinovo.

Ormai ha fatto il suo tempo e se una volta era sinonimo di sicurezza, ora ci fa perdere quell’uomo in più in avanti che è il segreto del nuovo modulo.

Alla fine dei conti, con il modulo iper offensivo che il mister ha varato dalla partita con la Lazio abbiamo subito solo 3 gol compreso quello di ieri sera. La dimostrazione che questo modulo squilibrato ha dato alla squadra un certo equilibrio.

Non si capisce perché Allegri voglia continuare a fare esperimenti.

È vero che il saper cambiar pelle può essere una risorsa in più, ma il modulo di partenza dovrebbe essere quello che da le migliori garanzie. E al momento è senza dubbio il 4 2 3 1.

Nel primo tempo le due squadre si affrontano alla pari ma mentre Higuain e Mandzukic falliscono le loro occasioni, Callejon insacca il gol del vantaggio su una bella combinazione con Insigne.

Nel finale del primo tempo Reina compie una grande parata su Mandzukic e sulla ribattuta di Lichtsteiner e si va al riposo in svantaggio.

A dire il vero, negli ultimi minuti il mister aveva cercato di rimettere la difesa a 4, ma se hai 5 difensori in campo non è che ci sia tanto da fare.

La svolta

All’uscita dagli spogliatoi al posto del pendolino svizzero c’è Cuadrado, ma più in generale un atteggiamento diverso della squadra che prende letteralmente a pallonate i partenopei.

Episodi a parte il pallino rimane costantemente nelle mani della Juve.

E la vera forza di questa squadra si può intravedere nella caparbietà di Mandzukic nello strappare un pallone a fine partita e poi incitare il pubblico con piglio da guerriero o nella caparbietà di Higuain che in pieno recupero va a pressare ferocemente l’avversario quasi riuscendo quasi a crearsi da solo una nuova occasione da gol.

Il nuovo Pipita

Detto per inciso, questo è il miglior Higuain visto in Italia. Non aveva mai partecipato così tanto alla manovra, mentre fino all’anno scorso era solo un formidabile bomber. Inoltre non perde occasione per dire quanto sia felice a Torino, cosa che si vede anche in campo.

Higuain non protesta più platealmente, incita i compagni, pressa e arretra per dare una mano.

Un Pipita nuovo. Un Pipita migliore.

 

 

fonte foto: www.cdn.calciomercato.com

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