Lo sport in versi: Undici versi per Gigi Meroni di Cucchi

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“Undici versi per Gigi Meroni” è una poesia di Maurizio Cucchi. Il componimento è dedicato al celebre giocatore granata che rappresentò non solo uno splendido campione, altresì un ribelle sociale

A cura di Stefano Fornaro e Paolo Tamagnone

Undici versi per Gigi Meroni di Maurizio Cucchi

«Gigi granata la zazzera / e l’estro, la strada. / Che fosse lui, sul campo, l’ultimo / artista a rischio? / Lui, il nostro mago arioso, / l’artefice di genio ombroso / e intonatissimo, a giorni solare. / Chi ti ha falciato in area, / lieve discolo amato, danzatore garbato, / emblema in movimento, / caro e indifeso, di pieno Novecento?».  

DA DOVE ARRIVA LA POESIA DEDICATA A MERONI

Con la seconda puntata entriamo in territorio granata.

Non conoscevo questa poesia di Cucchi, l’ho trovata in rete cercando materiale per la rubrica. Il componimento è stato scritto in occasione di una puntata della trasmissione televisiva “Sky racconta” dedicata a Meroni e risalente al 2003, curata dal tifoso bianconero Darwin Pastorin (ma in questo caso si tratta di un ulteriore titolo di merito..).

Questa breve poesia del milanese (e tifoso interista Maurizio Cucchi fa rivivere molto bene secondo me la figura ormai leggendaria del calciatore “beat”. Le rime  danno ritmo al testo, come se si trattasse di una rapida discesa di Meroni in slalom sulla fascia, fino al bellissimo finale che eleva il calciatore morto a ventiquattro anni a simbolo della propria epoca, quella della contestazione giovanile che precede l’esplosione del 1968.

L’ANALISI DELLA POESIA

La musicalità è armonica e il suono in S è indice di un sibilo che passa veloce e attraversa il campo avversario. La parola artista collegata a un giocatore di calcio è sempre segno di una lode meritevole per chi ne è fregiato. Addirittura con una sorta di parabola ascendente Meroni passa da estro a strada, artista e addirittura magio arioso! Ancor meglio genio! Ombroso. Una caratterizzazione del personaggio tratteggiata con pochi tocchi: zazzera, ombroso/solare e con una ripresa di moduli scultorei classici discolo (insofferente) e danzatore. Colui che balla fra le difese avversarie, come se l’eleganza dei suoi movimenti fossero a ritmi musicale. E infine la chiusura con un pizzico di affetto velato e toccante: indifeso. Quasi a dire che un ventiquatrenne che muore, comunque muoia, è un indifeso. Tale fu Meroni.

In quel “nostro” c’è tutto il cuore granata che pulsa per un idolo sia come un fuoriclasse sia come immagine sociale. D’altronde ogni aggettivazione o sintagma appositivo ha un valore ambivalente: la parola artista per esempio non identifica solo la creatività nel segnare o nel mandare in rete i compagni, ma riprende la caratterizzazione del personaggio che in effetti fu un pittore.

La chiusa dei versi finali con una domanda in parte retorica e in parte interrogativa conclude tristemente i versi di apertura. Quella strada che l’essere umano immagina aperta e scorrevole verso un futuro glorioso e invece, tac! viene interrotta da una falce. Quella falce che nel medioevo spesso rievocava nelle miniature l’avvento della morte. Non sarà un caso che il poeta usi il verbo derivante dal nome (“falcidiato”) per rappresentare un evidente parallelo: tale è la caduta di chi nel campo mentre balle riceve uno sgambetto o ancor peggio viene falciato con irruenza e violenza, così la vita dello sventurato ventiquatrenne viene falcidiata dalla morte. Di fronte a tale sventura nessuno può più difendere l’artista. Né l’arbitro tutelante, né i tifosi, né i compagni. Ci si ritrova soli e la morte è lì che accoglie il feretro e gli toglie il movimento e la danza, ossia la vita.

L’IMMAGINE PUBBLICA DI GIGI MERONI

Meroni suscitò polemiche sia per l’immagine che per i propri comportamenti: portava i capelli lunghi (per l’epoca  era uno scandalo…) e rifiutò di tagliarli quando l’allora C.T. della nazionale, Edmondo Fabbri, gli chiese di farlo come condizione per  essere convocato (giocò poi sei partite in nazionale segnando due reti, ma continuò ad avere pessimi rapporti con il c.t.. Così giocò pochissimo nel famoso mondiale del 1966, quello della clamorosa eliminazione dell’Italia ad opera della Corea). La sua barba spesso era incolta ed indossava vestiti stravaganti da lui stesso disegnati. Si dilettava di pittura, girava per il centro di Torino con una gallina al guinzaglio…ma ancora più scandaloso era il fatto che convivesse con una ragazza sposata: alla morte di Meroni la diocesi di Torino fu contraria a celebrare un funerale religioso per un “pubblico peccatore”; il cappellano del Torino Calcio Don Francesco Ferraudo lo celebrò comunque e venne aspramente criticato. Il 15 Ottobre del 1967, una domenica, dopo aver disputato la sua ultima partita (Torino – Sampdoria finita 4 a 2).

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LA MORTE DI MERONI

Meroni venne investito da un’auto sportiva guidata da un giovane della Torino “per bene”, tale Attilio Romero (il quale non venne considerato colpevole, perché si concluse che non avrebbe potuto evitare di investire Meroni, e che nel 2000, per rendere la vicenda ancora più romanzesca, divenne presidente del Torino). I funerali furono seguiti da una grande folla e la domenica successiva, sull’onda della commozione il Torino battè la Juventus nel derby per 4 a 0.

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MERONI FRA TV E BIOGRAFIE

Alla vita di Meroni è stato dedicato uno sceneggiato trasmesso dalla Rai nel 2013, oltre ad una puntata della trasmissione “Sfide”.

Un’altra poesia dedicata a Meroni e composta dal poeta e tifoso granata Ermanno Eandi si trova al Museo del Grande Torino e della leggenda granata.

L’opera più famosa su Meroni è però la biografia scritta dal giornalista Nando Dalla Chiesa, “La farfalla granata”, pubblicata nel 1995.

CHI E’ MAURIZIO CUCCHI

L’autore della poesia, Maurizio Cucchi, è nato a Milano nel 1945 ed è considerato sin dal suo esordio avvenuto nel 1976 con la raccolta “Il disperso” uno dei più importanti poeti italiani contemporanei.La bravura di Cucchi nel comporre poesie d’occasione si può verificare ogni settimana su “Origami”, il settimanale della “Stampa” di Torino: ogni numero è dedicato ad un singolo argomento, gli ultimi argomenti trattati sono stati il gioco, il Brasile e gli insetti, e Cucchi riesce sempre a produrre versi molto leggibili e  di ottimo livello.   

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Foto in alto da Quotidianopiemontese.it

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