Macedonia-Italia: all’inizio frutta acerba, per fortuna è arrivata la glassa

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Macedonia-Italia è terminata domenica scorsa 2-3. Tre punti importanti in ottica girone, ma quanti frutti acerbi per Ventura!

MACEDONIA-ITALIA: IMMOBILE E’ LA DETERMINAZIONE DELL’ITALIA

Macedonia-Italia termina 2-3. Alla fine gli azzurri riescono a conquistare tre punti fondamentali per continuare a braccare la primatista Spagna. Le Furie Rosse si sono sbarazzate dell’Albania con un semplice 2-0 e detengono il primo posto nel girone G. Sono tre punti portati da Immobile in collaborazione con Belotti. Sono tre punti presi con la forza e l’orgoglio e sopratutto con la determinazione. In particolare quella del partenopeo di casa Lazio, che ha saputo trovare i due spunti vincenti da vero uomo d’area. Prima il tocco di interno sul pregevole assist di Candreva, poi l’incornata al 91′ su servizio al bacio ancora del nerazzurro. Un sospiro di sollievo che attraversa la penisola, ma non Ventura, che porta sulle sue spalle il rischio di una vera e proprio disfatta personale.

Così in meno di tre mesi, da quel cucchiaio sconsiderato l’eroe di Francia, Graziano Pelle, finisce nel dimenticatoio (non si sa se Ventura lo perdonerà  o meno) e Ciro Immobile, attaccante prolifico, ma finora discontinuo nei suoi viaggi europei diventa l’eroe di casa. Ci vorrà ancora molto perché gli italiani si affezionino a lui, ma una piccola stretta di mano dopo Skopje c’è stata. Anche perché il popolo nostrano ama molto i salvatori della patria, alla Roberto Baggio, per intenderci e in questo momento il redentore è l’attaccante biancoceleste, che ha iniziato la sua stagione col turbo del gas a manetta: 4 goal e 2 assist in sette giornate di serie A.

D’altra parte va riconosciuto a Ciro di Torre Annunziata che in campo sia contro la Spagna che contro la Macedonia ha messo anche una buona dose di grinta, spallate e determinazione. Ad oggi, fino a quando non usciranno altre novità dal campionato, il pupillo di Ventura sarà il nostro punto di riferimento. Questo perché il suo compagno, o meglio ex, ha trovato con Immobile l’intesa giusta.

ESORDIO E GOAL: ECCO “IL GALLO” BELOTTI

Che avesse talento da far eruttare dalle pendici dell’Etna (anche se poi giocò a Palermo) Andrea Belotti, detto il Gallo lo sapevamo tutti. Addirittura che questa potenza offensiva si mostrasse così, apertamente, all’esordio da titolare, pochi se lo aspettavano. E’ pur vero che il ragazzo di Torino è delineabile come il tipico moderno centravanti: interprete di più ruoli, cinico sotto porta, disposto a far da punto di riferimento, altresì a servire i compagni. Piuttosto maturo per la giovane età, idolo della tifoseria locale e probabilmente ben presto anche di quella nazionale. Contro la Macedonia è lui ad aprire un varco di luca a un’Italia che stenta, anzi traballa più volte. Lo fa con tecnica pregevole, aprendo il compasso al volo su corner di De Sciglio e sorprendendo tutta la retroguardia macedone. Non fa solo questo. Ventura che lo conosce bene, ricostruisce la vecchia coppia della scorsa primavera granata e gli offre la possibilità di correre e diventar pericoloso sempre. In conclusione, si può dire, che la coppia Immobile – Belotti funziona per intesa personale e calcistica.

NON SI FANNO ESPERIMENTI IN QUALIFICAZIONE CARO VENTURA

Dalla Macedonia, non torniamo certo con tanti sorrisi. In particolare due situazioni sono preoccupanti in questa Italia contiana che Ventura sta rimaneggiando: la granitica difesa e la sperimentazione esagerata.

Caro Ventura, che tu sia stato scelto per coltivare giovani, variare lo schema all’italiana 3-5-2 e portarci a traguardi importanti in Russia, è chiaro a tutti. Forse ciò che non hai compreso è che modificare uno schema non significa stravolgere un assetto. Lasciamo stare la sfortuna dell’infortunio di Chiellini. Presentarsi a Skopje con Bernardeschi e Bonaventura,che poverini già sono sacrificati nella loro squadra d’origine (da attaccante a esterno l’uno e da trequartista a mediano l’altro) in due posizioni così arretrate, ammettilo pure tu, non è stata “una genialata”. Specialmente se hai a disposizione Parolo, De Rossi e Florenzi. Tre giocatori per natura abituati a fare il lavoraccio sulla mediana e l’ultimo adattabile per caratteristiche a questa funzione. Infatti l’Italia che ha preso il secondo goal, è una squadra completamente sbilanciata, che, costretta a rincasare non è riuscita a fermare Hasani che ha calciato sorprendendo Buffon. E’ evidente, che pur mettendoci animo sia il milanista che il fiorentino in quella posizione non possono starci. Credo che, anche tu sia cosciente che non possono assumere il ruolo di un Benassi o un Acquah. Non hanno l’istinto del fallo tattico, non mettono la punta del piede e non sanno temporeggiare. Così facendo non solo hai disorientato i due ragazzi, ma hai scompaginato l’equilibrio di squadra. Non si può nemmeno parlare di assetto offensivo, perché inverosimilmente o hai pensato di giocare come il Real di Del Bosque, con un 4-2-4 o non ti sei accorto che la Macedonia ci ha messo sotto per parecchi minuti. Lasciamo stare pure la disattenzione clamorosa di un campione come Verratti, da cui no ci si aspettano certe distrazioni.

Quindi sarà meglio lasciare tale sperimentazioni alle amichevoli di lusso o meno e badare più al sodo, se vogliamo il biglietto per Mosca.

ALTRO INTERROGATIVO: LA DIFESA?

Sempre in Macedonia un altro dato deve allarmarci calcisticamente. L’Italia non è più la coriacea formazione che non prendeva mai goal. Eppure gli uomini sono gli stessi degli ultimi anni. Il trio Juve e qualche giovane innesto da crescere come Criscito o Romagnoli. Cosa non garantisce più la graniticità della difesa? Da quando è iniziata l’era Ventura gli azzurri hanno sempre subito almeno un goal. A Skopje, ripetiamolo, c’è voluto l’errore del nostro 10 per liberare Nestorovski che abilissimo sotto porta non ha sbagliato. Eppure se non ci fosse stato quel fantastico tuffo di istinto sul colpo di testa di Mojsov e se la traversa non avesse negato allo stesso Nesto-goal il pari, a quest’ora saremmo qui a parlar di sconfitta e nient’altro. Non è facile trovare il motivo, che porta gli avversari così facilmente sotto porta, ma va trovato. Agli Europei è stato dimostrato che le squadre che, pur esprimenti un gioco stentoreo, non subivano goal, sono arrivate in fondo. Non crediamo che in Russia la musica sarà diversa. Conviene ordunque subito trovare una colla che vada a ricostruire la compattezza difensiva.

Finora Romagnoli, scelto come sostituto di Chiellini, non ha dato grandi garanzie. Né come personalità, né come tempismo e adattabilità alla difesa a tre. In quel ruolo sia Astori che Criscito o addirittura Darmian si possono trovare a più agio del giovane rossonero. Oppure sarà da ripensare la situazione degli esterni. Candreva è abilissimo a puntar l’uomo, creare superiorità numerica e a servire assist pregevoli, ma sa coprire? Non sarà meglio riattualizzare Florenzi, che alla Roma ha fatto e sa fare quel ruolo da pendolino instancabile? L’aver subito messo in gabbia Eder, punta poco prolifica attualmente, non ha causato la mancanza di un piccoletto disposto a correre e rientrare più dei due centravanti prescelti? 

Macedonia-italia, ci stava portando e caro Ventura ti stava facendo assaggiare una frutta bella acerba. Per via degli squilibri tattici di cui abbiamo parlato. Per fortuna che è arrivata una glassa piacevole di nome Immobile, unita ai caratteri dei ragazzi. Ad ogni modo, tuttavia, non può esserci sempre Ciro a risolvere i problemi. Conviene tornare a far maturare la frutta, prima di ritrovarsi per l’appunto alla frutta, verso Russia 2018.

Fonte immagine: www.eurosport.com

 

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Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

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