Lettera a Montella

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Montella continua a far viaggiare la squadra sui binari della noia e dell'indegno, spettacolo, di cui siamo sempre spettatori

Caro il mio Vincenzino Montella,

tu non mi conosci ma io sono un o dei tanti tifosi d’Italia che il lunedì mattina al bar si trasforma nel Fabio Capello di turno e racconta ai colleghi o agli amici come avrebbe vinto la partita del weekend precedente. L’ho fatto anche con te, e quest’anno mi è capitato parecchie volte purtroppo.

 

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Ti scrivo perché vorrei che sapessi il mio punto di vista su tutta questa vicenda.

Partiamo dall’inizio

A Maggio dell’anno scorso ti hanno esaltato perché, obiettivamente, con una squadra semi-ridicola avevi fatto un miracolo centrando il posto in UEFA, togliendolo ai cugini. A giugno è partita la campagna acquisti faraonica del cinese (di cui nessuno sa niente a quanto pare) e ti sei ritrovato con 11/12 giocatori nuovi di pacca. Quello che ti si chiedeva era metterli in campo in maniera decente e centrare (o per lo meno provarci) il quarto posto.

Sei partito con l’avere San Siro pieno per la partita contro l’Istituto delle Orsoline di San Carlo e sei riuscito nel giro di pochi mesi ad avere San Siro vuoto e pieno di fischi nella partita “decisiva” per il passaggio del turno.

Eri partito con una squadra che segnava gol a grappoli per arrivare a non farne nemmeno uno ad una squadra (AEK Atene ndr) che ne prenderebbe 6 anche dal Benevento.

Bastava replicare il modello dello scorso anno e inserire i nuovi giocatori; invece ti sei voluto inventare il 3-5-2 e farci passare un’altra stagione a guardare gli altri vincere e giocare bene.

Il tutto condito dalle tue interviste assurde a fine partita che avrebbero fatto saltare i nervi anche a Gandhi.

Svolgimento

Da come avevi iniziato avevo quasi cominciato a credere che era finalmente arrivato l’anno della svolta, del ritorno tra i grandi di una delle più grandi squadre del mondo; e invece, come nelle più classiche storie d’amore, è arrivato il tradimento. E’ arrivato il momento che ci ha fatto svegliare e che ti ha mostrato per quello che vali: un allenatore mediocre, che può allenare una squadra senza eccessive pretese.

Avevi cominciato bene con il 4-3-3 e poi ha sfasciato tutto con questo 3-5-2 degno del miglior Oronzo Canà dei poveri.

Avevi cominciato alla grande poi, alla prima vera occasione di dover dimostrare qualcosa, ti sei spento. Prima la sconfitta a Roma, poi quella a Genova, e poi tutte le altre ( e tutte in scontri diretti).

Quello che mi faceva più rabbia non era perdere; ma era vederti in conferenza stampa con il sorriso sulla faccia a dire scemenze del tipo “Abbiamo giocato bene per 70 minuti” oppure “Il gioco c’è ma mancano i risultati”. Ti svelo un segreto: in ogni lavoro, soprattutto nel tuo, i risultati sono l’unica cosa che fa la differenza.

Vederti sereno mi dava un fastidio inaudito perché era come se non te ne stesse importando nulla della situazione e della squadra.

Ringraziamenti a Montella

Voglio ringraziarti per averci fatto perdere un’altra stagione. Voglio ringraziarti per averci reso ancora più ridicoli dell’anno scorso (impresa non da poco). Voglio ringraziarti per avermi fatto passare la voglia di vedere giocare la squadra per cui tifo e la voglia di venire allo stadio. Grazie di tutto.

Adesso però, da vero signore quale dici di essere, dovresti presentarti davanti ad un qualsiasi microfono e, sempre con il sorriso sulle labbra, chiedere scusa per le figuracce fatte in questi 5 mesi di stagione. Raccogli le tue cose e togli le tende.

Saluti a Montella

Da tifoso faccio i miei migliori auguri a Gattuso (un pezzo di cuore), sperando che possa ridare morale ai giocatori e che possa insegnare cosa voglia dire vincere al Milan.

Sappiamo tutti che sarà un traghettatore, ma che questa volta ci traghetti a casa. Speriamo che Ulisse raggiunga finalmente la sua Itaca.

Sempre Forza Milan

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